Friuli V.G.

Giornata internazionale dell'alfabetizzazione. L’evento del Club UNESCO di Udine in collaborazione con il Centro Studi Podresca e Vitae ONLUS

Martedì 6 settembre, per celebrare la Giornata Internazionale dell'alfabetizzazione, il Club UNESCO di Udine organizza una conferenza alle ore 17.30 nell'aula 4 del Palazzo di Toppo Wassermann presso la Scuola Superiore dell'Università degli Studi di Udine.


Renata Capria D’Aronco, Presidente del Club, introdurrà i relatori che si susseguiranno in un triplice intervento che esplorerà l'esperienza di insegnamento e apprendimento attraverso strumenti formativi inediti, proiettati a sostenere la crescita delle nuove generazioni e finalizzati ad elevare la Qualità dell'Educazione.


Irene Tessarin, docente del Centro Studi Podresca, presenterà il tema: Il processo di apprendimento oggi e lo sviluppo delle abilità personali.
Giulio Frasson, coordinatore dell’Associazione Vitae ONLUS, porterà la condivisione di un progetto innovativo: Le abilità per imparare, un esempio di buona prassi nella scuola primaria.
A conclusione, Linda Mück, coordinatrice del progetto Il Giardino dei piccoli in seno a Vitae ONLUS, illustrerà che Le abilità personali crescono sin da piccoli: percorsi innovativi nella scuola dell'infanzia.


Il Centro Studi Podresca e Vitae ONLUS sono lieti di contribuire all'iniziativa condividendo i successi conseguiti attraverso la ricerca “Innovazione nelle abilità umane” che è stata apprezzata in convegni europei quale buona prassi e ha portato contributi per l’innovazione sociale in occasione di convegni internazionali e presso la sede dell’ONU a New York (2014, 2015).


Per informazioni contattare la segreteria del Centro Studi Podresca da lunedì a venerdì chiamando 0432.713319 o scrivendo a info@podresca.it.
Antonella Olivieri


Centro Studi Podresca - Borgo Podresca 1 - Prepotto - UD - info@podresca.it www.podresca.it
Ufficio Stampa: Antonella Olivieri – olivieri.antonellacarmen@gmail.it– cell.+393471076941
Cultura, Conegliano

Conegliano, il festival sulle vie del Prosecco con Bodrov e Tagliamento

Il maestro Bashmet, direttore artistico del Festival, in conferenza stampa: "Come il Prosecco è il frutto di una tradizione sapiente tramandata nel tempo, custodita da maestri di questo territorio, il nostro festival sta crescendo e diventando una realtà importante, valorizzando talenti internazionali, provenienti dall'estero, ma anche giovani promesse figlie di questa terra"

La prima del festival si terrà nella Chiesa di San Martino e Rosa a Conegliano, ore 21

Presentata ieri l'altro mattina in Municipio, la terza edizione del festival musicale internazionale sulle vie del Prosecco anche quest'anno riserva delle importanti sorprese.

Dopo l’eccezionale anteprima moscovita, che ha visto un tributo al maestro Bashmet con oltre 1.500 persone presenti nella sala grande del Conservatorio, per tre giorni si alterneranno nei luoghi più suggestivi delle terre del Prosecco (in questo caso le location scelte gravitano su Conegliano e Vittorio Veneto) grandi solisti e nuovi volti di talento della scena musicale internazionale.

Tra gli ospiti, il coneglianese Paolo Tagliamento, astro nascente della scena internazionale, che si esibirà nel concerto di apertura, Belle Shiu, suonatrice di pipa, interprete di un brano di Tan Dun, per “liuto cinese” e orchestra.

Immancabile la presenza del violista e direttore d'orchestra, mentore e direttore artistico del festival, il maestro Yuri Bashmet, che come solista e come direttore de I Solisti di Mosca, interpreterà i grandi compositori russi: Tchaikovsky, Prokoviev, Šostakovic e Bodrov, autore di un nuovo brano scritto per l’Insieme Vocale Città di Conegliano.

"Qui ho trovato una dimensione che sento mia, artistica ed esistenziale. Un'isola felice dove sono nate sinergie artistiche importanti e dove ho fatto incontri che stanno producendo nuove progettualità e idee - ha detto il maestro Bashmet - A dare l'ispirazione non è solo il Prosecco come elisir ma come contesto sapiente, fatto di gente attenta al territorio, che tramanda una tradizione da secoli e che sa essere custode della sua terra. Questo dà un senso di sicurezza e protezione che fa amare ancor di più questo contesto, un'isola felice, dove vivere, produrre e dare ampio spazio al talento ed alla creatività. Ne è testimonianza l'incontro tra il compositore Bodrov e l'Insieme vocale Città di Conegliano, dal quale è nata una nuova opera musicale".

Alle parole del maestro Bashmet, salutato calorosamente dai due sindaci Floriano zambon e Roberto Tonon, hanno fatto eco quelle del presidente del consorzio Prosecco Doc, Stefano Zanette. "Tra amministratori e produttori stiamo consolidando il patto per la sostenibilità del territorio, un dialogo costruttivo che deve tradursi nella coesistenza delle più svariate esigenze, da quelle di chi vive, chi produce e chi ospita il turista - ha detto il presidente Stefano Zanette - Anche per questo è importante un festival di questo livello, che ci aiuta a capire ed apprezzare i luoghi, ad invitare le persone a conoscerli ma con rispetto e con la misura che richiede un territorio che deve essere sempre al centro della nostra attenzione e delle nostre cure".

La conferenza stampa ha presentato i temi di un festival che per il quarto anno consecutivo, Yuri Bashmet, il violista solista più apprezzato e internazionalmente acclamato, ha fondato e diretto dal 2013.

Dal 26 al 28 agosto, tre emozionanti concerti trasformeranno alcuni dei luoghi più suggestivi delle terre del Prosecco, la Chiesa dei Santi Martino e Rosa e l’ex Convento di San Francesco, a Conegliano, e il Teatro Da Ponte di Vittorio Veneto in altrettanti palcoscenici di esibizioni musicale di livello internazionale, da non perdere.
Italia

Terremoto Amatrice, nuove scosse e crolli

Una forte scossa di magnitudo 4.8 è stata avvertita ad Amatrice (Rieti) alle 6:28 di questa mattina, provocando nuovi crolli nel centro del paese. Non sono stati colpiti i vigili del fuoco che scavano ancora in due punti di corso Roma alla ricerca di dispersi, all'Hotel Roma e in una casa privata.

Si aggrava il bilancio delle vittime, aggiornato dalla Protezione Civile: 267 morti, 207 dei quali ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. I feriti passati per gli ospedali di Lazio, Umbria e Marche sono 387, ma si sta verificando quanti ancora siano ospedalizzati. Fino a ieri sono state 238 le persone estratte vive dalle macerie: ai 215 salvati dai Vigili del Fuoco, si devono infatti aggiungere 23 tratti in salvo dal Soccorso Alpino.

Le scosse di terremoto sono state 928 dal 14 agosto, 57 solo dalla mezzanotte di oggi, tra cui quella di magnitudo 4.8 delle 6:28 di stamani. Per tutta la notte l'Istituto nazionale di Geofisica (Ingv) ha registrato repliche nella zona del Reatino. Alle 2:04 c'è stata una scossa di magnitudo 3.8, alle 6:08 e alle 6:21 di magnitudo 3. Le altre sono state da 2.1 a 2.7. Scosse di intensità simile proseguono in mattinata.

Il consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza e lo stanziamento dei primi 50 milioni di euro per l'emergenza. Lo annuncia il premier Matteo Renzi al termine del consiglio dei ministri.

Prosegue senza sosta il lavoro dei vigili del fuoco e di tutti i soccorritori.


I NUMERI UTILI PER AIUTARE

L'inchiesta aperta dalla procura di Rieti, con l'ipotesi di reato di disastro colposo, dovrà fare luce anche sui crolli che hanno interessato edifici ristrutturati recentemente, come la scuola di Amatrice e il campanile crollato ad Accumoli. Mentre non si placano le polemiche, si invoca da più parti un cambio di rotta sulla prevenzione antisismica.

"Duecenovantatré beni culturali colpiti solo nella zona più ristretta, di cui 50 gravemente danneggiati o crollati". Il ministro della cultura Dario Franceschini annuncia i primissimi dati sui danni inferti dal terremoto al patrimonio dell'arte. E sottolinea: "E' certamente un numero destinato a salire vista la vastità della zona colpita dal sisma". I dati, spiega in una conferenza stampa, arrivano dalle prime ricognizioni dei carabinieri del Comando per la tutela dei beni culturali che da ieri mattina sono operativi sui luoghi del disastro.

(ansa.it)

Belluno

A Feltre la mostra di Roberto Leccese

Roberto Leccese propone a Feltre, per la prima volta, una sua mostra personale, in una stagione di esposizioni in cui ha avuto già diverse gratificazioni. La mostra ordinata nella Galleria Via Claudia Augusta è costituita da opere recenti che compongono un corpus ben definito in cui lo stile e la tematica dominati nelle opere degli ultimi anni trovano una matura e compiuta espressione. La rielaborazione di immagini reali di origine naturale quali canneti, siepi aggrovigliate, forse ramaglie sparse... divengono meri elementi di una grafica che emerge dal fondo perché richiamata alla vista da una debole luce rasente la superficie del supporto pittorico. Dentro quelle parti oscure si cela l'universo reale e mentale dell'artista e quello che alla fine ci mostra sono solo indizi dai quali possiamo incedere verso una ipotesi di costruzione della realtà. Ma noi recepiamo quello che la nostra mente vuole vedere e non sempre può collimare con il progetto artistico dell'autore, noi possiamo, in realtà, solo risalire a quello che già abbiamo dentro di noi e che i quadri di Leccese ci evocano, ci costringono a recuperare nel vissuto imbrigliato nella nostra parte più intima. Immagini, giochi d'infanzia, fughe di ingenui amori, frammenti per scene perdute e quanto altro nascondiamo nelle siepi e nei canneti che sono dentro la nostra memoria e il nostro cuore. In questo senso, la pittura di Leccese è fortemente evocativa, ma necessita che ci poniamo davanti ai questi quadri lasciandoci coinvolgere. Allora riaffiorerà qualcosa di nostro. Per il resto vale quello che scrive, tra l'altro, delle opere di Roberto Leccese, Moreno De Pieri: “ si sente che (...) nascono a livello dell’inconscio quando pensiero e gesto diventano una cosa sola, dando, quindi, via via forma ai ricordi dell’autore e sono realizzate mediante un procedimento del togliere, graffiare, scavare il colore e la materia attraverso ampi gesti a volte decisi e marcati, altre resi quasi in maniera evanescente…con l’esperienza sono diventati sempre più intrisi di un profondo messaggio emotivo oltre che pittorico che pervade ciascuna opera.”
Roberto Leccese ha iniziato il suo percorso artistico da autodidatta. Ha poi frequentato corsi di pittura ad olio e partecipato a numerose mostre collettive, in particolare nel Triveneto. Ha, quindi, partecipato alle Biennali d’arte di Limana (BL), di Asolo (TV), Premio Internazionale “Gambino” a Venezia, Mel (BL), Artisti in strada a Barcis (PN), Lignano Sabbiadoro (UD), Portogruaro (VE), Aprilia Marittima (UD), Premio Valbelluna a Mel, conseguendo sempre l’approvazione del pubblico ed in molti casi i riconoscimenti da parte della critica.
Nel 2012 ha allestito la sua prima personale dal titolo “Impetuosi Silenzi – Piccoli spazi diventano immensi” nel Centro Visitatori del Parco delle Dolomiti Bellunesi di Pedavena. Quest'anno ha allestito la sua seconda mostra personale con il “Ai confini dell’anima”, nel Centro Culturale di Santa Giustina (BL).

La mostra verrà inaugurata Venerdì 26 agosto 2016, alle ore 18,30 con la presentazione curata
dal M° Favotto e resterà aperta fino al 18 settembre 2016 con i seguenti orari: martedì e venerdì dalle 17:30 alle 19:30, sabato e domenica dalle 10:30 alle 12:30, dalle 15:00 alle 19:00. 
Veneto

E' iniziata la vendemmia in Veneto

Il via ufficiale con le varietà precoci per le basi spumante. La vendemmia vera e propria partirà la prossima settimana. Tutti i dati previsionali nel Nord Est (e non solo) saranno forniti da Veneto Agricoltura e Regione giovedì 25 agosto (ore 10) a Legnaro-Pd.

Nel Veneto la vendemmia è iniziata con la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay per le basi spumante e delle stesse varietà degli impianti più giovani. Su tutto il territorio regionale la qualità delle uve é annunciata ottima, con un buon rapporto zuccheri/acidità totale nelle uve bianche e un più che soddisfacente accumulo di sostanze coloranti nelle uve nere. Bisognerà però attendere l’inizio della prossima settimana per dare il via alla vendemmia vera e propria, che rispetto allo scorso anno è in ritardo di 7-10 giorni.

Tutti i dati previsionali quanti-qualitativi sull’imminente vendemmia saranno forniti giovedì 25 agosto (ore 10) in occasione dello “storico” focus sulle previsioni vendemmiali nel Nord Est (e non solo), in programma a Legnaro-Pd presso la sede di Veneto Agricoltura (viale dell’Università 14), presenti l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, e il Direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro.

L’incontro, giunto alla 42^ edizione, è promosso in collaborazione con la Regione Veneto, Avepa, Arpav-Servizio Meteorologico, Crea Viticoltura Conegliano, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Bolzano e Trento.

Nell’occasione, saranno forniti i dati previsionali triveneti suddivisi per provincia e tipologia di uva e sarà gettato uno sguardo anche all’imminente vendemmia in Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Francia e Spagna.

Complessivamente, si parla già di una buona vendemmia e se saranno confermate le belle giornate di sole annunciate per le prossime due settimane il già alto livello qualitativo delle uve non potrà che beneficiarne, sia per quanto riguarda l’acidità che il colore.
Editoriali

Il “burkini” ci terrorizza?

Il burkini è oggi un problema solo perché la Francia ha detto basta, dopo quello che ha subito sulla propria pelle a causa del terrorismo di matrice islamica.
Ma, c’è da chiedersi: ha detto basta anche al suo sperimentato sistema di accoglienza basato sulla laica accettazione delle peculiarità religiose degli altri a scapito della propria cultura e tradizione? Probabilmente no, perché le tradizioni democratiche e liberali in Francia hanno un grosso spessore e rappresentano il fondamento dello Stato. Ma si tratta comunque di un giro di vite ai “principi della Marianna” che il momento storico impone e che trova concorde la maggior parte dei francesi.
In questo contesto, il burkini viene usato strumentalmente ed è diventato un problema. Fino a un anno fa appariva sulle spiagge francesi e nessuno diceva nulla. Oggi se ne occupano addirittura il premier Valls, la Merkel. Il burkini orienta la politica europea? Ci mancherebbe, anche se all’apparenza lo si potrebbe pensare. Non possono essere i capi di governo ad impantanarsi in questa discussione. Valls in Francia non può imporre proibizioni generalizzate, e lo sa, perché sarebbero in contrasto con le leggi nazionali e soprattutto con il laico principio di “liberté, égalité, fraternité” nato dalla rivoluzione francese.
A livello locale sono i sindaci che per motivazioni particolari possono imporre specifiche restrizioni per motivi di ordine pubblico o di tipo sociale.
È comunque un segnale di cambio di tendenza non solo nei confronti del terrorismo, ora si agisce con maggiore impegno e determinazione nella prevenzione a tutti i livelli e nella neutralizzazione dei terroristi una volta individuati, ma anche nel controllo della vita di tutti i giorni nelle vaste comunità islamiche francesi, per le quali sarà giustamente sempre più difficile occultare certe derive integraliste che fino ad oggi hanno potuto costituirsi e prosperare quasi liberamente.
In Francia si è detto basta. “Le regole le dettiamo noi e chi non le accetta è libero di andarsene”. Il burkini è diventato un problema solo per questi motivi.
Ma dietro a questo costume da bagno c’è anche dell’altro.
È fatto di stoffa leggera dello stesso materiale dei nostri usuali costumi, è stato inventato in Australia per soddisfare alle esigenze degli islamici in quel continente, è una forma di copertura della donna in spiaggia o in piscina, studiato per consentire il rispetto della cultura, della tradizione e forse anche del pudore islamico. Sarebbe tutto qua se non avesse ora assunto un significato che è politico, sociale e culturale allo stesso tempo.
L’uso di questo indumento in Occidente viene interpretato come una “evidenza di sottomissione” della donna che è invitata, ma molto più spesso obbligata a nascondere il proprio corpo. Ad onor del vero questa convinzione non trova sempre riscontro in tutte le donne islamiche: molte di loro tramite alcune associazioni femminili, anche in Europa, si sono più volte espresse invece a suo favore.
Il problema è solo occidentale e paradossalmente si vedono più burkini nelle nostre spiagge che in quelle dei paesi di cultura musulmana.
C'è da chiedersi se da parte di chi tesse le fila dell’islam mondiale e della sua diffusione in tutto il pianeta, non sia in atto un’azione di propaganda islamica, che anche in questo caso “usa” la donna per guadagnare visibilità, presenza mediatica e per posizionare proprie bandierine nella carta geografica degli obiettivi previsti dai suoi “piani di conquista” dell’Occidente. E’ un aspetto che non va sottostimato, ma piuttosto attentamente indagato perché potrebbero emergere risvolti più seri della discussione su pelle coperta o scoperta.
Anche il burkini imposto alle donne in Occidente potrebbe essere un mezzo studiato per sovrapporre la cultura dell'Islam alla nostra, in casa nostra, sfruttando le nostre debolezze e il nostro buonismo che ci ha portato ad essere più tolleranti di quanto richiesto o dovuto.
Il noto scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, autore di numerosi libri nei quali con pacatezza ed equilibrio cerca di spiegare l'Islam ed il mondo arabo all'Occidente, intervenendo sul problema alla Web ArabpressTV ha detto:"ognuno è libero di mostrare o nascondere il proprio corpo ma quando si va in spiaggia non ci si deve mettere la “djellaba”, cioè presentarsi coperti da capo a piedi. Un’affermazione semplice, di buon senso che in questo frangente appare anche illuminata.
Portogruaro

A Portogruaro il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti 

Sarà il neuro scienziato Giacomo Rizzolatti, scopritore dei cosiddetti neuroni a specchio, il protagonista dell'incontro dal titolo “Basi neurali dell'empatia” in programma martedì 23 agosto alle ore 18, con ingresso libero, nella Sala Consiliare del Municipio di Portogruaro e inserito nel programma della 34° edizione del Festival Internazionale di Musica.
Dedicata al tema “Della mente e dei sensi” l'edizione 2016 del Festival di Portogruaro è un percorso tra le diverse forme del “sentire” che pone come comune denominatore di tutti gli eventi l'arte dei suoni. L'incontro con Rizzolatti tratterà in particolare l'empatia intesa in senso sociale e interpersonale, ponendo però le basi per una riflessione sull'empatia nel rapporto con “il bello” inteso in senso artistico. L'empatia infatti, essendo la prima forma di contatto, si instaura sia tra due soggetti, sia tra un soggetto e un oggetto, quindi anche tra l'uomo e l'oggetto artistico. Per questo l'empatia sta alla base di ogni esperienza estetica.
Noto per aver coordinato l'equipe dell'Università di Parma che ha scoperto i neuroni a specchio – una classe di neuroni che si attiva quando un individuo compie una determinata azione ma anche quando l'individuo osserva un altro soggetto compiere la medesima azione – Giacomo Rizzolatti si è laureato in Medicina e Chirurgia a Padova dove si è poi specializzato in Neurologia. Attualmente dirige il Centro dell'IIT “Brain Center for Social and Motor Cognition”, con sede a Parma. Tra gli innumerevoli riconoscimenti da lui ottenuti figurano il “George Miller Award” della Cognitive Neuroscienze Society, il premio internazionale “Grawemyer 2007” per la psicologia, considerato il più prestigioso riconoscimento in questo campo, il “Premio Principe della Asturie per la Scienza” e il “Brain Prize for Neuroscience”, il maggior premio internazionale per le neuroscienze. Ha ricevuto Lauree Honoris Causa dalle Università “Claude Bernard” di Lione, di San Pietroburgo e di Lovanio.





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Ultimo aggiornamento: 30/08/2016 16:40