Friuli V.G.

Crescere con le abilità: pronti per le sfide della vita! Per bambini e ragazzi

PREPOTTO - Come scoprire le potenzialità e i talenti insiti in bambini e ragazzi negli anni della crescita? Soprattutto come far sì che loro stessi ne divengano consapevoli?

Il Centro Studi Podresca propone la Scuola delle Abilità, un percorso formativo rivolto a giovani dai 6 ai 18 anni, condotto da Silvano Brunelli e da un team di docenti.

Studiare un'abilità, allenarla, applicarla, come una materia di studio, significa maturare una conoscenza operativa per ottenere un risultato concreto. Applicando le abilità i bambini sono motivati a fare il meglio possibile in ogni momento, divenendo pronti a cogliere le sfide della vita! Collaborando in modo corretto nelle varie esperienze della vita, i ragazzi conquistano autonomia e maturità personale.

È proprio questa una delle tematiche che il prossimo weekend il gruppo dei ragazzi esplorerà alla Scuola delle Abilità nell'incantevole Borgo Podresca, con la finalità di riuscire ad emergere ed esprimere le proprie idee, mantenendo relazioni positive. Come allenare la disciplina e gioire di un divertimento intelligente? Come percepire l'abilità di riuscire con le conoscenze, l'impegno e l'aiuto necessari? Come divenire consapevoli delle strategie degli altri e delle loro modalità operative? Bambini e ragazzi studieranno un ventaglio di abilità che si riveleranno utili in tutte le età.

L'appuntamento con l’iniziativa è dunque il 25 e 26 febbraio dalle 9.30 presso la sede del Centro Studi Podresca a Prepotto (UD).

Antonella Olivieri


Centro Studi Podresca - Borgo Podresca 1 - Prepotto - UD - info@podresca.it www.podresca.it

Ufficio Stampa: Antonella Olivieri – antonella.olivieri@podresca.it – cell.+393471076941
Portogruaro

“Percorso nascita” al Consultorio Familiare di Portogruaro: è boom di iscrizioni

L'ultima attività in ordine di tempo è quella correlata all'iniziativa di comunicazione ed educazione stradale per la prevenzione degli incidenti avviata dalla Polizia Stradale denominata “Se gli vuoi bene…legalo”.
Si tratta, nello specifico, di un progetto rivolto alle donne in gravidanza e ai genitori dei nascituri, neonati e bambini, il cui scopo è quello di sensibilizzare i neogenitori all'uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini, con l'obiettivo di ridurre drasticamente le conseguenze degli incidenti che vedono coinvolti i soggetti “deboli” quali le gestanti, neonati e bambini.
Tale progetto il cui programma prevede l'erogazione da parte della Polizia Stradale (in questo caso di Portogruaro) di nozioni normative e pratiche sull'uso delle cinture di sicurezza, di seggiolini, ed airbag, rientra da un mese nei corsi di accompagnamento alla nascita che si svolgono presso il Consultorio familiare dell'Ulss 4, all’ex silos di Portogruaro.
Quest’attività, come del resto altre collegate al “Percorso nascita”, sono coordinate dalle ostetriche Tiziana Trevisan e Graziella Momentè, che sono riuscite ad ottenere una eccezionale partecipazione media annua che va dalle 200 alle 230 persone, in costante aumento.
Il tutto grazie all’avvio di una rete di collaborazione con i reparti di ostetricia e ginecologia anche delle Aziende Sanitarie limitrofe alla Ulss4, per far sì che le attività di pre-parto e di post-parto vengano, come di fatto avviene, effettuate a Portogruaro.
“In effetti abbiamo corso parecchio durante l'estate per gestire questa rete – spiegano le ostetriche Trevisan e Momentè –. I risultati ci danno ragione e per questo motivo riteniamo che sia “non solo” una soddisfazione personale ma la conferma della bontà dei servizi garantiti alle famiglie dal Consultorio dell’Ulss4”.
“Abbiamo un ottimo numero di mamme – continuano le ostetriche - che frequentano regolarmente i corsi a Portogruaro articolati in più ambiti, predisposti in modo tale da rispondere alle esigenze di entrambi i genitori, con il coinvolgimento dei medici, degli assistenti sociali, ma anche di realtà come la Croce Rossa, dell'associazione Crescere insieme per il sostegno all'allattamento, e della Biblioteca Comunale nell’ambito del progetto Nati per leggere.”
Nel corso di accompagnamento alla nascita, la parte ostetrica viene trattata in collaborazione con un ginecologo ospedaliero, mamme di auto-aiuto, un operatore bibliotecario, una psicologa e un'assistente sanitaria. Nella trattazione dei vari argomenti viene richiesta anche l'eventuale partecipazione dei papà e dei nonni; inoltre incontri, rivolti ad entrambi i genitori, sulla prevenzione degli incidenti domestici in età pediatrica, sulla disostruzione delle vie aeree in età pediatrica e molto altro.
Mondo

Militari nel Governo Trump in incarichi di rilievo: ancora per molto?

Il neo Presidente americano, è partito in velocità ed ha emanato vari “executive orders” che hanno suscitato pesanti perplessità anche all'interno dell’establishment della Casa Bianca, in particolare nei diretti collaboratori provenienti dal mondo militare che oggi occupano i posti di maggior rilievo. La domanda che molti si erano posti all'epoca della prima ipotesi di composizione del governo, e che il quotidiano "The Guardian" ha recentemente richiamato, è “se i Generali in pensione chiamati ad alti incarichi come Mattis (Segretario alla Difesa), Flynn (Consigliere per la sicurezza nazionale) e Kelly (Segretario alla sicurezza interna), fossero le persone più adatte per seguire il Presidente anche in caso di adozione da parte del Commander in Chief di provvedimenti da loro non condivisi, per questioni di etica personale o professionale". E’ una bella domanda!
Quando Trump cominciò a mettere insieme il suo gabinetto, molti liberali ma anche qualcuno tra i repubblicani espressero qualche preoccupazione per il numero di Generali in pensione candidati a posizioni di vertice. "Trump assume un terzo generale, preoccupazioni per questa pesante influenza militare" tuonava il quotidiano Washington Post durante la transizione presidenziale terminata poi il 20 gennaio. Di più, "…..sono preoccupato per il numero dei candidati scelti dal “presidente eletto” che provengono dai ranghi degli Ufficiali posti recentemente in pensione” affermava il rappresentante democratico Steny Hoyer in un’intervista al Washington Examiner lo scorso dicembre.
Non c’era nessun dubbio che Mattis e Kelly fossero dei patrioti di primissimo ordine, dei leali collaboratori disposti ad ogni sacrificio per onorare il proprio mandato salvo non poter mai accettare compromessi sui propri valori e principi. E’ noto che i militari di questa levatura non sono normalmente disposti a rimanere attaccati alle sedie contro i propri principi, come succede ai politici di carriera che possiedono valori flessibili ed orientabili a seconda del proprio tornaconto politico e personale. Nel corso del loro mandato, qualora i loro principi e la loro etica personale e professionale di servitori dello Stato dovessero cozzare contro decisioni prese dal Presidente, magari in autonomia e senza preventiva consultazione dello staff come sembra sia avvenuto con il famigerato provvedimento sugli immigrati islamici, i due Generali non sarebbero probabilmente disposti a rimanere.
Diverso è il discorso per Flynn, fatto di un’altra pasta, meno militare e più politico anche durante la sua carriera, poco amato ed anzi inviso al Pentagono, improvvidamente chiamato dal ciclone Trump della prima ora, forse proprio per i suoi contatti personali con il Presidente Putin. Colto in flagrante violazione dei suoi doveri istituzionali - ha omesso di comunicare al Vicepresidente Pence proprio importanti informazioni sui suoi discussi rapporti con i russi - si è dimesso senza se e senza ma, subito.
Per gli altri due alti Ufficiali, a differenza di Flynn, ci sono tutte le ragioni per ritenere che Mattis e Kelly abbiano accettato l’incarico come una missione patriottica e che quindi vogliano veramente aiutare Trump a conseguire il successo, indirizzandolo con continuità verso il meglio per il Paese.
Di questo sono tutti convinti. C’è però anche chi osserva che sono già emerse indiscrezioni sul fatto che Mattis e Kelly non siano del tutto soddisfatti di come sono andate le cose alla Casa Bianca in questo primo mese di mandato presidenziale di Trump. Sembra che non siano stati “sufficientemente” consultati nella fase di elaborazione e di attuazione del famigerato ordine esecutivo sull'immigrazione. Questo per evitare le loro perplessità e magari per impedire che ponessero ostacoli alla sua approvazione? Forse è andata così ed i due sono al momento solo molto contrariati, non intervengono per prudenza perché convinti che la “macchina delle condivisioni” all'interno dello staff presidenziale debba essere ancora ben rodata.
Ma per il “The Guardian” nel prossimo futuro non è impossibile immaginare uno scenario in cui lo “staff di prossimità” di Trump spinga il Presidente a decisioni immediate che lo portino troppo lontano dalle regole. Se, per esempio e per assurdo, ma non troppo, Trump dovesse dire a Kelly di ignorare un ordine di un tribunale o chiedesse a Mattis di attuare una politica illegale dannosa per il paese, come reagirebbero i “junior retired generals”? Sicuramente direbbero al Presidente "non posso farlo, Signore, è contro i miei principi ed il bene degli Stati Uniti. Me ne vado”. Queste risposte potrebbero influenzare il destino di tutta l’Amministrazione e la permanenza stessa di Trump al potere. Trump sarebbe posto dinanzi al dilemma di retrocedere dalle sue decisioni o spingersi avanti anche contro il loro consenso con il rischio di una probabile fine della sua presidenza, in anticipo. Il Presidente imprenditore, il “Commander in Chief” che non ha prestato servizio militare, non gode infatti di grande consenso, in tanti auspicano per lui un “impechement”.
Il sostituto di Flynn come Consigliere per la Sicurezza nazionale dopo tante candidature e rifiuti, è il Generale McMaster. La sua nomina arriva dopo la candidatura di Robert Harward, un vice-ammiraglio in pensione, che ha rifiutato e di David Petraeus, l'ex capo della CIA, che è stato invece poi cancellato dalla lista. Ma la scelta del cinquantaquattrenne McMaster - che è conosciuto per le sue critiche alle autorità civili anche in occasione di recenti campagne di guerra americane, che ha scritto un saggio contro la gestione politica della guerra del Viet Nam, che era stato ritardato di 2 anni nella promozione a Generale di Brigata - ha sorpreso molti osservatori che si stanno chiedendo come andranno le cose con un terzo “generale di ferro” nel Gabinetto.
Qualora Mattis o Kelly, ed ora anche McMaster dovessero entrare in disaccordo con Trump nella gestione delle questioni di loro competenza, e decidere di dimettersi, non è impossibile immaginare che i repubblicani al Congresso che hanno tiepidamente tollerato che Trump fosse eletto, potrebbero rivoltarsi. Non molti senatori e deputati del suo partito si sentono vincolati a legami di lealtà nei suoi confronti, anzi, tanti hanno subito la sua elezione ed aspettano forse il momento opportuno per liberarsene, anche prima del 2021. Le eventuali dimissioni di Mattis, Kelly o McMaster potrebbero essere la classica “goccia che fa traboccare il vaso”. Fantapolitica dei giornali o realismo politico americano? Vedremo.
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Ultimo aggiornamento: 24/02/2017 18:33