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Ciao Antonio Piccoli! Ci ha lasciati il patròn di Radio Conegliano

di Alessandro Biz

Oggi ha lasciato la vita terrena Antonio Luis Piccoli. Patron di Radio Conegliano, giornalista. Antonio lo conobbi quando diventai direttore del giornale Il Piave. Era il 2008. Me lo presentò l'amico prof. Gian Pietro Bontempi, che oggi vive in Brasile, il quale mi portò una mattina nella sede della Radio.

Di Antonio mi colpì la sua simpatia, diventammo subito amici, come se ci conoscessimo da una vita. E iniziò anche un percorso di collaborazione lavorativa. 

Antonio era nato nello stato del Rio Grande do Sul il 2 luglio del 1956. In comune avevamo anche la data di compleanno, io lo precedevo di un solo giorno e così ogni volta che iniziava il settimo mese dell'anno, ci ricordavamo di scambiarci gli auguri.

La famiglia Piccoli gestisce importanti emittenti radiofoniche nel sud del Brasile, dove vivono i discendenti dei nostri emigranti. Per questo decisero di acquistare alcuni anni fa l'emittente coneglianese. Antonio era laureato in giornalismo e pubblicità. È stato anche insegnante di giornalismo alla Pontificia Universita Cattolica (Puc) di Porto Alegre (Brasile).

Negli anni scorsi, quando ci trovavamo a pranzo in qualche ristorante della zona, prima di ripartire per gli impegni pomeridiani, si collegava con l'emittente brasiliana e mi passava la parola mettendomi in diretta per dare aggiornamenti sulla vita politica ed economica in Veneto e in Italia. E' stato lui (oltre al prof. Bontempi e al compianto prof. Meo Zilio) a farmi conoscere il grande fenomeno dell'emigrazione che a fine Ottocento vide partire circa un veneto su due per le terre del sud America.

Il nipote Marcos Dytz Piccoli che è alla guida del gruppo RSCOM, così lo ricorda: "Un sognatore, un combattente, un visionario caro a tutti. La radiodiffusione perde un leader".

Quando lo vedevo lavorare per servizi internazionali, dava il meglio di sé, dimostrando la caratura per cui era conosciuto e apprezzato nel suo paese di origine. Mi ricordo le interviste al G8 dell'agricoltura a Castelbrando a Cison di Valmarino organizzato dall'allora ministro dell'agricoltura Luca Zaia nel 2009. Trascorremmo tre giorni di lavoro intenso ma anche entusiasmante. Mi tornano alla mente anche le presenze alla Fiera del Gelato di Longarone, dove andammo più volte assieme (approfittavo per portare anche i miei figli per una scorpacciata di gelato!). Mi piaceva veder lavorare Antonio, impegnato nelle pubbliche relazioni e nelle interviste in lingua portoghese.

Ci ha dato una grande lezione di umanità e generosità. Sempre gentile e sorridente. Sempre positivo, anche nella malattia, che lo ha colpito duramente due volte. Qualche anno fa con un brutto male alla gola, superato dopo pesanti cure, e poi circa un anno fa con il male che si è ripresentato colpendolo a una spalla, causandogli anche forti e continui dolori.

Ci mancherai Antonio. Eri solito mandarmi degli audio messaggi per WhatsApp. Ed ora riascolto l'ultimo, di una quindicina di giorni fa. La voce affaticata, sofferente. Ma non ti lamentavi mai. Pensavi sempre con ottimismo al futuro.

Negli ultimi anni, in estate, ci trovavamo nella mia baita in montagna, ai margini del Cansiglio, per una grigliata fra amici. La scorsa estate abbiamo saltato, mancavi tu, ma ci eravamo promessi di ritrovarci. 

Ci ritroveremo, un giorno. Buon viaggio Antonio. Salutaci da lassù, continuando a essere un riferimento per i tuoi cari, per la tua bellissima figliola Giuliana di nove anni, per tua moglie Maristella, e per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti. 

Obligado Antonio. Grazie, per i valori umani che ci hai trasmesso nel tratto di strada che abbiamo percorso assieme.

Alessandro Biz

Ultimo aggiornamento: 04/03/2021 17:07