Cultura

Blue Holy Hole

Mi sono commosso per lo stupore gioioso della ricercatrice Katie Bouman che, non ancora trentenne, ha visto andare a segno quel suo algoritmo messo a punto per la cattura dell’ormai arcinoto M87. Mi sono altrettanto commosso pensando a Gabriella Greison, donna di scienza e di spettacolo, in scena nei panni della compagna di Einstein, mentre commenta la conseguente conferma alla Relatività. Ho avuto un brivido blues quando, oltre quarant’anni fa, ho composto Ghiacci ammoniacali, canzone ambientata su un ipotetico parallelo di Titano, là dove mostri respirano metano (in calce il link a un audiovideo artigianale messo in rete da Marina Ferrante, montato con miei stralci pittorici aderenti al brano musicale). Ho riprovato soprattutto un’intensa emozione già sperimentata ad ampio raggio cosmico rivedendo alcuni dipinti di Geri Palamara, maestro ambro-eoliano che con l’altrorealismo dei blue holes ci è sempre andato a braccetto, oltrepassando perfino certi impetuosi tagli di Fontana. E non mi riferisco a talune voragini subacquee come quella sulle coste a est del Belize o come succede per esempio nel golfo di Aqaba, sul mar Rosso. Ho voglia invece di lasciarmi leopardianamente naufragar tra blusofia e blu age; richiamando ancora Palamara, con un occhio di riguardo anche per Stefano Festa e per il cobalto delle sue tele. Perché, così come fanno i buchi neri con la luce, la santa densità dell’arte ci risucchia dentro di lei. https://www.youtube.com/watch?v=ARx0F2_-C80

(Sopra, la Greison accanto a un’indicativa opera di Palamara)
Editoriali

Parigi: la cattedrale di Notre-Dame va a fuoco

La Cattedrale di Notre-Dame, massimo simbolo della cristianità in Europa è in fiamme. Non importa se si sia trattato di casualità o di incuria nel restauro o se qualcuno abbia volutamente appiccato il fuoco. Non doveva succedere.
L’ipotesi terrorismo islamico è stata subito scartata. Bene così. Speriamo che sia veramente così e che non sia tornato un certo terrorismo che combatte il mondo cristiano.
Il valore simbolico cattedrale è comunque immenso, attaccare Notre-Dame, il nome vuol anche dire Europa, significa offendere i valori sui quali si basa la nostra civile convivenza.
Civile convivenza che viene però tristemente rimessa in discussione da numerosissimi fatti che con cadenza quasi giornaliera si verificano e che riguardano i simboli a noi più cari del cristianesimo. Molte chiese e cappelle in Europa vengono ripetutamente vandalizzate, imbrattate, parzialmente distrutte e incendiate stando a quanto riferiscono gli studi del Gatestone Istitute sul sito Middle East Forum..
La Francia è particolarmente colpita. Nel Paese la media delle profanazioni perpetrate da ignoti è di almeno due al giorno. Secondo PI-News, un sito di notizie tedesco, 1.063 attacchi a chiese o simboli cristiani sono stati registrati dal governo di Parigi nel 2018. Analoghi rapporti riguardano la situazione in Germania dove, spiega l’agenzia tedesca PI-News, "c'è una guerra strisciante contro i simboli cristiani e lo stesso avviene anche in tutto il reso dell’Europa”.
Sarà solo vandalismo - ma allora perché solo contro i simboli cristiani - o un disegno strategico con precisi fini al quale - in un’Europa che ha perso i suoi valori ed il rispetto di se stessa - qualcuno sta dando attuazione.
Chi potrebbe esserci dietro questi continui e crescenti attacchi alle chiese in Europa? Lo stesso rapporto della PI-News offre un suggerimento: “ quando dopo aver visto le croci rotte, gli altari distrutti, le Bibbie incendiate, i fonti battesimali rovesciati, ci si accorge che le porte della chiese sono infine arrogantemente imbrattate con espressioni islamiche e scritte in arabo qualche dubbio emerge”.
Un altro rapporto della citata agenzia tedesca dell'11 novembre 2017 rilevava che "le indagini della Polizia riportano che la maggior parte degli attacchi avvengono nelle regioni con un alto tasso di presenze di musulmani e che i colpevoli sono quasi sempre giovani con un passato da migranti spesso registrati come islamisti".
Anche in Francia, laddove aumenta il numero di migranti musulmani ospitati aumentano proporzionalmente gli attacchi alle chiese. Uno studio del gennaio 2017 ha rivelato poi che “le aggressioni attribuibili ad islamici contro simboli cristiani sono aumentate del 38% e la maggior parte è avvenuta durante il periodo natalizio".
Gli stessi rapporti PI-News evidenziano che il profilo tenuto dalle autorità e dei media nel diffondere le notizie è molto basso, “l’identità musulmana o migrante dei vandali è spesso omessa e nei rari casi in cui viene resa pubblica gli autori vengono presentati come affetti da problemi di salute mentale. Quasi nessuno scrive e parla dei crescenti attacchi ai simboli cristiani. C'è un pesante silenzio sia in Francia che in Germania, ma forse dovremmo dire in larga parte dell’Europa occidentale, sulle scandalose profanazioni e sull'origine dei responsabili. Nessuna notizia che potrebbe indurre la pubblica opinione a sospettare dei migranti viene diffusa.”
Affermazioni inquietanti queste di PI-News, che confermano comunque il trend europeo che riguarda anche il nostro Paese. Ci accorgiamo ogni giorno che certa stampa preminente a livello politico e la televisione che conta usano linguaggi reticenti quando devono riferire fatti di cronaca che riguardano gli immigrati, specie se di origine islamica.
Certo non vanno fomentati gli animi, ma la corretta informazione e l’analisi trasparente dei fatti, dovrebbe essere il viatico mediatico di ogni democrazia, nel rispetto della pluralità dell’informazione. Il problema immigrati esiste, la percentuale di immigrati che commettono reati non solo di profanazione religiosa ma anche comuni cresce in misura direttamente proporzionale all’aumento delle loro presenze. Tant’è!

Veneto

Gli indipendentisti si uniscono: nasce il "Partito dei Veneti”

Siglato l'accordo tra i principali movimenti veneti pro-indipendenza e autogoverno che danno vita al "Partito dei Veneti".
I movimenti politici Siamo Veneto, Indipendenza Veneta, Gruppo Chiavegato, Progetto Veneto Autonomo, Veneto Stato d'Europa oltre ad una serie di reti civiche locali, si uniscono nel “Partito dei Veneti” che ha come primo obiettivo l'Autogoverno del Veneto. Per coordinare il nuovo Partito sono stati scelti due trentenni, giovani volti dell'indipendentismo veneto, il veronese Giacomo Mirto nominato Coordinatore e il trevigiano Daniele Visentin scelto come vice-coordinatore.
Antonio Guadagnini, Consigliere Regionale di “Siamo Veneto”: “Il PdV ha l’ambizione di essere il partito
territoriale del Veneto, sul modello dei partiti territoriali di Trento e Bolzano; con i quali, non a caso, abbiamo firmato un patto di collaborazione. L’unico modo per essere come Trento e Bolzano è fare come Trento e Bolzano: li operano dei partiti territoriali che hanno il solo obiettivo di fare gli interessi del loro territorio. Così dobbiamo fare anche noi. Anche in Veneto ci deve essere un partito di questo tipo perché è solo votando un partito esclusivamente Veneto che si possono difendere gli interessi del Veneto. Il PdV risponde a questa esigenza”.
Giacomo Mirto, neo-coordinatore afferma come: "Siamo ad una svolta storica, oggi nasce finalmente un grande Partito pronto a difendere i soli interessi dei veneti. Nessun partito centralista e nazionale si è dimostrato in grado di farlo. E come potrebbero se per sopravvivere elettoralmente devono garantire gli interessi
di altre Regioni che nella maggior parte dei casi sono in antitesi ai nostri? La prima battaglia che condurremo è quella per la piena attuazione dell’art.2 dello Statuto regionale: l’Autogoverno. In altre parole, che i soldi dei veneti restino in Veneto. Nelle prossime settimane poi, convocheremo in tutte le provincie delle Assemblee pubbliche in cui presenteremo il Partito e lanceremo il nostro innovativo manifesto politico. Il tempo delle richieste con il cappello in mano è finito, ci faremo sentire. Roma da oggi dormirà sonni meno tranquilli”.
Daniele Visentin, vice-coordinatore: “Finalmente i Veneti hanno la possibilità di votare un partito strutturato e organizzato su tutto il territorio regionale, che ha come unico obiettivo la tutela degli interessi del Popolo
Veneto. Vogliamo una politica Veneta forte che grazie all'Autogoverno possa garantire una vita migliore ai
nostri figli, tutelare l'immenso patrimonio artistico e culturale, che lotti contro ogni tipo di mafia, che tuteli la
qualità della vita e garantendo la qualità della sanità e dei servizi portandoli all'altezza delle esigenze dei Veneti nonché dei contributi versati”.
Juri de Luca, Portavoce di “Indipendenza Veneta”: “È giunto il momento della maturità e responsabilità, ed Indipendenza Veneta aderisce appieno ad un progetto che sarà determinante per il Veneto futuro: il Partito dei Veneti. Il 2020 sarà una tappa focale per l'indispensabile percorso verso il pieno Autogoverno. Il tempo delle rinunce e dell'attesa deve finire al più presto. Il Veneto merita di più, il Veneto merita tutto. Il Veneto merita il meglio”.
Lucio Chiavegato, “Gruppo Chiavegato”: “Superando le storiche divisioni, abbiamo fatto un passo in avanti importante verso la naturale vocazione del Veneto: l’indipendenza. Da oggi iniziamo a lavorare Comune per Comune per far capire ai veneti che l’unica alternativa oggi si chiama Partito dei Veneti. Partito che è e sarà aperto a chiunque ne condivida finalità e programma e sono sicuro nei prossimi mesi vedremo adesioni "illustri" dal mondo politico e dalla società civile”.
Bobo Sartore di “Progetto Veneto Autonomo”: “Aderiamo al Partito dei Veneti, perché l'unione fa la forza, e di forza in questo momento ce ne vuole molta visto che Roma non cede di un centimetro e i partiti nazionali non sono in grado di rappresentarci”.
Sport, Vittorio Veneto

Il Karate Club Cordignano brilla al Campionato Triveneto Fesik

Il Karate Club Cordignano brilla al Campionato Triveneto Fesik svoltosi a Polverara (PD) il 10 marzo scorso, in cui, grazie alla pioggia di medaglie conquistate dai propri atleti, vince il titolo di migliore società.
9 medaglie d’oro, altrettante d’argento e 5 bronzi sono il bottino conquistato dagli atleti del Maestro Costantino Da Ros.
Per quanto riguarda il kata, ovvero la disciplina della forma, medaglia d’oro per Ardengo Thomas, Del Col Andreaceleste e Mioni Michael (nella categoria superiore); Maso Aurora conquista una splendida doppietta con gli ori nella categoria d’appartenenza e in quella superiore, Cavarzerani Luisa e Michelin Alessia vincono un oro e un argento a testa nella categoria junior e nella senior.
Successo regionale anche nel kata a squadre femminile per il team composto da Maso Aurora, Lavina Sabrina e Tardivo Samuela, alla prima esperienza insieme in gara.
Medaglia d’argento per Carlet Andrea, Lavina Sabrina, Malasi Iliria, Mioni Michael, Tardivo Samuela e bronzo per Ardengo Thomas nella categoria superiore.
Per quanto riguarda il combattimento sportivo, il kumite, primo posto per Da Re Nicola.
Gli argenti arrivano grazie a Lorenzon Simone e alla squadra composta da Zanette Giampietro, Collodet Alessio e Ferracin Riccardo.
Bronzo per Drzewicki Dawid, Zanette Giampietro e per la “squadra-baby” composta da Da Ros Antonio, Da Re Nicola e Lorenzon Simone.
Ottime le prestazioni di tutti gli atleti in competizione e grande gioia da parte di tutto il Karate Club Cordignano per i risultati ottenuti.
Ora si pensa già ai prossimi appuntamenti agonistici, tra cui il Campionato Italiano Ragazzi che si svolgerà il 13 e 14 aprile.
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Ultimo aggiornamento: 23/04/2019 08:27