Economia, Friuli V.G.

Cooperazione Italia-Slovenia, si punta navale hitech e lusso

TRIESTE - Saranno disponibili dal 1 ottobre all'indirizzo www.techmology.eu assieme a tutti i dettagli sia in italiano sia in sloveno, le coordinate per partecipare al bando per lo sviluppo dell'artigianato digitale nell'industria della mobilità, promosso da TechMOlogy, progetto finanziato dal Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Slovenia, con le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale - per complessivi 641 mila euro - che si propone di rafforzare la filiera della mobilità nella regione transfrontaliera, con particolare attenzione alle imprese che non riescono a cogliere la sfida del digitale.

L'occasione, alla quale possono candidarsi imprese di piccole dimensioni o artigiane, è inedita e importante poiché «le tecnologie abilitanti chiave (KET) di Industria 4.0 - come spiegano i partner di progetto Friuli Innovazione (leader), Giz Acs Slovenski avtomobilski grozd, Ecipa, Sieva e Lef -possono determinare un cambiamento strategico e organizzativo utile a stimolare lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi».

Quattro gli ambiti di sfida proposti da TechMOlogy: automotive, marittimo/navale, aerospaziale e mobilità intelligente. I team prescelti saranno accompagnati nello sviluppo di competenze tecnologiche I4.0 e spinti a lavorare con professionalità quasi-artigianali di nicchia che contribuiscono alla nascita di prodotti di alta gamma (come, ad esempio, nel design di biciclette, natanti di lusso o nella produzione di veleria per imbarcazioni da competizione).

Tra i tanti plus dell'iniziativa, l'accesso garantito agli aspiranti ai servizi di R&S messi gratuitamente a disposizione per il design, la prototipazione, il test o la validazione delle idee, incluso l'accesso a facilities di ricerca in FVG, Veneto o in Slovenia normalmente non accessibili ai privati o a pagamento
Cultura, Treviso, Vittorio Veneto, Veneto

Al Duomo di Serravalle la 33° Rassegna Internazionale di musica per organo

VITTORIO VENETO - Si svolgerà all’interno del Duomo di Serravalle, a Vittorio Veneto, la 33° Rassegna Internazionale di Musica per Organo che proporrà una serie di concerti a partire dal 2 ottobre. La manifestazione celebra i duecento anni del celebre organo Callido del Duomo costruito nel 1822 da Antonio ed Agostino Callido di Venezia, figli di Gaetano che fu celebre organaro formatosi nelle botteghe di Venezia nel XVIII secolo. Lo strumento giunto quasi intatto fino ai giorni nostri è pronto ad offrire le sue magnifiche sonorità dopo l’ultimo restauro.

La rassegna prevede la programmazione di un concerto durante ogni domenica di Ottobre e la partecipazione di quattro organisti dal curriculum prestigioso e di respiro internazionale. 
Si comincia il 2 ottobre con il concerto di Enrico Zanovello, Direttore artistico dell’Orchestra Barocca “Andrea Palladio”, per proseguire il 9 ottobre con Luciano Zecca, organista presso la Basilica Collegiata di S. Nicolò in Lecco, mentre il 23 ottobre ci sarà Luc Ponet, organista titolare della grande Basilica di Tongeren nota come la più antica città del Belgio. La rassegna si chiude domenica 30 ottobre con il concerto di Angel Hortas, maestro di cappella e organista titolare della Cattedrale di Jerez, Spagna.
Tutti questi concerti si svolgeranno nel pomeriggio, alle 16:30.

Domenica 16 ottobre alle ore 11:00 invece è prevista la Orgelmesse dedicata al bicentenario dell’organo Callido e diretta da Roberto Padoin, ideatore e direttore artistico della rassegna. Padoin, per molti anni direttore dell'orchestra Accademia Veneta, proporrà in questo concerto diversi brani nei quali l’organo, di cui è titolare, accompagnerà la liturgia della Messa con le molteplici quanto armoniose sonorità.

L’ingresso è gratuito. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito www.rassegnaserravalle.it oppure la pagina Facebook “Rassegna Internazionale di Musica per Organo”.



Economia, Pordenone, Friuli V.G.

Cimolai realizzerà nuovo Ponte Anne de Bretagne, a Nantes

PORDENONE - Cimolai Spa si è aggiudicata i lavori per la progettazione esecutiva e la costruzione dell'impalcato metallico del nuovo Ponte Anne de Bretagne sul fiume Loira a Nantes, in centro città.
Ne dà notizia l'azienda in un comunicato.

L'opera rientra nel progetto della Città Metropolitana di Nantes denominato "Loire au coeur" ("Loira nel cuore"), che prevede la costruzione di un "ponte piazza", dotato di giardino e belvedere, che sarà funzionale sia per la mobilità tradizionale, sia per quella alternativa all'uso della vettura.
Affiancandosi e integrandosi con quello esistente, il nuovo impalcato metallico avrà una lunghezza di circa 140 metri ed una larghezza fino a 40 metri, per un peso complessivo di circa 2.150 tonnellate di acciaio verniciato.

Cimolai costruirà l'intera struttura nello stabilimento di San Giorgio di Nogaro, dotato di banchina, per poi trasportarlo a Nantes e posarlo direttamente in opera. Le operazioni di carico per il trasporto marittimo inizieranno ad agosto 2025 e la posa in opera verrà eseguita dopo circa un mese di navigazione. Per la realizzazione della commessa, del valore complessivo di 14 milioni di euro, Cimolai prevede la partecipazione di 30 persone tra ingegneri, tecnici e operai specializzati.

L'azienda si è aggiudicata di recente anche il lotto 2 della Linea 17 della Metropolitana di Parigi, ed è impegnata, fra l'altro, nella realizzazione delle facciate della stazione di Mons, in Belgio, disegnata dall'architetto Santiago Calatrava, e dell' edificio principale del nuovo quartiere Mareterra nel Principato di Monaco, disegnato dagli architetti Renzo Piano, Denis Valode e Michel Desvigne.
Cultura, Vicenza, Turismo

Canova, genio europeo, un ritratto “oltre l'artista”

BASSANO DEL GRAPPA - Una splendida figura di donna distesa, con un'espressione sul viso di estasi mista a dolore, e una lacrima a rigarle la guancia: c'è anche la "Maddalena giacente", l'ultimo capolavoro di Antonio Canova ritrovato dopo quasi due secoli di oblio, tra le oltre 140 opere che compongono la grande mostra con cui il Museo Civico di Bassano del Grappa celebrerà dal 15 ottobre il grande scultore neoclassico in occasione dei 200 anni dalla morte. Dal titolo "Io, Canova. Genio europeo", l'esposizione, presentata oggi a Roma e che resterà allestita fino al 26 febbraio 2023, mette insieme opere di valore inestimabile, tra sculture, dipinti, disegni e documenti.

Pur nell'assenza, a causa del conflitto russo-ucraino, delle opere provenienti da Kiev e San Pietroburgo, prestiti importanti concessi da istituzioni italiane e internazionali compongono un percorso rigoroso ed esaustivo, in cui figurano anche pezzi mai visti, come appunto la "Maddalena giacente", realizzata da Canova poco prima di morire per Robert Jenkins, secondo conte di Liverpool e primo ministro inglese, oggi finalmente ritrovata dopo esser rimasta in un giardino alle intemperie per 70 anni (nel 2002 è stata battuta all'asta per poco meno di 5000 sterline, con il nuovo proprietario del tutto ignaro del valore enorme della statua poi attribuita a Canova).

Tra le opere esposte anche alcune di quelle, preziosissime, sottratte da Napoleone per realizzare il suo 'museo universale' a Parigi - dall'antico calco in gesso del "Laocoonte" alla "Deposizione" di Paolo Veronese, da "La Fortuna" di Guido Reni all'"Assunzione della Vergine" di Agostino Carracci - che lo scultore di Possagno ricondusse in Italia nel 1815 in una coraggiosa missione diplomatica, dopo aver ricevuto l'incarico dallo Stato Pontificio. E poi ancora nel percorso anche il marmo della "Principessa Leopoldina Esterhazy Liechtenstein", il grande gesso della "Religione", "Marte e Venere" realizzato per Giorgio IV d'Inghilterra e l'"Endimione dormiente", tutte opere necessarie a ricostruire il contesto in cui Canova visse e operò. Spettacolare e ricca di capolavori, la mostra ha tuttavia l'ambizione di offrire al pubblico non soltanto la testimonianza di un talento unico al mondo, ma di andare 'oltre l'artista' e il suo universo estetico.

Nel progetto espositivo, curato da Giuseppe Pavanello e Mario Guderzo, con la direzione scientifica di Barbara Guido e il patrocinio e il contributo del "Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte di Antonio Canova" presieduto da Vittorio Sgarbi, le opere esposte racconteranno anche "un altro Canova", soffermandosi sull'uomo, sulla formazione, sulla sua passione di collezionista, sul quel delicato ruolo di diplomatico che lo fece partecipare attivamente alla storia europea. Non mancherà la rievocazione di importanti commissioni, con il racconto delle vicende legate alla realizzazione di opere come il Monumento funerario per Orazio Nelson e quello per Papa Clemente XIII, o la descrizione dei rapporti che Canova ebbe con mecenati, pontefici, principi e nobili.

"Questa mostra è un miracolo italiano: è incredibile che in una città così piccola si sia realizzato un progetto così impegnativo anche economicamente", ha detto il curatore Giuseppe Pavanello, "Ci sono assenze da San Pietroburgo e da Kiev, ma c'è la Maddalena giacente insieme a Endimione: queste sono opere tarde, quando cioè Canova apre al Romanticismo. La statua in quel momento diventa sdraiata, orizzontale, e le figure sono ritratte in situazioni di inconscio. Su questa nuova sensibilità dell'artista si è riflettuto poco". "La mostra ha purtroppo una limitazione oggettiva, data la mancanza delle opere provenienti da Kiev e San Pietroburgo, ma resta straordinariamente ricca", ha detto Vittorio Sgarbi, presidente del Comitato Nazionale delle celebrazioni, "i proprietari del marmo della Maddalena giacente probabilmente hanno intenzione di lasciarlo a lungo a Possagno: forse l'opera potrebbe essere acquistata dallo Stato italiano, visto che è rimasta invenduta all'ultima asta".

Cultura, Pordenone, Friuli V.G.

'Le Giornate del Cinema Muto' a Pordenone

PORDENONE - Dall'1 all'8 ottobre il Teatro Verdi di Pordenone sarà palcoscenico della 41/a edizione de Le Giornate del Cinema Muto, diretta da Jay Weissberg, che l'ha presentata il 27 settembre.
In apertura il film di Tod Browning The Unknown (Lo sconosciuto, 1927) una storia di ossessione amorosa ambientata nel mondo del circo.

Protagonista Lon Chaney, l'uomo dai mille volti, con Joan Crawford, poco più che ventenne. Alle Giornate viene presentata una copia nuova del film, ritrovata nell'Archivio di Praga e restaurata dal George Eastman Museum di Rochester, più lunga di 10 minuti rispetto alle versioni finora conosciute. La proiezione avrà l'accompagnamento musicale dal vivo dell'Orchestra San Marco di Pordenone diretta da Josè Maria Serralde Ruiz, autore anche della partitura.

L'evento di chiusura, sabato 8 ottobre, è nel segno di Alfred Hitchcock con il suo ultimo film muto The Manxman (L'isola del peccato, 1929) con Anny Ondra. La nuova partitura è composta da Stephen Horne e sarà eseguita dall'Orchestra San Marco diretta da Ben Palmer. Tra gli eventi speciali Nannok (1922) di Robert Flaherty, titolo storico del documentarismo etnografico, e La storia della famiglia di Borg (1920), tratto dal romanzo omonimo di Gunnar Gunnarsson.

Due le retrospettive dedicate rispettivamente a Norma Talmadge, attrice tra le più celebri e quotate negli anni 20 e caduta nel totale oblio alla fine del muto, e Ruritania, la prima rassegna imperniata su quei film che hanno come comune denominatore l'ambientazione in un regno di fantasia, Ruritania appunto, situato tra i Balcani e l'Europa Centrale.
Accanto ai film di fiction, la retrospettiva comprende anche documenti storici e alcune parodie: in due compaiono anche Stan Laurel e Oliver Hardy, quando ancora recitavano separatamente.

La coppia la troviamo invece in Ladroni (1930), versione italiana di The Night Owls. In programma anche l'omaggio alla prima Mostra del Cinema di Venezia del 1932, con i film muti di quell'edizione; il cinema delle origini e i classici del Canone Rivisitato e infine La Montagne Infidele (1923), sull'eruzione dell'Etna, documentario di Jean Epstein.
Treviso, Veneto, Turismo

La chiesa della Santissima Trinità a Cappella Maggiore, un successo per le visite guidate tra arte, storia e prodotti tipici.

CAPPELLA MAGGIORE-Saper coniugare l’arte e la storia alla genuinità dei nostri prodotti tipici non è difficile, soprattutto se un tesoro d’arte apre le porte per accogliere visitatori desiderosi conoscere attraverso le esaustive quanto coinvolgenti spiegazioni di una storica dell’arte, la dott.ssa Cristina Chiesura, gli eventi, le persone e le caratteristiche che rendono un luogo speciale.
Stiamo parlando della Chiesa della Santissima Trinità, detta della Mattarella dal nome del suo committente ritratto della parete di sinistra prima dell’abside, il cui nome capeggia sulla scritta sottostante insieme all’indicazione della data, 1503. La curiosità è l’accetta posta davanti a lui, probabile allusione al mestiere da lui praticato.

La visita che è stata introdotta dal saluto del Sindaco Mariarosa Barazza e dell’Assessore Valentina Ricesso, le quali non hanno mancato di esprimere la soddisfazione per la notevole partecipazione di persone provenienti da diversi paesi circostanti, si è protratta per circa un’ora trascorsa piacevolmente come fosse un viaggio affascinante guidato sapientemente attraverso i secoli che hanno fatto la storia di questo sito.

La chiesa non è affatto di origine longobarda (come riportato dai cartelli che molto probabilmente saranno sostituiti), il nucleo originale era una piccola cappella costruita nel 1200/1300 come testimoniato in un testamento del 1334, poi fu ampliata nel XIV-XV secolo. La sacrestia, come testimoniato da un’incisione posta esternamente, fu aggiunta alla chiesa nel 1640. Purtroppo il luogo di culto visse un periodo di abbandono fino al XX secolo, i primi restauri furono effettuati gli anni ’50 ma non in maniera ottimale e con l’utilizzo di materiali non consoni che purtroppo presto si degradarono. Il fatto che gli affreschi siano sopravvissuti fino ai giorni nostri è un vero miracolo. Nel 2002/2003 fu fatto un ulteriore restauro e nel 2007 fu fatta una ricognizione archeologica che permise di fare alcuni ritrovamenti (tra i quali una tomba), mentre il restauro vero e proprio avvenne nel 2015, operazione che mise non poco alla prova i restauratori visti i danni provocati dai precedenti interventi alle pitture.

All’interno si apre una visione che cattura subito lo sguardo e lo porta verso la scena della Crocifissione, un classico che però qui si arricchisce di particolari e figure, tutte ad opera del pittore dell’epoca Antonio Zago. Saltano agli occhi la figura della Maddalena abbracciata alla Croce, lo sguardo di Gesù Cristo rivolto verso il “buon ladrone”, la Vergine Maria posta sulla sinistra che sviene ed è sostenuta dalle donne accorse in suo aiuto, affrante anch’esse tanto che sul volto di una di esse sono visibili delle lacrime rigarle il volto. Sulla destra appare l’Apostolo prediletto Giovanni e più in là una scena alquanto insolita. Infatti è visibile Ponzio Pilato che si lava le mani con l’acqua versata da un’ancella ed in basso un paggio, mentre dietro è rappresentato Giuda Iscariota già morente (visibile una trave e la corda) con un corvo sul capo. Dietro la scena è stato dipinto un muro che si presume rappresenti quello di Gerusalemme in quanto Gesù fu crocifisso fuori dalle mura della città.

Ai lati sono stati dipinti gli Apostoli, in alto il visitatore può ammirare la rappresentazione degli Evangelisti, ognuno accompagnato dal proprio simbolo. Altre piccole curiosità trapelano dagli affreschi, per esempio gli occhiali presenti nella raffigurazione di San Marco e San Giuseppe che riposa mettendo le mani sotto il capo mentre i Magi fanno visita al Bambin Gesù, questi ultimi rappresentanti delle tre età dell’uomo: uno infatti è giovane, uno adulto ed il terzo anziano.

Non si può dimenticare la peculiarità dell’Annunciazione con l’Arcangelo Gabriele che sembra appena giunto, tanto sembra movimentata la veste dal movimento mentre già porge un giglio alla Vergine Maria posta sul lato opposto, inginocchiata e nell’atto solenne di accettazione sottolineato dalle braccia incrociate sul petto. La figura della Vergine è vestita con abiti sontuosi ed addirittura sullo sfondo si intravede una piccola ancella che legge, cosa che probabilmente voleva regalare alla Madre del Signore una nobiltà ed un prestigio degno della sua grazia e della sua santità. Da notare, altra particolarità, la presenza di Dio che sembra letteralmente “lanciare” il Bambin Gesù verso la Madre mentre già porta sulle spalle una piccola croce. Il pittore ha aggiunto poco distante dall'Arcangelo la scritta "Ave Maria" , il fumetto di un saluto che pare quasi un soffio di grazia che prelude alla maternità prossima della Madre del Signore Gesù'.

Molto interesse desta naturalmente anche l’Ultima cena sulla parete nord, la più antica di tutta la provincia di Treviso dipinta all’interno di una chiesa. L’attenzione al dettaglio del pittore è notevole, basti per esempio vedere le pietanze degli Apostoli e quella riservata a Gesù, un agnello senza testa che presagisce al suo imminente destino e la posizione di Giuda Iscariota. Quest’ultimo infatti non è a tavola come gli altri ma dalla parte opposta, davanti a Gesù che gli porge un tozzo di pane afferrato non a caso con la mano sinistra, mentre nella destra trattiene la saccoccia con i denari del tradimento. Singolari le piccole ciliegie poste sul tavolo, quasi squadrate nelle forme come se fossero state fatte in fretta con una pennellata. Le stesse ciliegie che poco prima dell’abside, in un’altra parte di affresco sulla sinistra, la Madonna allontana dal Bambino che allunga le mani per afferrarle, simbolo del suo sacrificio visto il loro colore rosso che si ripete nella collana di corallo che lo stesso Gesù Bambino porta al collo.

Ricordiamo gli interventi del parroco Don Riccardo Meneghel che ha ricordato come la chiesa rivesta un’importanza dal punto di vista culturale, ponendo l'accento sul suo valore intrinseco come luogo dove testimoniare con devozione la fede cristiana, e il discorso del direttore scientifico dell’ente diocesano “Beato Toniolo” Marco Zabotti che ha sottolineato l’intenzione di rendere maggiormente accessibile nel prossimo futuro il luogo sacro.

All’esterno nel piazzale della “Pagoda” era possibile poi degustare prodotti tipici della zona completando quindi l’offerta turistica con quella enogastronomica, un binomio tra arte e gusto che ha permesso di apprezzare i prodotti eccellenti della nostra produzione agricola locale.

Ce ne sarebbero cose da dire, gli approfondimenti su ogni dettaglio hanno aperto le porte verso un passato durante il quale questi affreschi erano dei “libri” attraverso i quali ogni fedele poteva letteralmente leggere i brani dei Vangeli e comprenderne intimamente il significato. È con quest’animo, calandoci nei panni di un fedele dell’epoca che dovremmo varcare la soglia della chiesa, abbandonando i nostri panni per immedesimarci in quelli di una persona che nel XV secolo che rimaneva sbalordita dinnanzi a tale bellezza e nel contempo, tramite essa, si immergeva in quella grazia che risuonava tra preghiere e silenzi, letture e suppliche. Grazie alla volontà di questi uomini e queste donne, al loro lavoro e alla profonda fede che li accompagnava durante ogni ora del giorno ora noi possiamo ammirare questa opera d’arte, custodita con il cuore e preservata dal tempo perché sia per noi ennesima ricchezza culturale e spirituale di un territorio che non finisce mai di stupire.

Politica, Veneto

Elezioni, trionfa FDI, tutti gli eletti in Veneto

UNINOMINALE

Nella circoscrizione Veneto 1 per la coalizione del Centrodestra sono stati eletti Carlo Nordio - Fratelli d'Italia, il più votato del comune di Treviso, Giorgia Andreuzza - Lega (collegio uninominale di Chioggia), Ingrid Bisa - Lega (collegio uninominale di Belluno), Dimitri Coin - Lega (collegio uninominale di Castelfranco Veneto) e Martina Semenzato - Noi Moderati (collegio uninominale di Venezia).

Nella circoscrizione Veneto 2 per la coalizione di Centrodestra sono stati eletti Massimo Bitonci - Lega (collegio uninominale di Selvazzano Dentro), Maria Cristina Carretta - Fratelli d'Italia (collegio uninominale di Vicenza), Lorenzo Fontana - Lega (collegio uninominale di Verona) e Silvio Giovine - Fratelli d'Italia (collegio uninominale di Bassano del Grappa), Elisabetta Gardini - Fratelli d'Italia (collegio uninominale Padova). Ciro Maschio - Fratelli d'Italia (collegio uninominale Villafranca di Verona), Alberto Stefani - Lega (collegio uninominale di Rovigo).

CAMERA VENETO 1 PLURINOMINALE

FDI
CARETTA MARIA CRISTINA
FILINI FRANCESCO
NORDIO CARLO

PD
FASSINO PIERO
SCARPA RACHELE

FORZA ITALIA
CORTELAZZO PIERGIORGIO

AZIONE-ITALIA VIVA - CALENDA
GRIPPO VALENTINA

LEGA PER SALVINI PREMIER
BISA INGRID

CAMERA VENETO 2 PLURINOMINALE

FDI
CARETTA MARIA CRISTINA
MASCHIO CIRO
MAZZI GIANMARCO
MORGANTE MADDALENA

LEGA
PRETTO ERIK UMBERTO
STEFANI ALBERTO

PD
LETTA ENRICO
ZAN ALESSANDRO

M5S
CAPPELLETTI ENRICO

AZIONE-ITALIA VIVA - CALENDA
BONETTI ELENA

ALLEANZA VERDI-SINISTRA
ZANELLA LUANA

FORZA ITALIA

TOSI FLAVIO

I nomi degli eletti al Senato in Veneto
I candidati eletti in Veneto al Senato sono nell'Uninomiale: Anna Marina Bernini (Forza Italia), nel collegio uninominale VENETO - U03 (PADOVA); Mara Bizzotto (Lega), nel collegio uninominale VENETO - U04 (VICENZA), Luca De Carlo (Fratelli d'Italia), nel collegio uninominale VENETO - U02 (TREVISO), Raffaele Speranzon (Fratelli d'Italia), nel collegio uninominale VENETO - U01 (VENEZIA), Paolo Tosatto (Lega), nel collegio uninominale VENETO - U05 (VERONA).

SENATO PLURINOMINALE

FDI
RAUTI ISABELLA
URSO ADOLFO
URSO ADOLFO

LEGA PER SALVINI PREMIER
OSTELLARI ANDREA
STEFANI ERIKA

PD
LORENZIN BEATRICE
MARTELLA ANDREA

M5S
GUIDOLIN BARBARA

ALLEANZA VERDI-SINISTRA
FLORIDIA AURORA

AZIONE-ITALIA VIVA - CALENDA
CALENDA CARLO

FORZA ITALIA
ZANETTIN PIERANTONIO

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Ultimo aggiornamento: 01/10/2022 17:06