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Brasile. Mandato di cattura per l'ex presidente Lula

di Gian Pietro Bontempi

Mandato di cattura per l’ex Presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Il 5 aprile 2018, potrebbe essere l’ultimo giorno per la democrazia in Brasile.

La Corte Suprema ha ieri confermato, in ultima istanza, la condanna de l’ex Presidente a undici anni e un mese di reclusione. Con un comunicato di qualche ora fa, l’ex Presidente è stato invitato a presentarsi spontaneamente alla polizia giudiziaria. A questo punto, nessuno può dubitare della efficacia della giustizia brasiliana, quando uno degli statisti tra i più famosi al mondo, Lula appunto, con la propria libertà sta pagando la corruzione istituzionale e politica del paese.

Con Lula, il Brasile ha raggiunto il maggior sviluppo economico della sua storia, con riforme istituzionali e sociali, con successo nella politica Internazionale. A parte una fazione che desidera la sua condanna e il carcere, l’ex Presidente rimane in testa nei sondaggi per le elezioni di ottobre.

Votazioni sempre più a rischio per la minaccia di un intervento militare che porterebbe il Brasile all’epoca del 1964, inizio della dittatura. Proprio in questi giorni, il comandante dell` esercito Eduardo Villas Boas, ha comunicato al Consiglio Superiore della Magistratura che in caso di assoluzione di Lula, avrebbe operato in funzione di un intervento militare. Una minaccia che ha leso la Costituzione democratica del paese, tentando di demoralizzare il potere della magistratura.

Senza entrare in dettagli giuridici, tutte le fasi dei processi, hanno avuto elementi discutibili: in primis, il giudice Sergio Moro ha agito fuori della sua giurisdizione, che come si sa, è quella di Curitiba. L’azione giudiziaria non si è basata su questioni meramente probatorie. Nessuna prova di conti bancari all’estero o di proprietà a nome di Lula, sono stati rinvenuti dagli inquirenti.

Dopo il golpe del 2016, sono stati emanati provvedimenti antipopolari e recentemente, alcuni beni strategici come petrolio, materie prime e produzioni industriali, sono stati alienati a favore di compagnie straniere. Peraltro, venduti a prezzi al di sotto del valore di mercato. In questi giorni, una commissione di rappresentanti dell’Onu ha fatto richiesta di incontro con gli esponenti del governo, ma alla fine l’attuale presidente Temer, ha rifiutato ogni contatto. Questo fa capire l’attuale disagio della popolazione di fronte a episodi così insoliti.

Come la gente si divide a favore e a sfavore dell’ex Presidente, così, ci sono forti contrasti nell’ambiente politico e giudiziario: ci sono giudici onorati che operano a favore della giustizia e altri che operano in base alla ideologia e alle pressioni straniere. A questo punto, vale la pena leggere quanto scriveva nella prima metà del 1800, il Ministro François Guizot : “ Quando la politica entra nei recinti del tribunale, la giustizia esce dalla porta”

Gian Pietro Bontempi- Corrispondente da Brasilia-

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Ultimo aggiornamento: 23/04/2019 08:27