Cultura, Venezia

A Fossalta di Portogruaro va in scena la storia del Milite Ignoto

Fossalta di Portogruaro - Si svolgerà sabato 9 luglio con inizio alle ore 21.00 nell’Arena del Cortino di Fratta la rappresentazione teatrale: UNO NESSUNO TUTTI storia del soldato senza nome tratta dal libro Il Milite Ignoto cento anni dopo, curato dal Generale (ris.) Piero Turco.
 
Dopo il grande successo di pubblico riscontrato nella Prima dell’opera messa in scena al teatro Odeon di Latisana lo scorso 10 giugno in occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione del locale gruppo alpini, l’Associazione Culturale Trepuntozero porta a Fossalta di Portogruaro la rappresentazione teatrale.
 
L’Associazione da sempre propone degli appuntamenti estivi con la storia, la musica la cultura e l’arte e questa estate, dopo due lunghi anni di stop degli incontri con il pubblico a causa del covid, torna in piazza con un opera che ricorda un momento importante della nostra storia nazionale: la tumulazione a Roma all’Altare della Patria del Milite Ignoto .

Un momento di riflessione e conoscenza della nostra storia che si sposa con la necessità di custodire la memoria e il ricordo del sacrificio di tanti giovani che hanno donato la loro vita per la Patria, come sottolineato da Matteo Baruzzo presidente dell’associazione.

La manifestazione con il Patrocinio del Comune di Fossalta di Portogruaro si svolge in collaborazione con l’Associazione Castellani, il Comitato Castello di Fratta, i ragazzi del Summer Camp 2022, le sezioni A.N.Art.I. e A.N.G.eT. di Portogruaro e con la partecipazione del Gruppo di Rievocazione Storica “IL NUOVO FRONTE” che nel pomeriggio con inizio alle ore 19.00 allestirà per i visitatori un laboratorio didattico con la mostra di mezzi ,materiali e cimeli della Grande Guerra.
L’opera teatrale è curata dallo stesso autore del libro Piero Turco: questa rappresentazione dichiara chiude un progetto storico culturale di grande successo, che è andato oltre ogni aspettativa. 

Il libro ha riscosso un grande consenso nelle scuole come nelle istituzioni ed associazioni forte di oltre 25 incontri pubblici sul territorio nazionale. Grande successo ha riscosso anche la realizzazione e la produzione del docufilm (alcuni trailer saranno proiettati la sera del 9 luglio) UNO NESSUNO TUTTI girato sul Piave e sui luoghi che hanno interessato la vicenda del Milite Ignoto, con il gruppo “I Caimani del Piave”. L’opera teatrale è l’ultimo impegno, sicuramente quello più laborioso perchè coinvolge un diverso numero di protagonisti e ha un approccio emozionale diverso con il pubblico. 

Questo evento chiude un programma storico culturale ideato agli inizi dello scorso anno e che ha voluto mettere al centro la conoscenza di eventi storici in tutte le sue espressioni per scoprire, nel tema specifico, la storia del soldato senza nome, una storia densa di tante altre vicende personaggi e luoghi che ci appartengono. Un valore, un simbolo, un patrimonio che tutti dobbiamo custodire.

Il cast teatrale è composto da Filippo Facca voce narrante, Cinzia Zanardo per i reading, gli attori Enrico Santinelli , Egidio Veronese e Patrizia Brigato con la partecipazione di diversi rievocatori storici. L’accompagnamento musicale è a cura dell’Esemble della Banda Musicale Vadese diretta dal Maestro Fabrizio Della Bianca con il soprano Anita Fiorin.
L’ingresso nel rispetto delle norme anti covid e gratuito. 
Conegliano, Vittorio Veneto, Turismo

Quando un itinerario improvvisato rende speciale una domenica mattina 

Non so dire ormai quante volte la mia bicicletta mi sia stata complice nel desiderio di conoscere i paesi della zona e cercare quelle particolarità un po’ nascoste oppure semplicemente non notate, quegli angoli dove il tempo racconta sempre qualcosa e il paesaggio ti lascia attonito come se lo vedessi per la prima volta. 

Devo ammetterlo, in più occasioni i miei itinerari (peraltro non molto lunghi) si delineano strada facendo, sono improvvisati ed è questo forse a portarmi verso qualche meta che riserva le sorprese più gradite.

E’ il caso di un percorso che mi ha visto partire da casa (Pianzano, Godega di Sant’Urbano), proseguire verso San Fior e fermarmi presso la chiesetta di San Bernardino che conosco fin da bambina, situata lungo la Statale 13 Pontebbana ed edificata nel XV secolo in seguito alla violenta grandinata che si abbatté sulla zona il 20 maggio 1461. L'ambiente è semplice, abbellito da statue moderne in quanto la chiesa ha subito furti e perdite nel corso dei secoli. L'altare maggiore è dedicato ora all'Immacolata Concezione mentre un tempo ospitava la statua di San Bernardino. Ai lati dell’altare sono state poste due statue, a sinistra quella di San Bernardino e a destra quella dedicata a Sant’Antonio da Padova.
Sulla parete sinistra è ben visibile l’iscrizione che commemora il motivo per cu fu edificata la chiesa e ben descrive l’evento calamitoso con dati ben precisi che hanno permesso la ricostruzione storica dei fatti.
Ricordiamo prima di uscire la sepoltura posta sul pavimento del 1699 dove riposa una donna appartenente alla famiglia Pellati di Serravalle di Vittorio Veneto.

Passando per Colle Umberto faccio una piccola deviazione e prendendo sulla destra via Fratelli Tandura scopro un piccolo mulino, ancora ben conservato e perfettamente inserito nel contesto residenziale. Come se una scheggia del passato ricordasse al presente la storia rurale e ne preservasse la memoria.
Passando oltre, dirigendomi in direzione Colle Umberto non posso non fermarmi presso Borgo Mescolino dove si trova l'oratorio consacrato alla Madonna della Salute, fondato presumibilmente nel XV secolo e rinnovato nel 1710. Inizialmente denominato come oratorio di “S.Maria della Misericordia de Mescolin” ha assunto il titolo attuale verso la fine del ‘700. E’ possibile visitarla la domenica a partire dalle ore 9 ; inoltre per chi volesse, partendo appunto dall’oratorio, si può percorrere “La strada Del Calvario” e raggiungere la Chiesa Parrocchiale di San Martino.

Si prosegue, la giornata assolata e calda non ferma la voglia di proseguire e raggiungere Cappella Maggiore dove ad attrarre l’attenzione è la chiesa della Santissima Trinità, detta anche chiesa “Della Mattarella” dal nome “Andrea Matarela” citato in uno degli affreschi che si possono ammirare all’interno. Secondo alcune fonti sembra che questa persona fosse probabilmente il proprietario dei terreni dove sorge l’edificio di epoca longobarda. La chiesa è visitabile solo su prenotazione, l’anno scorso hanno avuto molto successo le visite guidate che hanno offerto la possibilità di poter ammirare il meraviglioso ciclo di affreschi recentemente restaurati.
Si continua poi verso il centro del paese dove non si può non restare incantati dalla scalinata che porta verso la Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena, con l’abside rivolto verso est e la facciata verso ovest e certamente si resta colpiti dall’imponenza della casa canonica che sorge sulla sommità di una altura. Ai piedi della chiesa c’è Piazza Vittorio Veneto con la fontana di Venere e si possono trovare i “libri condivisi” dentro un’installazione in legno. Troverete inoltre un pannello esplicativo dove sono indicate le vie da seguire per aggiungere le varie attrattive ed i luoghi che meglio caratterizzano la peculiarità del paese , seguendo L’Itinerario dell’Oliva.
 
Alla rotonda del paese il mio sguardo sceglie la strada verso Sarmede, sarebbe impossibile resistere al paese delle fiabe che pur se visitato più volte richiama sempre la mia attenzione grazie ai suoi ineguagliabili murales. Nel raggiungerlo gli occhi si perdono tra panorami e campi , così colmi di quel verde che lascia spazio proprio a quella fantasia che ha fatto di questo splendido posto il paese delle fiabe. Difficile elencare tutte le attività che si svolgono qui, basti pensare alla Mostra Internazionale dell’Illustrazione per l’Infanzia o al Museo Štěpán Zavřel, oppure al Teatro, fulcro di idee e manifestazioni, senza dimenticare ovviamente i succitati murales che appaiono sulle pareti delle case, accogliendo il turista in un clima così vivace e fantastico da farlo sentire proprio come se si calasse nella trama di una favola che qui, ai piedi del Cansiglio, non poteva trovare scenografia migliore.

E’ ora di scendere verso Cordignano non prima di aver fatto una breve deviazione a sinistra, verso Borgo Palu’ e qui una breve sosta è d’obbligo per visitare l’oratorio di San Pancrazio. La devozione per questo Santo, che viene ricordato il 12 maggio, è ancora molto forte e a lui è dedicata anche la Chiesa di Montaner. Non ci sono notizie certe sulla data di costruzione, l’interno è molto semplice ma si respira l’intensità della fede e si coglie l’importanza di una storia che proprio con queste piccole tracce lasciate nel territorio ha trovato il modo di raccontarsi, permettendoci di ricostruire e conoscere il nostro passato. Oltre alla Statua di San Pancrazio, questo giovane martire morto a Roma all’età di 14 anni ed invocato solitamente per la protezione dei raccolti, ci sono sulle pareti due quadri con le immagini di Santa Rita da Cascia e di Sant’Antonio. Sempre all’interno è presente un pannello dove è riportata la storia della vita di San Pancrazio e l’inno di lode a lui dedicato.

Non mancano mai gli spunti per spingersi oltre e cercare qualche altra bellezza di cui può vantarsi ogni nostro paese, ma è ora di rientrare e certamente alcuni luoghi saranno la meta di qualche altra prossima escursione. Mi avvio verso casa ancor più ricca nell’anima e nel cuore, magari un po’ stanca ma la bellezza rende più dolce ogni fatica quasi cancellandola mentre osservo campi di grano e filari di vite accompagnarmi verso casa. Fa piacere osservare che un numero sempre maggiore di persone scelga di trascorrere il tempo libero coniugando sport e riscoperta del territorio, il turismo locale può essere un ottimo volano per la ripresa di molte attività economiche e non solo, può sensibilizzare soprattutto noi stessi alla conservazione e alla custodia dell’ambiente in cui viviamo e dei tesori di arte, fede e non solo che la storia ci ha lasciato in eredità.

Monia Pin
Trentino A.A.

Tragedia in Marmolada, fino a ora 7 vittime

Si aggrava il bilancio della tragedia della Marmolada.
Un altro corpo senza vita è stato recuperato dai soccorritori e le vittime accertate salgono dunque a 7.
Scende invece quello dei dispersi. Quattro persone ritenute disperse nel crollo sono state rintracciate e sono in salvo. Il conteggio dei dispersi dunque scende a 15.

Otto i feriti, di cui due in gravi condizioni, mentre quattro dei sette morti per ora accertati sono stati identificati. Si tratta di tre italiani, tra cui due guide alpine della provincia di Vicenza e di quella di Treviso. Atteso l'arrivo del premier Mario Draghi che si sta recando in auto a Canazei da Verona dopo che le condizioni meteo non hanno consentito all'elicottero dove viaggiava di atterrare.
 
Le ricerche sul ghiacciaio della Marmolada "sono per ora sospese e ripartiranno dopo la pioggia con i droni". Lo ha detto il delegato del Soccorso alpino di Belluno, Alex Barattin, impegnato da ieri nelle ricerche in zona. "Stamattina - ha detto ai giornalisti - le ricerche sono iniziate subito alle sette, con i droni naturalmente, perché nessuno può entrare in ghiacciaio in questo momento. L'uso dei droni a comando remoto ci permette di individuare punti di dettaglio, per poi intervenire con gli elicotteri, fare i recuperi, tutto quello che possiamo fare in questo momento. Facendo questo monitoraggio in tempo reale riusciamo a capire se ci sono dei reperti e lì poi ci andiamo a concentrarci con gli elicotteri per fare i recuperi", ha concluso.

"Le tragedie che stiamo vivendo con il cambiamento climatico ci devono spingere a cercare urgentemente nuove vie rispettose delle persone e della natura", è il monito di Papa Francesco, che in un tweet assicura la preghiera "per le vittime del crollo sul ghiacciaio della Marmolada, e per le loro famiglie".
Il conteggio delle vittime sembra destinato a salire considerando il numero dei dispersi, tra cui ci sarebbe anche un 50enne di Alba di Canazei. Tra i feriti, invece, ci sono anche due cittadini tedeschi, come ha confermato all'ANSA il ministro degli Esteri a Berlino, ricoverati in terapia intensiva a Belluno. Si tratta di un uomo di 67 anni e di una donna di 58 anni, entrambi in prognosi riservata.
Veneto

Regione: arriva il "made in Veneto" per il gelato

Una legge regionale promuove e tutela da oggi il gelato artigianale prodotto in Veneto, con materie prime e ricette che fanno parte della tradizione artigianale dei maestri gelatieri soprattutto bellunesi.

Il Consigli veneto l'ha approvata con 37 voti a favore e l'astensione delle minoranze (9 voti astenuti); primo firmatario del pdl il consigliere Alberto Villanova (Lega/LV), correlatrice, la consigliera Cristina Guarda (Pd).



La proposta di legge intende riconoscere e valorizzare il gelato quale prodotto di qualità (a tutela dei consumatori) la cui realizzazione è effettuata in maniera artigianale attraverso prodotti le cui caratteristiche sono anche legate al territorio.
"Il gelato tradizionale - ha detto Villanova - può essere definito ambasciatore del Veneto nel mondo, grazie ai gelatieri veneti diventati ambasciatori della nostra gastronomia nel mondo. Tra gli scopi che si prefigge la legge, infatti, ci sono anche quelli di promuovere la filiera corta di produzione e lavorazione, di riconoscere le specificità e le tradizioni delle comunità locali nonché salvaguardare i valori storici del gelato in Veneto". 

La proposta normativa stabilisce un insieme di criteri che, allo scopo di valorizzare la produzione artigianale di questo prodotto, fungono da indicazioni per l'adozione di linee guida. Il Pdl prevede, la costituzione di un tavolo tecnico che si confronterà con le associazioni di categoria nel supportare la Giunta regionale nell'adozione delle linee guida.

Villanova ha voluto richiamare l'attenzione sull'importanza "di saper distinguere tra gelato tradizionale e gelato preconfezionato (industriale) e che il Pdl è stato scritto da esperti del settore, a livello nazionale ed internazionale. In sintesi, il gelato tradizionale, racchiude un legame tra il prodotto tipico e il territorio di riferimento".
Conegliano

La lavanda in fiore a Ogliano di Conegliano 

CONEGLIANO - Non ci ho messo molto a trovare la strada che conduce all’Azienda Agricola La Coccinella, dove Arianna Pol ha fatto della sua passione un’attività ed uno stile di vita. Lì sulle colline di Ogliano, in Via Monte Nero, si nota subito il cancello viola sempre aperto che invita il visitatore a entrare per conoscere una realtà diversa, unica e che regala in una mattina di giugno già abbastanza calda l’aria un po’ fresca della collina e l’aroma inconfondibile della lavanda. 

Sì perché è di lavanda che si occupa principalmente Arianna, con passione ed impegno, affiancando a questa altre piante aromatiche e gli asparagi, riuscendo a ricavare tra file di vigneti un angolo diverso incastonato tra le colline, dove api e farfalle trovano un habitat ideale mentre per le persone che decidono di fermarsi li attende la visione di un lembo di paradiso che cancella ogni pensiero e fa ritrovare una quiete accompagnata dal canto delle cicale.

Dopo le presentazioni Arianna mi accompagna subito verso i campi di lavanda dove gli occhi vengono rapiti dalla distesa di viola intervallata da altre piante aromatiche e nel contempo mi spiega quanto sia stata fortunata ad avere dai suoi genitori un tale tesoro. Dopo alcuni anni di lavoro d’ufficio presso aziende della zona e con la nascita dei suoi tre gemelli, ad un certo punto è arrivata la svolta e la decisione così di dare avvio ad un’attività che coniuga la sua passione per la terra con l’impegno verso la famiglia. Grazie al fatto che la Regione permette di affiancare alle coltivazioni attività supplementari (turistiche, didattiche e di ristorazione) gli agricoltori possono così integrare il loro reddito riuscendo a mantenere in vita la loro azienda e nel contempo salvaguardare il territorio attraverso la pulizia dei terreni che altrimenti verrebbero abbandonati. 

Si aprono così diverse possibilità per l’azienda, per esempio avere un Bed & Breakfast, aprire una fattoria didattica o affiancare alla normale attività di agricoltura altre opportunità, per esempio un laboratorio alimentare.

Quante varietà di lavanda esistono attualmente?
Le varietà sono circa 130, alcune si concentrano sul colore dai toni accesi e risultano più indicate per abbellire i giardini, altre varietà invece sono create per avere un aroma più intenso adatto alla produzione di oli essenziali, profumi e prodotti di cosmetica. Ci sono diverse tipologie di piante ibride a seconda dello scopo per cui vengono coltivate, vale comunque sempre la regola che più intenso è il tono del colore e meno ricco è l’aroma che sprigiona la lavanda e viceversa. C’è anche la lavanda quasi bianca, molto bella ed aromatica.

Come si coltiva la lavanda? Quali caratteristiche deve avere il terreno perché la resa della pianta sia ottimale?
La lavanda è una pianta molto rustica, ha bisogno di luoghi soleggiati per almeno due terzi del giorno e di un terreno ben drenato perché teme ristagni d’acqua che potrebbero portare alla formazione di muffe che in poco tempo farebbero deteriorare la pianta.
Dobbiamo anche tenere presente che la lavanda non è una pianta estranea al nostro territorio, cresce spontaneamente anche qui e soprattutto in Friuli. Per esempio nella vicina Slovenia ci sono ampie coltivazioni e ho avuto modo di incontrare una signora che con questa pianta produceva cosmetici e non solo. 

Mi ha insegnato che la varietà migliore è la “Munstead”, una varietà angustifoglia e quindi una pianta officinale che ho ordinato appositamente dalla Liguria per impiantarle qui. Le piante aromatiche migliori vengono tutte dalla riviera ligure, questa come qualsiasi tipo di lavanda è edibile, viene usata per aromatizzare composte di mele e pesca oppure è l’ideale per insaporire i biscotti di pastafrolla. Naturalmente non bisogna esagerare con il dosaggio dei fiori in quanto il loro aroma molto forte potrebbe pregiudicare la buona riuscita del prodotto.
In Slovenia con questa tipo di lavanda producono un miele costosissimo ma molto delicato ed è utilizzato per realizzare prodotti di cosmetica.
 
Quali benefici porta la lavanda in termini di salute psico-fisica?
Questa è una pianta dalle mille proprietà, è principalmente riequilibrante. Per esempio se una persona si sente stanca o triste essa riesce a ritrovare forza , vigore e a risollevare l’umore, grazie alla sua essenza, mentre se al contrario una persona è ansiosa o irrequieta con l’aroma di lavanda ritrova la calma e la serenità. Possiamo quindi affermare che la lavanda aiuta le persone a ritrovare uno stato di benessere ed armonia.

Quanto è importante per api e farfalle un lavandeto?
Molto, soprattutto perché fiorisce quando ormai diverse piante hanno finito il periodo della fioritura, eccetto il castagno. Inoltre attrae molte lucciole al tramonto infatti si affollano sui campi ed è un vero spettacolo, oltre al canto delle cicale di giorno e a quello dei grilli la sera.

Ho visto che lasciate a disposizione i vostri spazi per varie attività, per esempio yoga o i pic-nic del mercoledì.
Si, ogni mercoledì sera il campo è disponibile per i pic-nic, le persone si portano il cibo e vengono a trascorrere qualche ora in serenità. Questo vale per le coppie, famiglie , giovani che hanno il desiderio di condividere dei momenti insieme , riscoprire la natura, parlare ed è un’ottima occasione di incontro soprattutto per ragazzi e ragazze che hanno poche occasione di incontrarsi. Inoltre nei mie campi ospito corsi di yoga ed eventi all’aperto, poi offro la mia disponibilità per chi vuole realizzare qui i servizi fotografici matrimoniali, foto di famiglia servizi fotografici premaman o semplici scatti con gli amici a quattrozampe.

E’ interessante questo mondo, fatto di atmosfere d’altri tempi, profumi inebrianti che quasi invogliano la mente a vivere un sogno ad occhi aperti tra panorami che paiono dipinti ad hoc per ritemprare lo spirito e portare la mente ad uno stato di pace assoluta.
 
La visita prosegue nel negozio dove Arianna mi descrive orgogliosa i prodotti esposti e disponibili per i visitatori, tutti contraddistinti da un tocco personale che viene dal suo cuore, dall’animo di una persona che qui ha trovato la sua vocazione e il significato profondo della sua vita. Oli essenziali, acqua di lavanda, sacchettini per armadi o pere profumare l’auto, saponette, cuscini per yoga, insomma guardandosi intorno c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Dopo un mio acquisto al quale non potevo assolutamente sottrarmi amando profondamente la lavanda, mi congedo quasi a malincuore da Arianna, una persona molto disponibile ed ospitale che ha saputo trasformare una passione in lavoro compiendolo con dedizione, impegno ed amore. Sta aspettando dei turisti francesi perché qui tra le Colline del Prosecco i turisti per fortuna non mancano. 

Ci salutiamo con la promessa di rivederci presto, convinta che l’incantesimo di quel luogo non mi lascerà tanto facilmente, anche se il rientro verso casa non è semplice dopo tale veduta di un angolo di paradiso il suo aroma ormai si espande ovunque, nell’anima e nel cuore. Per questo vi consiglio una visita, nulla ritempra più che l’aroma della natura unito alla passione di una persona che ha fatto di un sogno la sua vita, il suo destino e la felicità di chi ha la fortuna di incontrarla e visitare la sua oasi di tranquillità e bellezza.

Se potete passate anche solo per una visita, L’azienda Agricola La Coccinella di Ogliano è sempre aperta ed Arianna è disponibile a farvi conoscere un mondo diverso, dove passato e presente sono una tradizione che diventa l’opportunità per rinascere.

Monia Pin
Italia

Siccità. Nel Po il cuneo salino a 30 km

Resta grave l'emergenza siccità nel distretto del Po: le portate sono ancora molto basse, il prelievo non è stato ridotto, come chiesto settimane fa, e il cuneo salino - l'avanzamento del mare nel delta - è a oltre 30 chilometri, quota record.

Permangono l'assenza di piogge, nonostante i temporali delle ultime ore abbiano ristorato la portata, e temperature altissime.
È la sintesi dell'Osservatorio sul Po tornato a riunirsi oggi. Meuccio Berselli, segretario Autorità, avverte: "Problema solo rimandato di 10 giorni se non si rispetteranno le misure decise", ovvero la riduzione di prelievo idrico del 20% sulle acque disponibili.

'Basta badare al proprio orticello' - "Alla luce di questi dati emersi oggi - ha commentato il segretario generale di AdbPo-Mite Berselli in apertura dell'incontro - a cosa serve prendere decisioni, organizzare e coordinare incontri utili con tutti i portatori di interesse, fare ricerche approfondite che costano lavoro e impegno agli staff tecnici se nessuno prende i provvedimenti amministrativi più adeguati e mette in pratica le decisioni prese aumentando, nei numeri, il prelievo ognuno badando così esclusivamente al proprio interesse ed orticello?". In ogni caso, nonostante il temporaneo ristoro, destinato a esaurirsi in pochi giorni, sottolinea l'Osservatorio, le cinque stazioni di monitoraggio delle quote idrometriche del Po restano ancorate al livello di "siccità grave".

Le piogge non risolvono il deficit - Le precipitazioni delle ultime 24 ore sono state "molto utili" per gli equilibri idrologici a breve termine del Po e degli affluenti: in alcuni casi, soprattutto sui rilievi e sulle colline di Piemonte e Liguria, in tono minore su Emilia, Lombardia e Veneto, "le piogge hanno toccato anche i 58/60 millilitri, incrementando i livelli del grande fiume che in poche ore sono passati, in prossimità della foce a Pontelagoscuro nel Ferrarese, da 161 a 200 metri cubi al secondo". Un incremento di portata che però "non risolve il problema del pesantissimo deficit esistente ma, di fatto, lo sposta, in avanti di una decina di giorni". È quanto emerge dalla seduta odierna dell'Osservatorio sulla crisi idrica del Po. Per ora, spiegano, si scongiura la massima conseguenza della siccità stagionale, cioè "un preventivo e dannoso stop al prelievo". Tuttavia i prelievi, è il monito, vanno ridotti e non sono stati ridotti, nonostante la raccomandazione ai territori decisa nella seduta precedente di farlo del 20%. 

Se ciò fosse avvenuto, sottolinea l'Osservatorio, con la pioggia di ieri "avrebbero contribuito in maniera determinante al raggiungimento di un livello tale (circa 300 metri cubi al secondo) in grado di sollevare le necessità della gran parte delle aree considerate fino a luglio inoltrato riducendo così concretamente l'ingresso delle acque salmastre (oggi arrivate ad oltre 30 chilometri dalla costa adriatica nel Ferrarese e Rodigino) ed evitando potenziali danni irreversibili ad agricoltura locale, habitat e biodiversità". Per queste ragioni "oggi servirebbe un prelievo sull'acqua precedentemente disponibile pari al 20% per poter equilibrare tutti gli utilizzi, proseguire l'attività irrigua e salvaguardare le zone più in sofferenza".
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Ultimo aggiornamento: 06/07/2022 17:31