Veneto

“Bandiera di San Marco ai nuovi nati”: la proposta in Regione

Dopo la discussa proposta di legge del consigliere regionale Antonio Guadagnini, sull’adozione di un inno ufficiale veneto e l’iniziativa proposta dal suo stesso movimento Siamo Veneto e Indipendenza Veneta, lo scorso 12 luglio a Venezia, per iniziare un percorso comune in visti delle prossime tornate elettorali; da Venezia arriva un nuovo affondo molto gradito ai venetisti.

Tale proposta, depositata dal consigliere della “Lista Zaia” Gabriele Michieletto come modifica ad una legge regionale del 1975, riguarderebbe la consegna della bandiera di San Marco a tutti i nuovi nati del Veneto, a spese della Regione. La consegna? A cura dei sindaci ogni 25 marzo, nel giorno della “Festa del Popolo Veneto”.

-Lo scopo della proposta è duplice- spiega il consigliere -perché da un lato, vengono coinvolti i Sindaci, ovvero i primi cittadini rappresentanti della comunità locale, mentre dall'altro verrebbero coinvolte le famiglie, la colonna portante della comunità stessa, che riceverebbero il simbolo identitario di una Regione orgogliosa delle proprie radici storiche e culturali nella quale anche i ragazzi potranno impugnare lo stendardo regionale consegnato dai primi cittadini ai nuovi nati, futuri alfieri della tradizione e dei simboli del Veneto-.

Graziano Azzalin, consigliere regionale del Pd, commenta così la proposta di Michieletto -La fantasia propagandistica della Lega tocca vette impensabili. Dopo le leggi identitarie si sentiva proprio il bisogno di una bandiera veneta per i nuovi nati. Sarebbe curioso sapere se verrà consegnata a tutti i nuovi 'venetì, viste le posizioni della Lega sullo Ius Soli. In ogni caso consiglio di aggiornarsi: con Salvini il Nord e la Padania sono spariti, prima gli italiani. Quindi, se proprio vuole - conclude - regali ai nuovi nati un tricolore-.

Molto soddisfatti invece gli indipendentisti: Juri De Luca, portavoce di Indipendenza Veneta, commenta così la proposta di Michieletto: -Un'iniziativa senza alcun dubbio importante: dare la bandiera del proprio popolo alle nuove generazioni e, nel caso specifico, ai neonati è segno di continuità della cultura, tradizione ed attaccamento al territorio, che i veneti coltivano con orgoglio nonostante non conoscano la loro storia in modo approfondito. Quest’iniziativa è l'ennesimo tassello che porterà i Veneti finalmente a Pensare Veneto: essere Veneto non è solamente abitare in questa terra ma è una fiammella che ognuno di noi si porta dentro e manifesta il proprio orgoglio in qualsiasi luogo si trovi (basti pensare alla comunità veneta in Brasile, che conta milioni di persone)-.

-Ad oggi sempre più fronti, movimenti ed associazioni iniziano a muoversi e stanno aiutando moltissimo la riscoperta dei valori Veneti, perché Il Veneto è molto più che una regione dell'Italia, il Veneto è momentaneamente una Nazione senza Stato. Noi come Indipendenza Veneta appoggiamo l'iniziativa e speriamo che la bandiera da donare sia però quella del popolo Veneto e non quella della Regione.-

“L’ennesimo passo all’insegna dell’autodeterminazione” proclamano numerosi sostenitori, la realtà sembra infatti volgere lo sguardo verso la direzione sperata. Se da una parte, il cancelliere austriaco Kurz preme per concedere la cittadinanza austriaca agli alto-atesini, ora anche il Veneto, aspettando la proclamata autonomia, cerca una sua strada. Ai posteri l’ardua sentenza, o meglio, la bandiera.

Politica, Portogruaro

A Portogruaro sull’invito a Daisy Osakue la Lega si dissocia dal Sindaco

Non sono state epoche le fibrillazioni che hanno scosso l’Amministrazione comunale della Città di Portogruaro dopo l’inaspettato risultato delle elezioni amministrative del 2015 che hanno visto dopo molti anni la vittoria di misura del centrodestra.

Ultima in ordine di tempo una decisa levata di scudi del Gruppo consiliare Lega Nord-Liga Veneta che con un comunicato stampa a firma della capogruppo Alessandra Zanutto ha inteso dissociarsi dall’ iniziativa presa dal Sindaco che ha invitato l’atleta Daisy Osakue a partecipare alla prossima edizione di Open Sport che si svolgerà a settembre nella Città del Lemene.

“E’ sempre una gioia – spiega Alessandra Zanutto – ospitare nella nostra città un’atleta che veste la maglia della nazionale italiana di atletica leggera ma non condividiamo la scelta unilaterale del Sindaco che non ha ritenuto di informare il nostro Gruppo consiliare dell’invito.

Un invito – prosegue la capogruppo – che riguarda una giovane ragazza coinvolta in una aggressione che è stata strumentalizzato da chi ha voluto farla passare come un episodio di razzismo.

Una strumentalizzazione che la Lega per bocca del suo Segretario Federale ha respinto, esprimendo ovviamente assoluta e totale solidarietà a Daisy, ma ritenendo inaccettabile trasformare un caso deprecabile in un segnale di un crescente clima di razzismo. Dati peraltro anche i riscontri emersi dalle puntuali indagini delle Forze dell’Ordine”.

La posizione della Lega ha suscitato qualche malumore anche fra gli altri Gruppi di maggioranza che temono il rischio dell’apertura di una crisi.

“Non intendiamo assolutamente – precisa Alessandra Zanutto - sfiduciare il Sindaco e interrompere la legislatura. Riteniamo che questa Amministrazione abbia fatto fino ad oggi un ottimo lavoro e da qui alle elezione del 2020 abbiamo ancora molti interventi importanti da portare a compimento nell’interesse dei nostri concittadini.

Ciò che però pretendiamo è il rispetto dei ruoli e la condivisione di decisioni importanti su temi delicati e di grande attualità”.


Italia, Vittorio Veneto

Paracadutisti. A Vittorio Veneto il 29 e 30 settembre il Raduno del Centenario

Sabato 29 e domenica 30 settembre a Vittorio Veneto ci sarà il raduno nazionale dei Paracadutisti, battezzato per l’occasione Raduno del Centenario.
Nell’ambito delle celebrazioni per il 100° Anniversario della fine della Grande Guerra definite dalla Amministrazione Comunale, la iniziale organizzazione del raduno Triveneto è stata affidata alla Sezione ANPd’I (Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia) di Vittorio Veneto, che ha istituito il “Comitato per il Raduno”. L’entusiasmo e l’interesse che si è subito creato ha indotto la Presidenza Nazionale ANPd’I a trasformare l’evento in Raduno Nazionale.

Quando scoppiò la 1^ Guerra Mondiale i paracadutisti ancora non esistevano.
Nella notte fra l’8 e il 9 agosto 1918, privo dell’addestramento che al giorno d’oggi sarebbe necessario, il vittoriese tenente degli Arditi Alessandro Tandura si lanciò con il paracadute da un aereo pilotato da un ufficiale inglese.
Fino ad allora il paracadute era stato solo l’estremo mezzo di salvataggio per i piloti di aereo.
Così Tandura divenne il primo nella storia a eseguire un lancio con il paracadute con finalità operative militari.
Tandura atterrò oltre le linee nemiche, per raggiungere Vittorio Veneto e raccogliere informazioni da da inviare ai comandi militari italiani oltre il Piave.
La missione gli valse la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Per rendere la manifestazione interessante anche per la popolazione e i semplici osservatori esterni, il Comitato per il Raduno prevede, oltre agli aspetti celebrativi e ai cerimoniali, anche numerose attività.

Lo scorso venerdì 27 luglio, a Vittorio Veneto, il Comitato si è riunito, alla presenza del Presidente Nazionale ANPd’I, Gen. Marco Bertolini, del Consigliere Nazionale per il Triveneto Giorgio Munerati e di varie figure tecniche e operative che fanno parte della struttura organizzativa.
In Piazza del Popolo sono stati analizzati i dettagli della sfilata, dello schieramento e del cerimoniale.
Nell’“Area Fenderl” sono state definite le attività logistiche, informative e di cameratismo. Un grande spazio verde dove avrà sede la zona per tende e camper e dove ci saranno spazi espositivi, ricostruzioni storiche e ci sarà uno spazio dedicato alla convivialità.
Non mancheranno mezzi “storici” tipici delle aviotruppe.
L'Area sarà utilizzata anche per l'atterraggio e il decollo di elicotteri, sia ai fini di possibili necessità sanitarie, che per il lancio di paracadutisti.

Il programma definito sarà comunicato nei prossimi giorni.
Portogruaro

Polins S.r.l. protagonista dell’innovazione

PORTOGRUARO - Importante riconoscimento per il Polo di Innovazione Strategica – Polins S.r.l. di Portogruaro che recentemente ha visto approvato e finanziato dalla Regione Veneto il bando Bando Assegni FSE - Smart Manufacturing proposto da Cà Foscari che vede Polins fra i partner aziendali assieme ad altre eccellenze, leader a livello mondiale, quali STEVANATO GROUP S.p.A., ENGINEERING S.p.A., SIPA S.p.A. (Gruppo Zoppas) ed il colosso HEINEKEN S.p.A.
Si tratta di un importante riconoscimento per Polins che da anni si propone come agente di cambiamento per stimolare la crescita e le capacità di innovazione strategica delle migliori intelligenze prodotte dal mondo universitario e da quello imprenditoriale.
In sintesi il finanziamento consiste in: 4 assegni (4 borse di studio per giovani ricercatori) per 1 anno di formazione iniziale; circa 3 giornate di action-research/consulenza; scambi con le Università di Auckland (Nuova Zelanda) e Twente (Olanda) per approfondire i temi del progetto, e attività di comunicazione e diffusione dei risultati
“Sono molto soddisfatto di questo risultato - ci spiega il vice presidente di Polins dottor Raffaele Foglia – che fra le altre cose ci consente di consolidare i rapporti con un ateneo prestigioso come è quello di Cà Foscari con il quale contiamo di sviluppare anche in futuro numerose altre attività ai fini di migliorare e aumentare la potenzialità del nostro territorio in termini di formazione e quindi di qualità delle risorse umane”.
Portogruaro

Presentato il “nuovo” Portogruaro Calcio ASD

Presentato nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale il Portogruaro calcio ASD che si appresta ad iniziare la nuova stagione agonistica rinnovato nel quadri dirigenziali e tecnici.

Nel corso del suo intervento il neo Presidente Andrea Bertolini, affiancato dai due vice presidenti Luigi Morassutto e Giorgio Furlanis, ha illustrato i progetti della società che ambisce ad essere protagonista in tutti i tornei a cui prenderà parte: dalle prime squadre (maschile e femminile) al settore giovanile.

Una società che vuole fare da volano per coinvolgere anche altri imprenditori in un progetto di sostegno e sviluppo non solo del calcio ma dell’intero movimento sportivo portogruarese.

Dopo l’intervento del Presidente sono state presentate la squadra maschile e quella femminile che disputeranno rispettivamente il campionato di Promozione e quello di serie C.

Grande attesa per le ragazze granata che dopo la brillante stagione scorsa si cimenteranno quest’anno per la prima volta in un campionato competitivo come è quello appunto della serie C.

Rinnovati anche i quadri tecnici dato che la squadra maschile vedrà il ritorno in panchina del mister Giancarlo Maggio mentre quella femminile sarà guidata da Piero Pasqual.

Nel corso della serata, alla quale hanno presenziato anche il Sindaco e l’Assessore allo Sport, è stata presentata la nuova maglia del Portogruaro che nella prossima stagione avrà stilizzata su una fianco l’immagine delle “Due Gru” simbolo della Città del Lemene.

Sabato 4 agosto alle ore 17 allo stadio comunale Piergiovanni Mecchia prima gara ufficiale con una amichevole di lusso contro i friulani del Cjairlins Muzane, formazione che milita in serie D.

Sport

Ultracycling Dolomitica: pedalare per mettere alla prova se stessi

SARMEDE - L’Ultracycling Dolomitica 2018 è stata SPET-TA-CO-LA-RE, un vero successo sotto tutti i punti di vista…l’organizzazione, gli atleti, il meteo, il presentatore Marco Formicone, la cornice di Sarmede, Paese delle Fiabe…e si è svolta il 6, 7 e 8 luglio.
È questa una delle più impegnative gare di bicicletta mondiali che si svolge, ormai, da 5 anni nel nostro territorio; è una competizione famosa in tutto il mondo un po’ meno in Veneto, il detto dice Nemo propheta in patria.
La gara, che si colloca all’interno del Campionato Italiano e Internazionale, è stata fortemente voluta dalla direzione di Ultracycling Italia (www.ultracyclingitalia.com), rappresentata da Roberto Picco e Paolo Laureti.
L’evento Ultracycling Dolomitica nasce nel 2014 da un’idea di Roberto Picco, anima e cuore della gara, che, già dalla prima edizione, decide di dedicarla al ricordo di Vito Favero, ciclista locale degli anni ‘50, per una promessa fatta all’amico nel letto di morte.
Roberto Picco con entusiasmo che traspira da ogni sua parola afferma: “L’ultracycling Dolomitica è una gara estrema e come tutti gli sport estremi l’atleta si mette alla prova. La gara è un po’ una metafora della vita salite- discese, albe-tramonti, gioia-dolore. L’atleta è solo con se stesso: la sua testa e la sua resistenza fisica. Queste competizioni estreme sono la riprova che se credi in te stesso, se sei determinato a raggiungere un obiettivo tutto è possibile. Pierre de Coubertin diceva: “Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla”.
L’Ultracycling Dolomitica ha un grandissimo valore aggiunto il meraviglioso sfondo paesaggistico delle Dolomiti, nella quale si svolge, che la rende ancora più prestigiosa e unica.
La gara di quest’anno la si può paragonare a un grande puzzle colorato e pieno di tasselli che sono andati tutti al loro posto, uno per uno, in modo armonico e perfetto.
L’edizione 2018 si è articolata su un percorso di 675 km con 16.000 metri di dislivello attraverso 16 passi dolomitici da percorrere in bici ininterrottamente; il primo valico, il passo La Crosetta, e poi Passo San Boldo, Monte Grappa, Cima Campo, Passo Manghen, Passo Valles, Passo Duran, Forcella Staulanza, Passo Fedaia, Passo Sella, Passo Gardena, Passo Valparola, Passo Giau, Forcella Cibiana, Passo Sant’Osvaldo, e Piancavallo.
I cronometri hanno iniziato a girare, venerdì mattina, con 29 atleti alla partenza e, già, sabato pomeriggio sono arrivati alla spicciolata i primi ultracycler. La gara più dura del mondo, quest’anno è stata vinta da Mattia De Marchi, classe 1991, di Mirano.
Mattia è il numero 1, ma ci sono ben altri 28 eroi che hanno pedalato in questa difficile competizione e solo 5 si sono ritirati, dopo aver superato più di metà del percorso, per problemi fisici. Chi decide di partecipare a queste gare ha una spinta motivazionale in più degli atleti tradizionali; ha prima di tutto la voglia di vivere la sfida più difficile, quella con se stesso e con i propri limiti. Sono atleti che hanno il fisico allenato e la mente fortemente motivata a raggiungere un obiettivo prefissato tanto che la fatica fisica viene quasi messa in secondo piano.
Quest’anno erano presenti molti ciclisti italiani ma anche una nutrita presenza straniera; alcuni sono ultracycler per scelta di vita e altri per mettersi alla prova; rimane che alla fine sono tutti degli atleti con caratteristiche eccezionali.
Le 4 donne presenti hanno concluso tutte la gara con tempi di tutto rispetto.
Luca Viol, ha corso tutte le edizioni della meravigliosa Dolomitica e ci rivela: “ cinque anni fa avevo sentito parlare di questa competizione e non sapevo davvero cosa fosse. La prima volta mi sono iscritto perché mi incuriosiva, da un lato, capirne la dinamica ma soprattutto vedere dove il mio fisico mi portava. Strada facendo mi sono reso conto che tutto parte dalla testa, dal cuore e dalla volontà di terminarla. Già la prima volta sono riuscito ad arrivare alla fine e da lì mi sono appassionato e ho capito che la forza di volontà ti può far fare qualsiasi impresa. Per me la Dolomitica è parte della mia vita, così come il mio staff di appoggio composto da mio figlio Sebastiano, che la prima volta che mi ha supportato aveva solo 8 anni, e mia moglie; nei momenti di crisi durante la gara fanno davvero la differenza. Ogni edizione della dolomitica ti lascia un segno sia positivo che negativo che porterai con te per sempre. L’arrivo nel palco è sempre una nuova emozione perché vuol dire che ci sei riuscito e subito senti un senso di nostalgia e non vedi l’ora che arrivi la prossima. L’Ultracycling Dolomitica ha qualcosa di speciale... il bello di questa gara è che alla fine siamo tutti vincitori e c è molta solidarietà sia tra ciclisti e staff sembra un’unica grande famiglia unita da passioni e emozioni. Non è una gara ma un’esperienza di Vita che ti fa migliorare come persona”.
Denis Antoniol di Fontanelle, che non è nuovo a queste avventure con la sua bici, ha partecipato in team con Massimo Morandin e ancora con l’adrenalina palpabile di chi ha vinto la sua sfida personale afferma: “a volte ci sono fatiche che vale davvero la pena di vivere. Maggiori sono le fatiche e più grandi sono le emozioni che si provano”.
Anche il Team Eagles (Mario Ulian, Rudy Fattorel, Simone Perin, Andrea Tomasella- staff Toni Antoniazzi, Daniele Zamuner, Gianluca Sonego, Gianpaolo Bazzo) , un gruppo di amici della zona con la passione della bicicletta, è stato una grande rivelazione con il secondo tempo assoluto della competizione 31 ore e 3 minuti; una sfida dura e una condivisione di momenti di vita che unisce ancora di più. Sicuramente questa scommessa vinta ha aperto la strada a nuove sfide.
Gli atleti si staranno già preparando per una nuova sfida perché sono quelle con noi stessi le più difficili. Piccole o grandi che siano, l’importante è vincerle! Riuscirci significa migliorare tutta la nostra vita.
Gli Eroi del ciclismo del passato quello romantico sono tornati in queste competizioni.

Classifica finale
Under 50
1° Mattia De Marchi 30 ore 26 minuti
2° Edward Fuchs 32 ore 12 minuti
3° Andrea Baretemucci 34 ore 54 minuti
4° Emanuel Schinnerl 35 ore 14 minuti
5° Nico Mausch 36 ore 38 minuti
6° Gabrio Santin 36 ore 48 minuti
7° Enrico Scudeller 40 ore 9 minuti
8° Luca Viol 44 ore 28 minuti
Over 50
1° Jean Marc Besson 35 ore 20 minuti
2° Martin Bergmeister 36 ore 24 minuti
3° Edoardo D’Orsogna 38 ore 58 minuti
4° Michi Hange 41 ore 11 minuti
Self supported
1° Daniel Polman 35 ore 38 minuti
2° Mauro Casanova 40 ore 36 minuti
3° Silvano Incensi 41 ore 17 minuti
Donne
1° Daniela Genovesi 40 ore
2° Valentina Tanzi 41 ore 16 minuti
Team 2
1° Cinquini- Bukhanska 36 ore 11 minuti
2° Antoniol - Morandin 39 ore 26 minuti
Team 4
Team eagles: Ulian, Fattorel, Perin, Tomasella 31 ore 3 minuti

Alberta Bellussi
Veneto

Regione. Fabiano Barbisan, impegno per la sicurezza del Tagliamento

Le problematiche relative alla sicurezza del Tagliamento sono state oggetto di una riunione a Latisana tra i consigli comunali di Latisana e San Michele al Tagliamento, convocati dai rispettivi sindaci Daniele Galizio e Pasqualino Codognotto per una seduta di carattere informale e aperta soprattutto al pubblico.

Presenti alla serata dirigenti tecnici delle due regioni, nonché il Consigliere regionale veneto Fabiano Barbisan, peraltro unico rappresentante, di fatto, delle istituzioni regionali di Veneto e Friuli Venezia Giulia.

L'incontro ha fatto seguito al colloquio avvenuto da parte del Sindaco di Latisana con il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, tenutosi lo scorso 9 giugno, a conclusione dell’esercitazione internazionale sul rischio idraulico organizzata nell’ambito del progetto europeo Neiflix (North Eastern Italy Flood Exercise), che ha visto Latisana sede della conferenza stampa di presentazione e luogo principale delle attività di simulazione.

Dopo un'ampia disamina della situazione, con l'intervento dei vari capigruppo consiliari, è stato preso da un lato il fatto che la precedente giunta regionale del Fvg, nel dirottare i 40 milioni che aveva stanziato al riguardo, per interventi da realizzarsi a valle (poco efficaci e non risolutivi) e dall'altro che il problema principale consiste nell'effettuare necessariamente degli interventi a monte, nell'area di Pinzano dove si sarebbe dovuta realizzare una diga in grado di gestire il deflusso dell'acqua del Tagliamento.

E' stato pertanto auspicato che da parte delle due regioni, cui spettano per competenza tali lavori, vi siano quanto prima degli accordi tesi proprio a far sì che si effettuino le opere a monte quanto mai indispensabili.

A tale proposito il Consigliere Barbisan, nel sottolineare il fatto che l' “omogeneità politica” delle due regioni è tale per cui si può finalmente instaurare un dialogo costruttivo anche su questo argomento, si è impegnato di farsi portavoce nei confronti del Presidente del Veneto Luca Zaia di quanto emerso affinché si possa concordare con il suo omologo del Fvg Massimiliano Fedriga “il piano d'intervento necessario, magari coinvolgendo anche se possibile il Governo, per garantire a valle sicurezza e tranquillità alle comunità della “bassa” residenti nei due comuni maggiormente interessati dall'attraversamento del Tagliamento, con la necessità di eseguire le opere di laminazione delle piene a monte del fiume, che interessano anche il Comune di San Michele ”

La riunione congiunta dei due consigli comunali si è tenuta nell'area del Parco Gaspari che ha per le due comunità un valore altamente simbolico dato che proprio in quel punto ci fu la rotta dell’argine e l’allagamento di Latisana, con il travaso del fiume che interessò anche parte del comune di San Michele al Tagliamento, realtà dove vi è sempre la preoccupazione che accada quanto avvenne con le piene eccezioni del 1966.

Portogruaro

“Illuminazioni”: 36^ edizione del Festival Internazionale di Musica

PORTOGRUARO - Si svolgerà dal 21 agosto al 14 settembre la 36^ edizione del Festival Internazionale di Musica organizzato anche quest’anno dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia in collaborazione con la Città di Portogruaro, la Città Metropolitana di Venezia e la Regione Veneto.

La manifestazione, conosciuta a livello mondiale anche grazie alla direzione artistica del maestro Enrico Bronzi, è stata ufficialmente presentata nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale alla presenza del Consigliere Regionale Fabiano Barbisan, del Sindaco di Portogruaro Maria Teresa Senatore e del Presidente della Fondazione Musicale Santa Cecilia Paolo Pellarin nonché di numerose personalità della vita civile e culturale della Città del Lemene.

“Illuminazioni. La musica veggente” è il titolo dell’edizione di quest’anno che si articolerà in una indagine sulla capacità visionaria della musica.

Numerosi gli eventi previsti che anche quest’anno vedranno musicisti di fama internazionale esibirsi presso il Teatro Comunale Luigi Russolo di Portogruaro ma anche in altre località del Veneto Orientale tra le quali alcune destinazioni turistiche.

Evento di respiro sempre più internazionale il Festival quest’anno sarà arricchito anche dalla partnership con RAI Radio 3 che trasmetterà nel corso della sua programmazione le registrazioni di due concerti.

Per informazioni sul programma: www.festivalportogruaro.it oppure www.fmsantacecilia.it

Conegliano

Tiro alla fune: solo argento per Vazzola

Dopo un incerto avvio di stagione, un'esperienza internazionale in Belgio e un continuo susseguirsi di alti e bassi, la TAF Vazzola sfiora il successo nella categoria 640kg svoltasi sabato scorso a San Vendemiano.

La squadra, guidata da coach Roberto Sanson (già allenatore della Nazionale Italiana) e detentrice del titolo 2017, ha concluso il girone di qualificazione da prima nonostante il pareggio con la rivale TAF Scorzè. Nella semifinale, disputata contro le Furie Rosse di Tamai, un infortunio porta la squadra a cambiare la rosa in vista della finale che, com'è chiaro dal titolo, ha visto gli scorzetani conquistare l'agognato oro nazionale.

Una serata per certi punti di vista deludente, ma altrettanto sorprendente per la grandiosa prestazione dei vazzolesi: dopo il 1° posto nella categoria 530kg, il 3° nella 680kg e un 4° posto nella 700kg, i vazzolesi si riconfermano essere una squadra volta alla crescita, visto anche il roster anagraficamente molto giovane, in continua crescita e forte di un caloroso sostegno di pubblico. L'inizio della serata porta con sè anche un'altra sorpresa: gli stessi atleti gialloverdi (con i colleghi di Scorzè) riceveranno l'onorificenza della Medaglia di Bronzo al Merito Sportivo per Atleti su specifica comunicazione del CONI che vuole così premiare l'ottima prestazione dello scorso anno.

In programma ancora gli ultimi appuntamenti del Campionato Triveneto poi, a settembre, i Mondiali di Tiro alla Fune a Città del Capo in Sudafrica, per i quali sono stati convocati i vazzolesi Bonotto Dario, Da Dalt Paolo e Sanson Mattia, oltre a Sanson Roberto come allenatore.

Risultati che fanno ben sperare nella crescita di questa piccola società che si riconferma essere una delle realtà sportive più curiose del territorio.
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Ultimo aggiornamento: 15/08/2018 17:45