Economia

Asco Holding. Il socio privato contro il presidente del cda

di Enrico Anzolin

Venerdi 17 novembre si è tenuta a Pieve di Soligo l’assemblea degli azionisti
di Asco Holding.
I soci erano tenuti a decidere, tra gli altri argomenti, due cose importanti: il
rinnovo alla fiducia del presidente uscente Giorgio Giuseppe Della Giustina,
e l’acquisto di azioni proprie e della società controllata quotata in borsa Ascopiave.
Ma soprattutto i Comuni soci e la società Plavisgas, socio privato, attendevano le deliberazioni conseguenti alla procedura di messa in vendita della strategica società di telecomunicazioni, operante nel campo della fibra ottica, Asco TLC detenuta da Asco holding con il 91% di azioni.
Orbene, di tutto ciò non si è parlato e si è preferito rimandare a tempi
successivi.

In uno scenario economico dove le società del gas sono protagoniste a
causa della ormai famigerata “guerra del gas” si evince - numeri alla mano che l’esercizio 1 agosto 2021- 31 luglio 2022 è stato sostenuto
prevalentemente dai dividenti di Ascopiave e Asco TLC società, quest’ultima,
che il consiglio di amministrazione ha deciso di mettere in vendita.
Pochi giorni prima dell’assemblea del 17 novembre appena passato c’era
stato un gesto eclatante: il socio privato Plavisgas srl aveva sfiduciato il
presidente del consiglio di amministrazione davanti a tutti i 78 Comuni soci
tra cui molti Comuni della Provincia di Venezia come Ceggia, Cessalto,
Fossalta di Piave, Torre di Mosto e altri tra quella di Pordenone e Treviso che
costituisce lo zoccolo principale.

La lettera, disponibile agli atti, è stata indirizzata a mezzo pec alla totalità dei
Comuni soci ma, per qualche singolare motivo la stampa è stata completamente e misteriosamente omertosa cosiccome i consiglieri all’opposizione dei Comuni sopracitati.Si tratta dunque di un vero mistero.
Quasi che nei Comuni soci il tema Asco Holding sia intoccabile.
Nella dettagliatissima lettera, ricca di numeri e citazioni giurisprudenziali, emergono due considerazioni gravi: la prima è che la gestione dell’attuale CdA abbia “indebolito” il patrimonio di Asco Holding e quello di Ascopiave per assecondare il progetto, fallito in maniera evidente, di trasformare Asco holding in una società interamente pubblica.

Cosa che non si è completamente avverata. Inoltre vi è il fatto che la società Ascopiave, contrallata da Asco holding per oltre il 51%, è una società quotata alla Borsa di Milano e nel 2019 si è utilizzata una cifra superiore ai 47 milioni di euro per liquidare i soci dissenzienti a un progetto dell’attuale Cda. Mi pongo una domanda: è ammissibile utilizzare una società quotata in borsa per finalità politiche? E' questo quello che è realmente accaduto? Questo è almeno ciò che sembra.

Secondo interrogativo che sorge spontaneo: l’attuale Consiglio di Amministrazione ha agito rispondendo a una corrente politica che univa con un filo diretto l’esecutivo della capogruppo con i Sindaci dei Comuni soci?
La messa in discussione dell’operato del presidente Della Giustina è dunque rimandata alla prossima assemblea dei Soci.
Il bello dunque deve ancora venire.

Enrico Anzolin

Ultimo aggiornamento: 02/12/2022 14:34