Cultura, Conegliano

Concorso di poesia Città di Conegliano 2018, i risultati

CONEGLIANO - E' Valentina Ceschin di San Pietro di Feletto (TV) la vincitrice del VI Concorso nazionale di poesia Città di Conegliano con "Sublime". Al secondo posto Laura Moro, al terzo Monia Pin.
Per la sezione Grande Guerra la vincitrice è Valentina Carinato con "La preghiera del guerriero".

Le premiazioni si svolgeranno domenica 18 novembre 2018 presso la sala consigliare del municipio di Conegliano in Piazza Cima n°8 alle ore 10.30
La giuria è composta da Alessandro Biz, presidente, giornalista e direttore de Il Piave; Aldo Santucci poeta e scrittore; Lodovico Pradella dottore in storia; Paola Alessandra Vacalebre insegnante; Deborah Basei, artista.
Al primo classificato andrà un'opera dell'artista Franco Corrocher.

Di seguito la classifica

1^ VALENTINA CESCHIN San Pietro di Feletto (Treviso) – Sublime

2^ LAURA MORO – Altivole (Treviso) – Come la neve

3^ MONIA PIN – San Fior (Treviso) – Poesia immortale


Premio della giuria

GIUSEPPE BERTON – Conegliano (Treviso) – Mille anni


Menzione di Merito

MARIA PAOLA TORMENA – Col San Martino (Treviso) – Non fermarti

MARIA CRISTINA BIASIOLI – Molinello (Bologna) – L’eterno fluire del tempo

MARIA FRANCESCA GIOVELLI – Caorso (Piacenza) – Rughe di legno

LUISA SISTI – Roma – Endecasillabo

RITA MUSCARDIN – Savona – Ai confini della sera

ELEONORA SANTIN – Lyon (FRANCIA) – Gli ulivi

DIEGO BRUNO ROCCO – Conegliano (Treviso) – Ritorno a casa

FULVIA LOT – Refrontolo (Treviso) – Molinetto della croda


Premio Grande Guerra

VALENTINA CARINATO – Loria (Treviso) – La preghiera del guerriero


Menzione di Merito Grande Guerra

MAURIZIO CONTI – Portogruaro (Venezia) – Soldatino

MICHELE IZZO – Montebelluna (Treviso) – Storie di filo spinato

PIERANGELA VESENTINI – Montagnana (Padova) – 1916

BORSANYI KATINKA – Fonte (Treviso) – Canto del soldato morente


Vincitore Under 18 - DONA’ LEONARDO - Verona – Pietro (A mio nonno)

Vincitore Under 14 – ELISABETTA CESCO – San Vendemiano (Treviso) – Il cielo grigio

Scuole medie Conegliano

Classi terze

1 - MARICA DE BONA e DANIELA BERGAMO - Il tacere del mare

2 - CAMILLA LOMBARDO e GRETA MENEGHETTI - Legàme

3 - ANDREA SOLDAN - Lei

Classi seconde 

1° GABRIELE STEFFAN - Il mistero della vita

2° CAROLINA MIOTTO - E' meglio amare o essere amati?

3^ ANNA CASAGRANDE - Il cuore ghiacciato

Classi prime

1° HAJAR BOURZAYQ - Il vento

2^ MARSELA HUQI - L'amicizia 

3^ MATILDE DAL MAS - La tristezza

3° ADAM JAMAI Ho imparato



La poesia vincitrice

SUBLIME

Giardino intatto
imperlato di rose pungenti,
scontrose,
insegnami la via delle parole smarrite,
obliate,
indicami la mappa per seguirti.

Perderò la strada, è certo.

Pianeta inafferrabile di luce discontinua
temo le tue valli di delusione appuntita
e la mia agghiacciante nostalgia.

A che serve eclissare i tuoi colori?
Sei sublime
nel lampo che accendi nei miei occhi,
fiaccole accese sempre in bilico,
e nella grazia autentica
dell’onda elettrica che mi trapassa,
in questa sospensione immobile,
in questo rischioso
e inebriante oscillare
tra paura
e amore inevitabile.

Valentina Ceschin

Portogruaro

A Portogruaro un "NOVEMBRE IN DECRESCITA"

Al via a Portogruaro la terza edizione di Cineforum 2019 "NOVEMBRE IN DECRESCITA" organizzata dal Circolo MDF Livenza-Tagliamento.

Quest'anno saranno tre le serate con differenti tematiche che vogliono essere uno stimolo alla riflessione sugli attuali scenari socio-economici ed il loro impatto con il nostro attuale modello di sviluppo.

Le proiezioni di svolgeranno presso: l’ORATORIO DI SANTA RITA (sul retro della chiesa) in Via C. Beccaria, 22. ENTRATA LIBERA con il seguente calendario:

GIOVEDI’ 15 NOVEMBRE 2018 – ore 20.30 con la visione del FILM “PIIGS” di Simone Soranna (2017).

La volontà è quella di smascherare un complotto storico e proporre una (re)visione dei fatti contemporanei talmente straniante e impensabile da risultare, a tratti, fantasiosa. PIIGS è l’acronimo che la stampa economica inglese ha inventato per definire i cinque paesi dell’Unione europea che vengono considerati quelli economicamente meno affidabili: Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, quelli cioè che vivono criticamente la loro permanenza nella zona euro per la sostanziale debolezza economica che non garantisce la loro possibilità di far fronte al debito pubblico.

GIOVEDI’ 22 NOVEMBRE 2018 – ore 20.30 con la visione del FILM " UN MONDO IN PERICOLO” di Markus Imhoof (2012).

Il meraviglioso universo delle api è oggetto di uno dei documentari più premiati degli ultimi anni: Un mondo in pericolo del regista svizzero Markus Imhoof. Per realizzare il suo film di denuncia, Imhoof intraprende un lungo viaggio intorno al mondo analizzando le tecniche di apicoltura della ridente Svizzera, quelle intensive degli Stati Uniti, le steppe cinesi bruciate dai pesticidi e il deserto messicano. Il risultato è un viaggio entomologico in un universo tanto affascinante quanto devastato dall’incuria umana. Le api sono un tassello fondamentale dell’ecosistema in quanto l’impollinazione delle piante dà origine a un terzo della quantità di cibo disponibile sul nostro pianeta.

GIOVEDI’ 29 NOVEMBRE 2018 – ore 20.30 con la visione del FILM “DOMANI” di Mélanie Laurent e Cyril Dion (2015).

Cosa fareste se vi dicessero che nel 2100, il mondo come lo conosciamo scomparirà? La stessa domanda se la sono posta Cyril Dion e Mélanie Laurent che in Domani cercano di dare una nuova visione del mondo. Il loro docufilm nasce con l’intento di raccontare come, in tutto il mondo, nuovi modelli e idee di agricoltura, economia, energia, istruzione, pianificazione urbanistica e politica stanno cambiando l’immaginario comune del mondo. Domani è il documentario che finalmente si approccia al problema in modo diverso, senza condannare, senza limitarsi ad analizzare e a smontare. Invece che concentrarsi appunto sulla minaccia catastrofista, mostrare quello che non funziona, che produce squilibri, quello che sta morendo, Laurent e Dion usano il cinema come linguaggio universale e universalmente accessibile per mostrare le “alternative creative per un mondo diverso”: alternative esistenti, possibili, sostenibili.

Sport, Treviso

Karate. Luisa Cavarzerani campionessa europea

Cordignano torna a brillare nel karate, questa volta nel Campionato Europeo WUKF svoltosi lo scorso weekend a Ta Qali, Malta.
Lo fa grazie a Cavarzerani Luisa, laureatasi campionessa europea (a squadre) e per ben due volte vice-campionessa europea individualmente, e a Mioni Michael, che ha conquistato la finale e il quarto posto.
Cavarzerani, convocata dalla Nazionale Italiana FESIK, è riuscita a primeggiare nella categoria del kata a squadre insieme alle compagne Susanna Belletti (Anshinkai Milano) e Tania Reato (Kenshukai Feltre), davanti a Romania e Inghilterra.
Nelle categorie individuali (kata shitoryu juniores e kata open styles juniores) è riuscita a vincere due splendidi argenti, al termine di gare combattute e sul filo dei decimi, alle spalle della compagna Reato e davanti alla rumena Vintu.
“Sono molto felice dei risultati ottenuti. La vittoria a squadre è stata un’emozione fortissima e difficilmente descrivibile; siamo tutti molto molto felici. Sono veramente soddisfatta anche per i risultati individuali, sia a livello di piazzamento che di prestazione. E’ incredibile pensare che io e Tania ci scontriamo nei campionati regionali fin da quando avevamo 7 anni e ora ci troviamo a gareggiare e salire insieme sul podio in campo internazionale, prima insieme, come compagne di squadra insieme a Susanna, e poi sempre insieme da “avversarie”.
Voglio ringraziare il nostro allenatore della Nazionale Riccardo Ragno che segue tutta la preparazione della squadra, oltre che individualmente, tutti i Maestri e lo staff della FESIK e i miei compagni di avventura.
Ovviamente un enorme ringraziamento va al mio Maestro Costantino Da Ros, perché è lui che mi segue fin da quando sono piccola e mi ha permesso di arrivare dove sono ora, Daniele e tutto il Karate Club Cordignano.”

Ottima la gara, nel kata ragazzi, anche di Michael Mioni, in grado di sbaragliare i numerosissimi avversari, facendosi largo tra eliminatorie e semifinali fino a raggiungere la finale ed uno splendido quarto posto. Una prestazione ottima, vista anche la giovanissima età di Michael (11 anni) e che sarà sicuramente di esperienza per un futuro e un presente che fanno ben sperare.

Alla competizione hanno partecipato 55 federazioni rappresentanti oltre 25 nazioni diverse
e i risultati degli atleti del K.C.Cordignano hanno contribuito alla conquista della medaglia d’argento da parte della FESIK Italia nel medagliere, dietro alla Romania e davanti a Inghilterra e Slovacchia.

Soddisfazione da parte di tutto il Karate Club Cordignano per i risultati ottenuti, che sono di buon auspicio per la nuova stagione appena iniziata e che già ricca di appuntamenti importanti: il 17 e 18 novembre è in programma la Coppa del Mondo WUKO a Lignano, mentre a inizio dicembre si svolgeranno i Campionati Italiani Assoluti FESIK per i quali sono state convocate sia Cavarzerani che Michelin Alessia.

Portogruaro

A Portogruaro l’A.N.Art.I. ricorda i caduti austro ungarici

Molte sono state in Italia e nel mondo le iniziative organizzate per ricordare il centenario della Prima Guerra Mondiale.

Nell’ultimo anno dedicato a ricordare quei tragici giorni la sezione di Portogruaro dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia presieduta dal Cav. Mario Rossi, in collaborazione con la Città di Portogruaro, ha inteso organizzare una iniziativa mirata ad onorare i caduti dell’esercito austro –ungarico i cui resti sono raccolti nel Tempio Ossario all’interno del cimitero civile di Portogruaro.

Infatti sabato 10 novembre alle ore 11 dopo la celebrazione di una Messa a suffragio di tutti i caduti è prevista l’inaugurazione dei lavori di restaurato e valorizzazione Tempio Ossario all’interno del quale, grazie al contributo del Lions Club International Distretto 108 TA2, verrà collocato un leggio con i nomi di tutti i soldati con indicata la data di morte e la nazionalità. Inoltre sarà posta una stele in marmo che indicherà a tutti i visitatori la presenza dell’Ossario.

La cerimonia chiuderà una settimana che inizierà domenica 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, con l’apertura di una mostra intitolata “100 annI 100 foto” che sarà allestita all’interno della Sala delle Colonne del Palazzo Municipale.

Giovedì 8 novembre ci sarà quindi presso l’Aula Magna dell’Istituto Dario Bertolini la premiazione del concorso “I RICORDI DELLA GRANDE GUERRA” con i lavori elaborati dagli alunni della scuole secondarie dell’Istituto Dario Bertolini di Portogruaro.

Venerdì 9 novembre alle ore 18.30 presso la Sala Consiliare del Municipio della Città del Lemene illustrazione del progetto di restauro del Tempio Ossario e presentazione del volume “Uniti nella vita e nella morte. Il tempio ossario di Portogruaro e i cimiteri austro ungarici nel portogruarese” scritto da Maurizio Conti e Piero Turco insieme al contributo di altri autori.

L’iniziativa dell’A.N.Art.I. di Portogruaro, coordinata dal Generale Piero Turco, si svolge con il Patrocinio e il contributo della Regione Veneto, della Città Metropolitana di Venezia della Città di Portogruaro e dei Comuni di Portogruaro, Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Gruaro, Fossalta di Portogruaro e San Michele al Tagliamento e ha trovato il sostegno di molte Associazioni ed attività commerciali ed imprenditoriali della zona.

Mondo

Lettera a Jair Bolsonaro

Buon giorno Presidente.
Sono un italiano che da anni frequenta il Brasile, un Paese al quale sono molto legato. In Brasile ho presentato il mio primo libro, brasiliane sono le donne che ho amato e brasiliani sono molti dei miei amici; in Brasile vivono milioni di oriundi italiani, fratelli d’oltreoceano che mi rendono orgoglioso di essere italiano. Le zone del Brasile abitate dai discendenti dei nostri emigranti sono le più sviluppate e tranquille; questo grazie al loro lavoro, senso civico e dignità. Non ci sono italiani nelle favelas. Questi sono gli “immigrati” che l’Italia deve accogliere e conferire la cittadinanza.
Ero in Brasile nei giorni del primo turno elettorale ho sentito sulla mia pelle i sentimenti del popolo brasiliano: la rabbia e la paura di chi subisce la violenza di una criminalità spietata, la speranza in un futuro migliore, la dignità di chi sopravvive al prezzo di tanti sacrifici.
Questa campagna elettorale è stata una tra le più dure e polarizzate della storia brasiliana, l’attentato da lei subito lo conferma. La stampa e l’opposizione non le hanno risparmiato critiche e insulti: ignorante, rozzo, maschilista, omofobo e fascista, cinico manipolatore del malcontento popolare. Non so se queste accuse sono fondate e nemmeno voglio saperlo. Piuttosto, mi chiedo che cosà farà Bolsonaro e come lo farà. Gli uomini si giudicano dai “fatti” e non dalle “parole”. Perché con i “fatti” si risolvono i problemi e si scrive la storia. Le chiacchere di politici demagoghi, le masturbazioni mentali di sedicenti intellettuali, non servono a nulla; sono solo il prodotto di una casta parassitaria tanto inutile quanto dannosa.
Presidente il suo successo elettorale non è dipeso dalle capacità di statista che non ha ancora dimostrato; ma dall’inettitudine e dalla disonestà dei suoi avversari. Una sinistra travolta dagli scandali che non ha saputo affrontare i problemi del Paese. Una situazione simile ha portato in Europa alla crescita dei partiti “populisti” (la Lega e i Cinque Stelle in Italia, il Fronte Nazionale in Francia, Orban in Ungheria, ecc.); e negli Stati Uniti all’elezione di Donald Trump. Finché la sinistra non farà tesoro dei propri errori, continuerà a perdere.
Presidente, ora dovrà dimostrare di essere migliore di chi l’ha preceduta e per fare questo dovrà affrontare i problemi del Paese: la criminalità, la corruzione e la crisi economica.
La criminalità e la corruzione. Una classe politica corrotta ha saccheggiato il Paese, bloccandone lo sviluppo economico, sociale e politico. Il Brasile è un Paese in guerra. Nel 2016, sono sta commessi 61.238 omicidi, una quantità superiore rispetto a paesi in guerra come la Siria (33.425), l’Iraq (13.187) e l’Afghanistan (3.438). Nel 2017, il numero degli omicidi è salito a 63.880, 30.8 omicidi ogni 100.000 abitanti; in Messico, patria del narco-traffico, sono stati registrati 20 omicidi ogni 100.000 abitanti. Ieri il Brasile era vittima della dittatura militare; oggi è di quella “criminale”. Come turista sperimento questa situazione ogni volta che vado in Brasile, ma come turista il disagio è limitato al periodo di vacanza. Diversa è la posizione di milioni di brasiliani costretti a vivere in un Paese ostaggio della criminalità. Non esiste libertà senza sicurezza, come non esiste democrazia senza giustizia sociale.
In Brasile la violenza è riconducibile alla diffusione della droga e alle condizioni di emarginazione e di povertà in cui vivono milioni di brasiliani. La corruzione diffusa aggrava la situazione perché alimenta la sfiducia dei cittadini nello Stato e consente al crimine di agire indisturbato (vedi la corruzione nella polizia). Ho visto le immagini raccapriccianti di una rapina: i criminali dopo aver tolto i cellulari alle loro vittime gli uccidevano a colpi di pistola; una violenza ingiustificata compiuta da drogati che non hanno rispetto per la propria vita e per quella altrui. Questi rifiuti non meritano di vivere vanno eliminati.
La risposta al problema “sicurezza” è prima di tutto “repressiva” e poi “educativa”. Repressiva, perché il Brasile è un Paese in guerra e a tale situazione, si risponde con misure estreme: la certezza e la durezza della pena per i delinquenti, politici corrotti compresi; l’uso dell’esercito per reprimere la criminalità e riportare l’ordine nelle strade. Educativa, insegnare ai giovani al rispetto per se stessi e per gli altri; il rispetto della legge e delle istituzioni; combattere il degrado e la miseria delle faveals dove il crimine nasce e si sviluppa. Le istituzioni non possono realizzare i programmi educativi e di sviluppo se non hanno il controllo del territorio; l’azione repressiva dello Stato ha effetti temporanei se permangono le condizioni che hanno consentito al crimine di svilupparsi. Infine, ai cittadini va garantito il diritto alla legittima difesa, non sempre lo Stato può intervenire in difesa del cittadino; e quindi quest’ultimo deve poter reagire a tutela della propria vita e di quella dei suoi cari. La minaccia non viene dalle armi detenute dai cittadini ma da quelle usate dai criminali.
La crescita dell’economica brasiliana e il successo della sinistra, hanno coinciso con il boom delle materie prime, con i proventi ricavati dalla vendita delle stesse, i governi di sinistra hanno finanziato i programmi di spesa sociale a favore della parte più povera della popolazione brasiliana. L’esempio più famoso è quello della “bolsa famiglia” istituita dall’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, una politica lodevole nelle intenzioni ed efficace per affrontare le situazioni di emergenza; ma inidonea a promuovere lo sviluppo e quindi sconfiggere definitivamente la povertà. Infatti, quando il prezzo delle materie prime è sceso, sono mancati i soldi per finanziare la spesa sociale e le politiche “assistenzialiste” hanno mostrato i loro limiti. Una situazione analoga si è verificata in Venezuela con il governo Maduro (il peggiore dell’America Latina) o in Argentina con la Kirchner.
Le politiche neoliberiste non sono la soluzione alla crisi economica del Brasile e dell’America Latina; discorso analogo vale per l’Europa, impoverita e afflitta dalla recessione. In Europa le politiche economiche imposte dal FMI o dalla Troika (FMI, Commissione Europea e Banca Centrale Europea) hanno fatto la fortuna delle imprese multinazionali, di speculatori come George Soros e delle grandi banche; ma hanno impoverito milioni di europei riducendo la classe media (licenziamenti, lavori precari e malpagati) hanno saccheggiato il patrimonio nazionale con privatizzazioni dagli esiti drammatici (il crollo del ponte Morandi a Genova). Neoliberiste sono le politiche di chi vorrebbe spalancare le frontiere dell’Europa a milioni d’immigrati africani e asiatici, manodopera da sfruttare o da utilizzare come arma di ricatto verso i lavoratori autoctoni.
Presidente mi preoccupa la scelta Puolo Guedes come consigliere economico, un professore ultra-liberista membro di Sociedade Aberta. Tale organizzazione è la versione brasiliana di Open Society, l’organizzazione fondata dal miliardario George Soros: speculatore finanziario (vedi l’attacco alla lira nel 92), sostenitore dell’immigrazione incontrollata che dall’Africa e dall’Asia invade l’Europa, sostenitore della lobby omosessualista, rappresentante di un capitalismo apolide che nega valore e dignità agli Stati nazionali, la sua organizzazione è attiva nella destabilizzazione dei Paesi dell’Europa Orientale (Russia, Ucraina, Serbia, Ungheria, ecc.).
Presidente, come massima carica dello Stato ed ex militare ha il dovere di difendere la Patria. Oggi il principale nemico non è il comunismo che la storia ha sconfitto e nemmeno la sinistra petista che ne è la caricatura; ma gli organismi sovranazionali (FMI, Banca Mondiale, WTO, ecc.) e le grandi banche internazionali (Credit Suisse, JP Morgan, Goldman Sachs, Rothschild, ecc.) l’ordine unipolare imposto dagli Stati Uniti. Questi poteri rappresentano l’ideologia globalista e minacciano la sovranità delle nazioni. Lo scontro tra destra e sinistra appartiene al passato, oggi il confronto è tra sovranisti e globalisti. La Russia di Putin si è ribellata ai poteri sovranazionali e all’ordine imposto da Washington, a tale nazione guardano con simpatia i movimenti sovranisti europei. Presidente dovrà scegliere da che parte stare. Putin ha ricostruito la Russia sulle ceneri dell’Unione Sovietica e l’ha fatto nel nome della tradizione: Dio, Patria e Famiglia. Putin è riuscito a dare al suo Paese: sicurezza, benessere e prestigio internazionale. Lei riuscirà a fare altrettanto?
La soluzione alla crisi economica brasiliana sta negli investimenti pubblici, nella diminuzione della pressione fiscale, nella semplificazione burocratica, nella lotta alla corruzione e agli sprechi del settore pubblico. La soluzione alla crisi non sta nella diminuzione dei salari, nella svendita delle imprese pubbliche, nei licenziamenti o nel taglio dei servizi pubblici (bolsa familia compresa). La crescita del PIL è inutile e dannosa se non diminuisce le diseguaglianze sociali, distrugge l’ambiente e sottrae allo Stato il controllo delle industrie strategiche dalle quali dipende lo sviluppo del Paese (le grandi opere pubbliche furono realizzate con il regime militare e determinarono il decollo dell’economia brasiliana). In Brasile come in Europa è necessario riaffermare il primato della politica sull’economia, difendere la nazione dalle ingerenze dei poteri sovranazionali.
Quando si parla di sviluppo, non si può ignorare la questione ambientale, un tema che investe ogni Paese, in particolare il Brasile che detiene il più grande patrimonio naturale del mondo. Presidente sta a lei difendere la foresta amazzonica minacciata da un piano di privatizzazione e deforestazione. Le generazioni future del Brasile e dell’intero Pianeta le saranno grate. Quanto alla povertà le cifre parlano chiaro. Il Brasile ha quasi 210 milioni di abitanti, circa dieci milioni non hanno il cibo per sopravvivere, il 25,4% dei brasiliani vive con 5.50 dollari al giorno (dati 2016 -Istituto brasiliano di geografia e statistica, IBGE). Questi brasiliani non possono essere abbandonati.
Voglio aggiungere a questa “lettera” una riflessione geopolitica. Il Brasile ha tutte le caratteristiche per diventare la potenza regionale dell’America Latina. Per capirlo basta riflettere sulle sue dimensioni, risorse e popolazione; inoltre, il Brasile è l’unica nazione latinoamericana inserita nei BRIC, le grandi economie emergenti. Questo sarà possibile solo in un mondo multipolare e con un governo capace di resistere alle pressioni dei poteri sovranazionali.
Gli Stati Uniti, per circa due secoli hanno condiziona la politica dei Paesi latinoamericani, facendo dell’America Latina il loro “cortile di casa”, un continente ricco di risorse da saccheggiare, un serbatoio di manodopera a basso costo, una meta del turismo esotico e di quello sessuale. La crisi degli Stati Uniti come potenza egemone del Pianeta e dell’ordine unipolare dagli stessi imposto con la fine della Guerra Fredda, apre nuovi scenari e permette ai Paesi latinoamericani di affrancarsi dal “giogo” americano.
Credo che il Brasile e l’intero continente sudamericano, debbano aspirare a un ordine mondiale di tipo multipolare. Un ordine mondiale dove non esistono potenze internazionali che governano il mondo; ma una pluralità di nazioni che agiscono entro i limiti dei propri confini o sfere d’influenza, cercando la mediazione tra diversi interessi. Un concetto che è alla base della politica estera cinese ed è riassunto nell’espressione inglese Win-win (reciproca vittoria): entrambe le parti soddisfanno i propri interessi, dopo una trattativa caratterizzata da reciproche concessioni.
Unipolare e invece l’ordine attuale imposto dagli Stati uniti, i vincitori della Guerra Fredda, una potenza internazionale che ha preteso di “governare” il mondo, plasmarlo a sua immagine e somiglianza, piegarlo ai suoi interessi, i risultati sono stati disastrosi: la destabilizzazione del Medio Oriente (Iraq, Afghanistan, Siria) dell’Africa Settentrionale (Libia) la crisi con la Russia (l’allargamento a est della Nato con le crisi del Kosovo e dell’Ucraina). Per alcuni la politica americana è stata irresponsabile e criminale; per altri sfortunata ma animata da buone intenzioni. Le opinioni sono divergenti giudichi lei Presidente. L’importante che non avvalli il delirio di onnipotenza degli Stati Uniti che nel mondo ha provocato troppe vittime.
La soluzione all’egemonia americana sono relazioni più strette tra Paesi dell’America Latina, con la Russia e con la Cina. Gli scambi tra il Brasile e la Cina sono aumentati di venticinque volte in circa dieci anni, passando da 3,2 miliardi di dollari del 2001 a 83 miliardi del 2013. L’Unione Europea non è un partner affidabile, è un soggetto politico allo sbando incapace di elaborare una politica comune; un’indefinita associazione di Stati preda dell’egoismo nazionale, succube della Germania. La sua disgregazione non è un evento improbabile, lo sperano in molti.
Ho fiducia nella sua promessa di consegnare alle autorità italiane il terrorista Cesare Battisti, che i governi Lula e Dilma hanno protetto. Battisti non è un rifugiato politico è solo un criminale.
Che Dio benedica il Brasile e il suo popolo. Buon lavoro Presidente.
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Ultimo aggiornamento: 14/11/2018 18:35