Portogruaro

Al Festival di Portogruaro la Kremerata Baltica

Proseguono gli appuntamenti previsti dal programma della 35° edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro dedicato quest’anno a Wolfgang Amadeus Mozart e intitolato “Cercando Amadè”.
Mercoledì 23 agosto infatti con inizio alle ore 18 presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale prenderà il via “Penombre”, tradizionale momento di approfondimento del Festival, che quest’anno si aprirà con una relazione di Angelo Foletto, critico musicale di Repubblica, che interverrà sul tema “La maschera di Amadeus”.
Sempre nella serata di mercoledì alle ore 21 presso il Teatro Comunale Luigi Russolo ci sarà uno dei concerti più attesi ed importanti del Festival con protagonista la Kremerata Baltica considerata uno dei più importanti ensemble europei.
L’orchestra, vincitrice del “Grammy Award”, rappresenta un mezzo per condividere l’immensa esperienza artistica di Gidon Kremer con le nuove generazioni e, allo stesso tempo, per promuovere ed ispirare la vita musicale e culturale dell’area baltica.
Per il Festival di Portogruaro suonerà insieme ad Alessandro Taverna e Roberto Plano, i due pianisti italiani al momento più affermati sulla scena internazionale. Il concerto vedrà impegnata l'orchestra nell'esecuzione di due concerti di Mozart, il genio salisburghese al quale è dedicata questa 35° del Festival, il K 414 e il K 449. A questi due brani si aggiungeranno l'Adagio e Fuga per archi in do minore K546, testimonianza dell'interesse di Mozart per la polifonia e, in apertura, un brano (Sinfonia per archi e percussioni, di rarissima esecuzione in Italia) di Lepo Sumera (1950-2000), una delle voci più originali della musica baltica moderna.
Altro importante appuntamento poi venerdì 25 agosto sempre con inizio alle ore 21 (ingresso libero) presso il parco della Villa Comunale dove è previsto lo spettacolo “Deutsche Tänze” con musiche di Beethoven, Haydn, Mozart, Schubert, Schönberg ed esecuzione di danze popolari.
Friuli V.G.

Sentirsi bene, stare bene! Nell'incantevole Borgo Podresca un weekend per rigenerarsi

Per sostenere i ritmi incalzanti della vita senza essere appesantiti da stress e tensioni, il Centro Studi Podresca propone un weekend interamente dedicato a se stessi per recuperare la propria vitalità.

“BenEssere” è il contesto ideale per attivare un processo di rigenerazione psicofisica e maturare maggiore determinazione nelle proprie scelte, attingendo da un rinnovato livello di conoscenza. Tecniche posturali e di espressione corporea, training di rilassamento, massaggi, respiro circolare, esercizi di comunicazione e condivisione sono gli strumenti utilizzati per prendersi cura dell'individuo nella sua interezza: corpo, mente, consapevolezza.

Il corso sarà condotto dalla dott.ssa Irene Tessarin, fisioterapista e docente del Centro Studi Podresca. Si terrà dal 25 al 27 agosto presso la sede di Prepotto (UD), nel bellissimo borgo immerso nei boschi della Valle dello Judrio. Si distingue per l'attenzione che rivolge alle specifiche esigenze della persona e per la finalità che persegue: prendersi cura di sé per ri-scoprire abilità inedite. Il weekend ideale per liberare entusiasmo, energia e creatività!

Per informazioni e iscrizioni contattare la segreteria del Centro Studi Podresca da lunedì a venerdì chiamando 0432.713319 o scrivendo a info@podresca.it.

Antonella Olivieri



Centro Studi Podresca - Borgo Podresca 1 - Prepotto - UD - info@podresca.it www.podresca.it

Ufficio Stampa: Antonella Olivieri – antonella.olivieri@podresca.it– cell.+393471076941
Portogruaro

Domenica 20 agosto a Portogruaro i momenti più alti del Mozart sacro

Domenica 20 agosto alle ore 21 al Teatro Comunale Luigi Russolo di Portogruaro verrà inaugurata la 35.a edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia, che si svolgerà nella cittadina veneta e in altre località del Veneto Orientale - fino al 10 settembre 2017 - grazie al progetto “Festival Metropolitano” con la direzione artistica del Maestro Enrico Bronzi.

Il Festival quest'anno sarà dedicato al musicista salisburghese Wolfgang Amadeus Mozart e avrà per titolo "Cercando Amadè". Protagonisti della serata di apertura l'Orchestra d’Archi Italiana con il Coro del Friuli Venezia Giulia diretti da Enrico Bronzi e con il soprano Malin Hartelius (Theresa Kronthaler - mezzosoprano, Benjamin Glaubitz - tenore, Martin Häßler - basso, Cristiano Dell’Oste - maestro del coro).

Le due formazioni proporranno per il Festival di Portogruaro un concerto spettacolare con i momenti più alti del Mozart sacro, uno dei tanti volti del musicista salisburghese che verranno ricercati durante il Festival. “Chi non conosce queste composizioni non può asserire di conoscere Mozart”: queste le parole di Albert Einstein. Il decennio 1770 è quello che vide nascere la quasi totalità della produzione sacra di Mozart, rivolta al servizio liturgico della corte salisburghese. Tra il 1769 e il 1780 videro la luce tredici Messe, quattro Litanie, due Vespri e altri lavori. Da ricordare che siamo nel secolo XVIII a Salisburgo, città che, insieme a Vienna, era il principale centro austriaco di musica sacra.

Il programma della serata preve un inizio con la Spatzen-Messe (Messa dei Passeri), composta da Mozart nel 1775 all'età di 19 anni quando si trovava a Monaco, chiamata così poiché i violini eseguono un motivo nel Sanctus, ripetuto anche durante l’Osanna, che richiama il cinguettio dei passeri. I movimenti sono quelli di una Missa Brevis, orchestrata però con la solennità di una Missa Solemnis.

A seguire le Vesperae Solemnes de Confessore K 339, l'ultimo capolavoro chiesastico composto da Mozart al servizio dell'Arcivescovo di Salisburgo Hieronymus von Colloredo (casata nobile friulana che ebbe un ruolo importante nella storia dello Stato Patriarcale di Aquileia). Eletto nel 1772 von Colloredo, con la sua visione improntata ai modelli italiani, contrastò la prolissità barocca tipica dello stile salisburghese, preferendo una stringatezza formale del brano religioso. Caratteristiche alle quali corrispondono anche le Vesperae Solemnes de Confessore, scritte da Mozart nel 1780, nell'ambito del suo incarico di organista di corte riottenuto dopo un deludente viaggio in Francia che sperava potesse procurargli una collocazione al di fuori della sua città natale.

Il concerto si chiuderà con quello che molti definiscono un miracolo di sintesi poetica, una piccola gemma della produzione di Mozart: l'Ave Verum Corpus K 618. Si tratta di un mottetto per coro misto, orchestra e organo di sole 46 battute composto a Baden fra il 17 e il 18 luglio del 1791, pochi mesi prima della sua morte, ed è una delle composizioni più celebri di Mozart, nata in occasione del Corpus Domini per sanare un debito nei confronti dell’amico Anton Stoll che dirigeva il coro locale e considerata uno dei momenti più alti del genio mozartiano. La struggente bellezza delle note sostiene le verità di fede contenute nel testo. Una composizione che commuove per la semplicità del canto e della linea melodica, lasciando attonito chi la ascolta. Scrive Bernhard Paumgartner: «è il più fervido e illuminato di tutti i canti eucaristici. Nel breve ma incommensurabile spazio di 46 battute l’immagine dolorosa del Crocifisso, gli spasmi dell’agonia, gli orrori della morte, si trasfigurano nella pace eterna, ed è questa forse la più alta opera d’arte che Mozart abbia creato: estremo, beatificante rifugiarsi in Dio del suo stesso annunziatore».

Prima del concerto, alle ore 20.30 nel Foyer della Magnolia, il tradizionale appuntamento con Gli aperitivi del Festival.

Biglietteria aperta dal 18 agosto, tutti i giorni dalle 11 alle 12.30 e dalle 18 alle 19.30 (il giorno del concerto apertura fino alle ore 21).

Info e programma: www.festivalportogruaro.it
Cultura

Corona di luna

Quella luna che splende tra i picchi e sui boschi raccontati dallo scrittore friulano. Quella luna tante volte catturata in pellicola o in digitale da chi ha fermato e firmato il noto volto qui sopra. Quella luna corteggiata dai cantori di tutti i tempi. Quella luna che spesso ha lampeggiato nelle mie canzoni e nelle mie opere visive… Qualche stagione fa ho ritmato un piccolo ritratto letterario (trascritto in calce) sull’autore di Aspro e dolce e di tanti altri libri d’ambientazione montana. Più o meno negli stessi anni De Conti faceva la stessa cosa usando la luce anziché le parole, com’è nella sua predominante cifra espressiva (non a caso, tra i molteplici volumi fotografici, ha prodotto per esempio Phôs, in edizione per collezionisti). L’interpretazione dei versi e degli scatti ha poi in fondo uno stesso slancio lirico accomunato dal diaframma, sia esso proteso alla vocalità o alla meccanica. Del resto la frequentazione artistica col maestro d’immagine veneto risale a una remota gioventù per altro mai del tutto perduta; un confronto nato e rinverdito tra i fiori di Marca, quei dolorosi quanto gioiosi fleurs du graal, dopo un comune tragitto all’ombra di ambrosiane memorie. Un doppio rosario di creative operazioni culturali - dal manifesto della blusofia redatto dal sottoscritto e abbracciato da Stefano Festa, a quello di un neo post spazialismo teorizzato da Vanni De Conti col supporto filosofico di Alberto Re - suggellato, forse casualmente, da una stessa spinosa Corona, irsuta come taluni crinali di quelle montagne che da Erto ci sorvegliano e ci danno forza. Ricordo con orgoglio quando il rude rocciatore-scultore alzò al cielo, in direzione del suo habitat di sempre, la litografia di un mio Cristo con la quale l’amministrazione comunale di Motta gli aveva reso omaggio dentro a un Auditorium strabordante. Chissà se lassù arrivò altresì l’eco delle nostre Vergini Camene, benché allora le discipline pittoriche non fossero troppo contemplate, nemmeno dalle Muse? Di sicuro arriverà a Portogruaro sabato 16 settembre alle 18.30 allorché sempre De Conti porterà in mostra alla Galleria Pab lontani rimandi della poesia elettrica, disciplina che con lui mi ha visto partecipe insieme a Gianni Bertini e Sal Passarella.

«Ha il fiuto fino del camoscio / gli accenti del ramarro e del lupo / mani di rovo ma l'occhio è liscio / e veleggia fra le cime o sul dirupo»… Per la sua voce di carpino al vento, postura di fulgida rana, Corona di luna (da passi perversi, fuzzbook':s - pag. 38)
Trentino A.A.

Miss Stella del Mare arriva in Primiero

Presso la suggestiva cornice del Camping Calavise di Imer (TN), ai piedi delle Pale di San Martino, lungo le rive del torrente Cismon, nel cuore verde del Primiero si è svolta la 9^ selezione provinciale triveneta del concorso nazionale di Miss Stella del Mare 2017 “Miss Primiero”, dedicata alla bellezza, al talento, alla moda, allo spettacolo ed al divertimento.
Francesco di Radio Bella e Monella, ha recentemente presentato la serata dedicando un toccante momento contro la violenza sulle donne di Casa di Fuga di Padova, con la raccolta di fondi a ciò destinati.
La giuria composta da personaggi del mondo della bellezza, del giornalismo, della moda, dello spettacolo, della televisione, dello sport e della imprenditoria veneta ha decretato le seguenti stelline vincitrici:

- 1^ classificata – MISS PRIMIERO – Paela Pezzato di anni 15 di Gardigiano (VE),
- 2^ classificata – MISS CAMPING CALAVISE – Clio Tommasi di anni 24, di Padova,
- 3^ classificata – MISS FASHION – Anna De Rui di anni 15, di Segusino (TV),
- 4^ classificata – MISS ELEGANZA – Erika Grolla di anni 26, di Dueville (VI),
- 5^ classificata – MISS DANCE – Romana Koutsunyak di anni 16, di Mestre (VE),
- 6^ classificata – MISS LEGGEREZZA – Giulia Trabaldo di anni 15, di San Pietro in Gu (PD),
- 7^ classificata – MISS BELLEZZA – Angelica Berto di anni 16, di Camponogara (VE),
- 8^ classificata – MISS AROMA – Marta Noventa di anni 16, di Padova,
- 9^ classificata – MISS AMORE – Elisa Fedele di anni 17, di Telve (TN),

La prima fasciata ha acquisito di diritto l’accesso alla finale nazionale 2017, a bordo di MSC Preziosa dal 18 al 23 ottobre; mentre le altre fasciate della selezione hanno conquistato l’accesso alla finale del Triveneto.
Il pubblico partecipante alla selezione è stato intrattenuto dalla sfilata dei capi di abbigliamento di Chiaro Scuro, e dagli intrattenimenti di Movimento Danza.
Tutto l’evento è stato coordinato dalla consulente di immagine Antonella Marcon, partner triveneto del concorso nazionale di Miss Stella del Mare 2017.
Italia

Vincenzo Versace riceve la targa “Alla Carriera” 

VIBO VALENTIA - Oggi nella Certosa di Serra San Bruno, Vincenzo Versace, presidente dell’Associazione culturale calabro-brianzola, riceve la targa “Alla Carriera” – prima edizione – conferitagli dell’Associazione culturale vibonese “Civitas Bruniana”.

Di seguito il saluto di Gianluca Versace, letto dalla professoressa Bruna Filippone nel corso della cerimonia.

Lo confesso. Ogni volta che mi capita di scrivere dell’amico Vincenzo Versace, l’indomito ed instancabile presidente dell’Associazione culturale calabro-brianzola di Albavilla, sono un po’ in difficoltà.
Lo faccio molto volentieri, ci mancherebbe altro. Ma provando, come dire?, un filo di apprensione che si irradia come una piccola scossa elettrica dai polpastrelli fino sulla tastiera del computer.
Succede, credo, fondamentalmente per due ordini di motivi.
Il primo, lo confesso a me stesso prima che agli altri, credo sia di natura strettamente intima e personale: Vincenzo infatti si chiama esattamente come si chiamava il mio amatissimo papà, che nella sua vita ha fatto l’avvocato fino all’ultimo istante. Mio padre purtroppo mi ha lasciato, con un vuoto incolmabile, all’inizio del 2017. Ora, scrivere di Vincenzo da Ferruzzano e Albavilla, mi dà l’impressione di scrivere “di e per” Vincenzo da Sant’Eufemia e Monfalcone. Mio padre. E questa delicatissima e singolare coincidenza, mi impone un di più di pudore, attenzione, sensibilità e autenticità.
In buona sostanza, io avverto forte nella mia coscienza la pulsione e lo scrupolo al rispetto sacro del nome (e anche del cognome…), come fosse tutt’uno con la fedeltà leale alle mie radici esistenziali e “biologiche”. Ed infine, è come se papà Vincenzo, dal luogo misterioso in cui ora si trova, abbia consegnato a Vincenzo – originale creatura “calabro-brianzola” - il compito di starmi vicino, di darmi una mano e, insomma, di farmi un po’ da fratello maggiore. Questa toccante e sorprendente realtà mi sembra di evidenza solare nei fatti, come del resto sa bene l’amico Vincenzo Versace.
La seconda ragione è che qualsiasi cosa io scriva “su e di” Vincenzo Versace, la sua vita è già “oltre” – come se lui fosse “ulteriorità incarnata” - e pertanto il mio scritto è già vecchio e superato, da cestinare. E siccome io sono da sempre convinto che la cosa più bella che ci possa capitare è “un imprevisto”, Vincenzo è un “imprevisto vivente”.
Quando l’amica Bruna Filippone mi ha anticipato il prestigioso, meritato e soprattutto affettuoso premio “Alla Carriera” – alla prima edizione - che conferite quest’oggi a Vincenzo Versace, nella cornice dello splendido Auditorium del museo della Certosa, ha voluto anche illustrarmi in sintesi le finalità costitutive dell’Associazione culturale “Civitas Bruniana” di Serra San Bruno, nel Vibonese.
In una parola, “Educazione permanente”. Ricordo che Charlie Brown, il famoso personaggio dei fumetti Peanuts, al culmine di una accesa discussione sbotta: “Guarda che educare non è riempire un secchio, ma è accendere un fuoco!”. Ecco, io intuisco che proprio “questa” educazione, che è poi l’unica veramente lungimirante e duratura, voi alimentare con le vostre commendevoli attività. E per esserne ampiamente rassicurato, mi basta sapere che conferite il vostro riconoscimento al prezioso amico Vincenzo.
Infine, sempre, costantemente, anche se magari sullo sfondo c’è…”Lei”.
La Calabria.
La nostra comune Madre Terra delle origini.
La Calabria, la grande Dea Madre Uroborica che genera dipendenza e che acquista - nella vita di chi ha il destino di nascervi - una sorta di doppia ed inconciliabile identità: quella della Madre Benefica, dispensatrice di vita e di amore; e della Madre Terribile, dispensatrice di dolore, morte e sventura. Calabria miele e veleno, nello stesso fico d’india che ti porge, per salutarti e saziarti di stupore.
La Calabria soleggiata e scontrosa, che a me bambino è sempre parsa un grande, lussureggiante e selvaggio, indomabile giardino fiorito. Dai colori e sapori dolcissimi e violenti, sapori e colori che seducono, accecano e stordiscono e che non puoi trovare in nessun altro posto al mondo. Neppure immaginario.
La Calabria, tra i luoghi in assoluto più belli che si possano trovare sulla faccia della terra, come scrive Edward Lear, nel suo celebre Diario di un viaggio a piedi, del 1852.
E’ peraltro la stessa Calabria, tra le più antiche regioni del Mediterraneo, che per uno strano dispetto del destino ho visto tramutarsi, nel corso della sua incredibile storia, da erede indiscussa della civiltà ellenica, nell’angosciante simbolo nazionale del rovescio e degrado civile, morale e culturale.
Calabria è davvero quello stesso Paradiso all’improvviso che, decaduto, abdicando a se stesso tra noncuranza e pigrizia, è diventato il patetico, insultante, vergognoso regno del sottosviluppo economico ed etico.
Ora, i motivi profondi, le ragioni vere (ed ancestrali fino ad un certo punto) di questa inconcepibile metamorfosi al rovescio, credo vadano cercate in una serie di gravi cause interne.
In primo luogo, come al solito, in una classe politica suddita, gregaria e incapace, terra di conquista della mediocrità e di ogni servilismo.
Poi, nelle pesantissime responsabilità dei vari governi nazionali che si sono succeduti, dall’Unità d’Italia in avanti. E che hanno commesso il crimine di pace di confinare la Calabria, per calcolo e cinismo non fa differenza, dentro il recinto delle “zone da sacrificare”. All’unico scopo di favorire il progresso del Nord dell’Italia, facendone un serbatoio di manodopera giovane e a basso prezzo, di cui la Calabria è stata depredata impunemente. E’ così che è andata, con la migrazione violenta e forzata della sua meglio gioventù: un intollerabile “furto di futuro”, di cui nel sangue di molte famiglie c’è traccia. Tra cui, il mio.
Gli effetti della devastazione si parano davanti ai nostri occhi, certo atterriti, ma sempre più disillusi e, quello mi pare in assoluto il peggio, ormai sostanzialmente rassegnati: la Calabria di oggi è aggredita dalla mafia che ha l’astuzia luciferina di farsi credere indispensabile, perché persino redentrice e provvidenziale. La Calabria è derubata di speranza da uno Stato assente e vigliacco, occhiuto ed intrusivo tutt’al più sul piano delle tasse, ma non governante sul piano dell’esempio virtuoso e del rispetto delle regole. Ecco, “questa” Calabria oggi è una polveriera che potrebbe saltare per aria in qualsiasi momento. Con conseguenze che non riesco neppure a immaginare. Che “non voglio” prevedere.
Dobbiamo invertire la marcia della storia. Questo e non altro dev’essere un nostro impegno costante, un rovello quotidiano, qualcosa che ci incalza e non ci dà pace in ogni momento: rendere cioè la speranza di una “nuova e antica Calabria” un progetto concreto. Non a chiacchiere e proclami inutili. Questi sono infatti il modo migliore per completare l’eutanasia calabrese.
Perché se va a fondo la ”nostra” Calabria, allora tutta l’Italia s’inabisserà. Inesorabilmente. Per sempre. Facciamoglielo capire, con le buone o le cattive.
Tutta l’Italia, si inabisserà: con le fragilità, i populismi, i campanilismi, la partitocrazia, con la corruzione diffusa e una giustizia ingiusta che a bella posta non funziona, con le meschinità lottizzatrici e il viscidume clientelare.
Così, l’Italia e la Calabria saranno due semplici espressione geografiche. Ambedue insignificanti e distanti anni luce dall’Europa e dal Mondo.
Vincenzo Versace vive in ogni respiro, in ciascun battito del cuore e ad ogni passo che fa per le strade, dell’amore per la propria terra natale: ed è lo stesso tipo di amore, intenso ed immenso, eterno e senza misura che in ogni istante della sua vita prova verso sua madre e suo padre. Se dovessi definire un sinonimo della parola “gratitudine” non avrei alcun dubbio: “Vincenzo”.
Ed è questa l’energia primordiale che pulsa dentro le vene di Vincenzo: è la Calabria, che “fabbrica” momenti di vita e di umanità come una centrale nucleare produce energia. Certo, con tutte le contraddizioni inestricabili che sappiamo e che ho provato a dire. Ma anche con la sua forza morale, capacità solidale, generosità, onestà e tenacia. E ricchezza di fantasia. Ed intuito. E immaginazione: io nelle estati della mia infanzia in Calabria sono stato “educato” dall’immaginazione e nelle strade e vie di Palmi ho viaggiato dandole la mano. Un privilegio che non dimentico e di cui sarò grato a chi me l’ha permesso.
Perché Calabria – amici della “Civitas Bruniana” - è metà inferno e metà paradiso. E’, nel contempo, indimenticabile terra di misteri e di racconti sorprendenti. Sole che acceca e ombra che fa vedere ciò che non diresti mai possibile.
Calabria è insomma, nello stresso spazio, paradiso ed inferno terrestre. E’ scrigno luccicante di tesori inestimabili e scenario di bellezze mozzafiato ed ineguagliabili. Ma è anche palcoscenico infido di presagi inquietanti e di minacce di cui non sai, né forse mai saprai la gravità e origine.
«Mi fu sempre difficile spiegare che cos’è la mia regione», ammise francamente in una conferenza il grande Corrado Alvaro in una conferenza a Firenze nel 1931.
Con tutto il rispetto, se Alvaro avesse conosciuto da vicino Vincenzo Versace, beh forse anche per lui sarebbe stato più semplice farlo.
Grazie Vincenzo, ovviamente anche da parte di papà che, da lassù, applaude sorridendo.


Gianluca Versace
Giornalista e scrittore
Sport

Ciclismo: D'Eredità del Caneva vince a Gabicce Mare 

​Un superlativo Tommaso D'Eredità si è aggiudicato l'altra notte il 14° GP Città di Gabicce, gara in notturna organizzata dal VC Cattolica con la regia del vulcanico Ivan Cecchini e del fratello Massimo.

​Entusiasta il giallonero del Gottardo Giochi Novacel Nibali Caneva: ​«​Finalmente finalizzo il lavoro svolto nelle settimane scorse. La mia stagione è partita non nel migliore dei modi ma ora la condizione è arrivata e mi sento pronto per un finale di stagione ricco di soddisfazioni».​

D'Eredità è stato protagonista di una gara corsa ad alta velocità. Vinto il primo sprint ha continuato a racimolare punti piazzandosi anche negli sprint intermedi. Spalleggiato dal compagno Luca Salvador ha concluso vincendo la volata conclusiva a punteggio doppio.​ ​Per il friulano di San Giovanni al Natisone (UD) è la prima vittoria stagionale su strada e la ciliegina sulla torta della piacevole trasferta romagnola dei giorni scorsi.

Gottardo Giochi Novacel Nibali Caneva​ e ASD Nibali Junior Team ospiti del Bike Hotel Ancora di Cattolica e nelle strutture dello sportivo Filippo Magnani hanno potuto visitare anche l'Acquario di Cattolica in particolare la vasca degli squali. Nel corso del soggiorno si è rinsaldato il rapporto che lega la Granfondo degli Squali alla Granfondo Nibali.

Ottimo quindi il bottino del fine settimana che ha visto oltre alla vittoria di D'Eredità e i piazzamenti di Florissi e Costa sempre a Gabicce, la splendida volata di Orazio Costa (Nibali Junior Team), primo a Faè di Oderzo (TV) e il quinto posto di Cosimo Mazzeo alla Sandrigo - Monte Corno. 
Treviso

CALICI DI STELLE 2017: BRINDISI E SAPORI TRA LE VIE DI ASOLO

Giovedì 10 agosto il borgo trevigiano ospita Calici di stelle con le cantine del Consorzio Vini Asolo Montello. Dalle 21, costo di 25 €

Un brindisi con il naso all’insù a guardare le stelle. Giovedì 10 agosto il Consorzio Vini Asolo Montello aderisce a Calici di Stelle, la manifestazione organizzata dal Movimento Turismo del Vino e dall’Associazione Città del Vino. Per le vie del borgo di Asolo si potranno degustare i vini tutelati dal Consorzio in abbinamento ai piatti dei ristoratori del territorio. Si comincia alle 21 con la presentazione della bottiglia istituzionale del Consorzio, Asolo Prosecco DOCG nella tipologia Brut, durante l’inaugurazione ufficiale. L'evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale di Asolo e Pro Loco di Asolo con la collaborazione del Consorzio e con la partecipazione di Coldiretti Treviso “Campagna Amica” e l’Associazione Città del Vino. Le casse aprono alle 20:30, al costo di partecipazione di 25 €.
Per la notte di San Lorenzo la formula dell’evento è semplice: con lo spettacolo delle stelle cadenti si passeggia per il paese sorseggiando un vino e gustando i piatti con i prodotti tipici. Ogni cantina presente – 20 le confermate – avrà il suo banchetto di assaggio e sarà affiancata da un ristoratore. I produttori del Consorzio Vini Asolo Montello presenteranno il territorio attraverso i vini che lo rappresentano. Dall'Asolo Prosecco Superiore DOCG – in particolare nelle versioni Extra Brut, Sui Lieviti ed Extra Dry – al Montello DOCG e al Montello – Colli Asolani DOC. Non mancheranno alcune curiosità, come l'assaggio della Recantina, vitigno antico del territorio. Oltre al vino durante la serata ci sarà anche un intrattenimento musicale.
Calici di Stelle ad Asolo ha anche un risvolto etico. I tappi in sughero aperti durante la serata verranno raccolti e donati a AMS Onlus (Associazione Malattie del Sangue) che è impegnata nella raccolta fondi per la Ricerca per leucemie, linfomi e mielomi (www.malattiedelsangue.org).
Il costo di partecipazione è di 25 euro e comprende una degustazione per ciascuna delle cantine e dei ristoratori presenti. Info: www.asolomontello.it

Press info:
Claudia Zigliotto - Davide Cocco
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Ultimo aggiornamento: 23/08/2017 08:44