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Berlino, la capitale rinata!

di A.F.

Nessuna città è stata segnata dal passato come Berlino. Infatti, dopo la rovinosa distruzione della capitale tedesca dovuta ai massici bombardamenti inglesi, francesi, americani e russi durante la Seconda Guerra Mondiale che causò la morte di più di undicimila civili bisogna aggiungere che le devastazioni subìte dalla Germania nel corso dell’ultima guerra mondiale per mano delle forze aeree Alleate riguardarono anche il patrimonio artistico-culturale del Paese: ogni città colpita registrò ingenti danni o crolli a monumenti, palazzi antichi, chiese, luoghi di interesse storico-artistico, musei e interi centri storici.

Il dopoguerra ha visto il Paese e la stessa città di Berlino divisa in due, la parte orientale sotto il giogo sovietico-comunista e la parte ovest filo occidentale. Nel 1961 fu costruito il famoso Muro di Berlino che divise ancor di più le due Germanie e pure la città di Berlino fu divisa in due creando così una contrapposizione ideologica tra tedeschi dell’est e tedeschi dell’ovest.
Con la fine del regime comunista nella DDR (Deutsche Demokratische Republik, da noi meglio nota come Germania Est) anche il Muro di Berlino cadde nel 1989 e, poco dopo, nel 1991 le due Germanie poterono finalmente riunificarsi.

Berlino oggi è una città cosmopolita e vitale, centro di cultura, musei, teatri ed architettura moderna all'avanguardia, una città in perenne ricostruzione e costruzione a livello edilizio ma anche spirituale, dopo la Seconda Guerra Mondiale ed il periodo della sua divisione a causa del Muro di Berlino, che una volta abbattuto ha aperto le porte alla riunificazione ed al rinnovamento, rendendo Berlino una città giovane e colorata.
Berlino possiede un fascino suggestivo, legato alla complessità della storia appena passata e ad un presente e un futuro in pieno sviluppo.
Berlino è una capitale dalle due anime, simbolo della trasformazione culturale e sociale dei nostri tempi e allo stesso tempo teatro di avvenimenti storici come la caduta del muro, che ha posto fine alla divisione fisica e ideologica della città, in cui oggi convivono contraddizioni e fiducia nell’innovazione e nel progresso.

Berlino è una sorta di museo all’aperto dove è possibile cogliere la contrapposizione tra due mondi; Berlino est con i suoi poveri grigi e cadenti casermoni, vicino ai quali sorgono elementi urbanistici moderni e innovativi, e Berlino Ovest con le sue luci e i suoi megagalattici centri commerciali.

Tra i monumenti principali da visitare nella capitale tedesca certamente si deve iniziare dalla Porta di Brandeburgo che è uno dei simboli più emblematici di Berlino e della Germania. La Porta di Brandeburgo, in stile neoclassico, fu eretta nel 1791 su desiderio del sovrano Federico Guglielmo II per valorizzare la strada verso il viale di Unter den Linden. La Porta di Brandeburgo è alta ventisei metri e larga sessantacinque; le sue colonne creano ben cinque varchi attraverso cui sono passate carrozze e cavalli ma anche innumerevoli sfilate e parate sia militari sia civili. Oggi si trova nel quartiere Mitte di Berlino al confine con il quartiere di Tiergarten ed è vicina ad altri luoghi importanti della città come il Parlamento, la Pariser Platz e Potsdamer Platz.
Nel 1795, il monumento fu coronato da una quadriga di rame, che rappresentava la Dea della Vittoria su un carro trainato da quattro cavalli, diretto verso la città. La quadriga con la Vittoria alata piacque talmente tanto a Napoleone che nel 1807 la trafugò e la portò a Parigi come bottino di guerra. Tuttavia, nel 1814, alla sua sconfitta, i prussiani la riportarono in patria e pensarono di aggiungere una croce di ferro alla corona della Dea della pace. La statua, che oggi possiamo vedere, è una copia realizzata a Berlino ovest nel 1969, per sostituire l’originale distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. Infatti, durante l’ultima battaglia della Seconda Guerra Mondiale, la Porta di Brandeburgo rappresentò l’obiettivo finale dell’esercito dell’Armata Rossa.
Durante la Guerra Fredda, ai tempi in cui la città risultava separata dal muro, la Porta di Brandeburgo rappresentò anche la divisione tra Est e Ovest in quanto la struttura ricadeva nella zona Est. Tuttavia, l'edificio stesso si trovava nell'area vietata e non si poteva attraversare da nessuno dei due lati. Al momento della riunificazione, nel 1989, il blocco fu finalmente tolto e la porta fu riaperta in maniera ufficiale.

Vicino alla Porta di Brandeburgo è situato il famoso Reichstag, l’edificio che ospita parlamento tedesco che si può visitare liberamente, previa prenotazione. La prima pietra dell’edificio, che univa motivi rinascimentali e classici, come la facciata con avancorpo e colonnato e la moderna cupola in vetro e acciaio, fu posata nel 1884, dopo il conseguimento dell’unità nazionale e la nascita dell’Impero Tedesco. Il 27 febbraio 1933 fu appiccato un incendio che distrusse sia l’aula delle assemblee che la cupola. La dinamica degli eventi è ancora avvolta nel mistero, ma servì ai nazionalsocialisti come pretesto per screditare i propri oppositori politici, dando avvio all'ascesa di Adolf Hitler. Gravemente danneggiato dai bombardamenti, il Reichstag, che in seguito alla divisione di Berlino si viene a trovare nella parte ovest, tra il 1961 e il 1971 viene ricostruito privo di cupola secondo il progetto dell'architetto Paul Baumgarten. Con la caduta del Muro, la riunificazione e il trasferimento della capitale della Repubblica Federale da Bonn a Berlino, il Bundestag decise di eleggere nuovamente il Reichstag come propria sede. Vi fu però bisogno di accurati lavori di restauro e della ricostruzione della cupola originale, rivisitata però in chiave moderna. La nuova cupola, detta anche “lanterna”, con il suo cono centrale, è una struttura tecnologicamente avanzata, in grado di riflettere e ottimizzare la luce naturale e di controllare la penetrazione del calore. Di notte riflette all’esterno la luce interna, dando così modo ai berlinesi di sapere se il Bundestag è riunito. Per questi motivi la cupola è forse l’elemento visivamente e tecnicamente più sorprendente dell’edificio. Sul tetto sono sistemati pannelli solari che alimentano il sistema di ventilazione dell’aria. L’elettricità è ricavata invece bruciando olio vegetale, mentre il calore in eccesso è deviato in un bacino d’acqua sotto l’edificio, utilizzato d’inverno per il riscaldamento.

Certamente un visitatore che arriva per la prima volta a Berlino viene colpito dall’imponente Fernsehturm, la Torre della televisione, che nel 2019 ha compiuto 50 anni. La Torre della TV berlinese faceva parte di un progetto molto più ampio, ideato nel 1964, quando viene indetto un concorso pubblico per il rinnovamento complessivo della famosa Alexanderplatz, scelta come baricentro del nuovo “complesso socialista” nel centro della capitale della ex DDR. La Torre della TV di Berlino è oggi uno dei luoghi più visitati e certamente una delle più interessanti opere degli anni della guerra fredda: i 368 metri di altezza, un panorama mozzafiato sulla città, con un ristorante che lentamente ruota impercettibilmente intorno all’asse della torre, consentendo ai visitatori di godere il panorama berlinese a 360 gradi sono ancora una attrazione inevitabile e la sua storia certamente è certamente intrecciata con le vicende politiche e sociali di un’Europa e una Berlino oggi certamente molto diverse.

Una meta per bambini, ma non solo, è sicuramente lo Zoo di Berlino. Aperto nel 1844, è il più antico zoo della Germania dove si possono osservare circa 20.000 animali di oltre 1.000 specie. L'Acquario di Berlino è uno dei più grandi d'Europa. Fanno parte dello zoo una casa per ippopotami e una delle più grandi e moderne case ornitologiche d'Europa. Nel corso del tempo, l'area dello zoo è stata ricostruita e ampliata più volte. Solo 91 animali su 4.000 sopravvissero ai bombardamenti degli Alleati della Seconda Guerra Mondiale. Anche la maggior parte degli edifici dello zoo fu distrutta. Oggi lo zoo è uno dei luoghi più visitati di Berlino.

Un altro luogo storico simbolo di Berlino è l’Olympiastadion, costruito nel 1936, su commissione di Hitler, in occasione dei Giochi Olimpici che si svolsero proprio nella capitale tedesca. La parte esterna risale al 1936 ed è ancora originale dell’epoca. Si possono ancora osservare i blocchi megalitici originali di costruzione della struttura che rimase illesa durante la Seconda Guerra Mondiale.
Lungo l’esterno si possono ammirare gli steli che ricordano i vincitori tedeschi delle Olimpiadi e le targhe commemorative delle finali della Coppa di Germania. Nel corso degli anni lo stadio di Berlino ha subìto molte ristrutturazioni di ammodernamento senza però stravolgere la sua natura di monumento storico. L’ultima di queste ristrutturazioni è iniziata nel 2000 ed è durata 4 anni. Tra le tante competizioni svolte, una su tutte è rimasta impressa nella memoria collettiva ed è entrata nelle pagine di storia: la vittoria dell’atleta afroamericano Jesse Owens che conquistò ben 4 medaglie d’oro. Su questo episodio nacque la famosa controversia secondo la quale il Führer sarebbe andato via prima per non stringergli la mano ma ciò non corrisponde a verità in quanto lo stesso Owens nella sua autobiografia scrisse: “Dopo essere sceso dal podio del vincitore, passai davanti alla tribuna d'onore per rientrare negli spogliatoi. Il Cancelliere tedesco mi fissò, si alzò e mi salutò agitando la mano. Io feci altrettanto, rispondendo al saluto. Penso che giornalisti e scrittori mostrarono cattivo gusto inventando poi un'ostilità che non ci fu affatto”.
L’Olympiastadion Berlino si trova nella zona occidentale della città a 10 km dal centro. Oltre ad essere il più famoso e grande della capitale è anche lo stadio più grande di tutta la Germania.

Da non perdere a Berlino è l’Isola dei Musei, entrata nel patrimonio UNESCO nel 1999. L’Isola dei Musei è composta da 5 importanti musei di altissimo livello tra cui il primo a nascere fu l'Altes Museum che si affaccia sul Lustgarten, proprio di fronte al Duomo di Berlino e al nuovo Humboldt Forum. Con la sua apertura nel 1830, collezioni e opere d'arte di grande rilevanza storica sono state rese accessibili per la prima volta al pubblico di Berlino. Nel giro di cento anni su questo sito sarebbero sorti un totale di cinque musei. Dalla fine degli anni Settanta del XIX secolo l'area viene chiamata Isola dei Musei.
Nel 1855, su progetto di Friedrich August Stüler, fu costruito un secondo imponente edificio museale: il museo reale prussiano, l'odierno Neues Museum. Nel 1876 apre i battenti la Alte Nationalgalerie, una struttura che ricorda i templi greci e che incorpora anche i disegni di Stüler. Bisognerà attendere l'inizio del XX secolo perché il complesso sia ultimato. Nel 1904, sulla punta dell'Isola dei musei, viene inaugurato il neobarocco Kaiser-Friedrich-Museum, l'odierno Bode Museum. E nel 1930 apre anche il Museo di Pergamo, l’ultimo dei cinque grandi edifici espositivi.
L'Isola dei Musei esce devastata dalla guerra, soprattutto il Neues Museum è quasi completamente distrutto. La ricostruzione inizia ai tempi della DDR, ma il Neues Museum resta una rovina.

Tra i vari altri luoghi meritevoli di una visita a Berlino troviamo anche il Castello di Charlottenburg, costruito tra il 1695 e il 1699 come residenza estiva per la principessa Sophie Charlotte, moglie del principe elettore di Brandeburgo, Federico III, su progetto di Arnold Nering. Il giardino fu il primo parco barocco in stile francese realizzato in Germania.

Provenendo dalla Porta di Brandeburgo, si staglia, la Colonna della Vittoria è uno dei monumenti più celebri di Berlino. Si trova al centro della piazza denominata Großer Stern, all'interno del parco Tiergarten. L'opera fu progettata da Heinrich Strack nel 1864 per commemorare la vittoria della Prussia nella guerra prussiano-danese e venne inaugurata il 2 settembre 1873. Inizialmente era situata vicino al Reichstag, il parlamento tedesco, ma fu spostata nell'attuale collocazione alla fine degli anni Trenta del Novecento per volere dell’architetto Albert Speer. La torre è alta complessivamente 67 metri ed in cima alla colonna, protesa verso il cielo, c'è la scultura in bronzo della Vittoria alata di circa 35 tonnellate ed alta 8 metri metri di altezza realizzata dall'artista Friedrich Drake, che i berlinesi la chiamano “Goldelse” - Elsa d'Oro. La dea si presenta con una corona d’alloro tra le mani innalzata verso il cielo, con in testa un elmo con un’aquila e con in mano uno scudo militare con la croce di ferro.
Nel 1941 sono stati costruiti dei passaggi sotterranei che consentono di accedere alla colonna e da qui salire i 285 gradini che conducono in cima appena sotto la statua di bronzo. La vetta della torre merita una visita per ammirare il panorama della città ed in particolare del quartiere Tiergarten e relativo parco.

Anche il Tiergarten merita una visita, con i suoi 210 ettari è il più esteso parco pubblico cittadino. Fondato come riserva di caccia per i principi del Brandeburgo è oggi coperto da bosco di latifoglie e conifere ed è attraversato oggi da molti sentieri pedonali o ciclabili e al suo interno si trovano molti prati e laghetti. In estate il parco è un luogo dove prendere il sole sugli innumerevoli prati o cercare ombra per recuperare le forze dopo una lunga passeggiata. Anche nel grigio inverno berlinese il Tiergarten rimane sempre un rifugio di pace in mezzo alla città e, se innevato, regala scorci bellissimi. Al di là del periodo dell’anno e del clima di Berlino, il Tiergarten ha sempre il suo fascino e merita di essere visitato, anche solo per scoprire l’incredibile fauna selvatica che popola città.
Non tutti sanno infatti che Berlino è la città europea con più animali selvatici. Volpi, tassi, scoiattoli, rapaci notturni e diurni e tanti ma tanti conigli selvatici possono allietarvi la vista, soprattutto alle prime luci del giorno o al tramonto. All’interno del parco possiamo trovare alcuni importanti monumenti o memoriali come ad esempio quello in onore al Cancelliere di ferro, Otto von Bismarck, il momumento a Richard Wagner nel viale delle Ambasciate, Il Monumento a Goethe il più importante scrittore di lingua tedesca e le statue di Haydn, Mozart e Beethoven.

L’ex aeroporto Tempelhof, oggi parco cittadino, merita anch’esso una visita veloce. L'architetto britannico Norman Foster l'ha definito la "madre di tutti gli aeroporti". Tra il 1936 e il 1939, l'architetto Ernst Sagebiel progettò il più grande aeroporto d'Europa dell'epoca sul Tempelhofer Feld. Un nuovo edificio elegantemente curvo lungo più di 1,2 chilometri e con 9.000 stanze. È uno dei pochi progetti edilizi nazisti ad essere realizzato, anche se non nella sua interezza, e mostra un esempio di architettura dell'epoca nazista tra metodi di costruzione moderni e architettura monumentale.
L'edificio dell'aeroporto ha un'architettura monumentale esagerata che vuole impressionare con la sua facciata di pietra naturale. L'edificio di accoglienza è caratterizzato da una facciata espositiva con 21 porte d'ingresso, rilievi e sculture come l'aquila gigante in alluminio, la cui testa si trova ancora oggi davanti all'edificio. Attraverso le porte, i visitatori non raggiungono immediatamente la sala di ricevimento, ma un salone d'onore, per il quale è stato previsto anche un design elaborato.
Nel secondo dopoguerra gli Stati Uniti non rinunciano a Berlino Ovest. Già il 26 giugno 1948, il primo aereo con i rifornimenti di aiuto atterrò a Tempelhof. Per undici mesi, gli alleati riforniscono Berlino Ovest tramite un ponte aereo. Quasi ogni due minuti un aereo da trasporto atterrava a Tempelhof con cibo, medicine e materiale di riscaldamento e l'aeroporto di Tempelhof diventa un simbolo internazionale dell'Occidente libero. Quando gli Stati Uniti lo rilasciarono per il traffico aereo civile nel 1951, divenne il più grande aeroporto della Germania per alcuni anni.
Trovandosi in piena città i berlinesi, nel 2014, votarono con un referendum la chiusura definitiva dell’aeroporto e di utilizzare le enormi piste come un grande parco urbano.

Qualsiasi sarà il motivo per cui sceglierete di visitare Berlino sicuramente non ne rimarrete delusi, Berlino è una città che rapisce l’animo di chi la visita tanto da stimolare una gran voglia di tornarci il prima possibile.
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A.F.

Ultimo aggiornamento: 06/02/2023 22:12