Politica

Che cosa indicano le urne?

Oggi, 5 marzo, anniversario della morte di Stalin (1953) e della fondazione, 142 anni fa, del Corriere della sera , intendiamo parlar chiaro ai cittadini – come scrisse il grande quotidiano milanese – in punto di elezioni di ieri. A seggi chiusi, e scrutini ancora aperti, non conosciamo bene la percentuale dei “bastian contrari”, di quelli cioè che hanno disertato le urne (73% ?). Colpa di papa Francesco, che è entrato a gamba tesa?, dicono molti. L’andamento
degli scrutini è comunque sicuro. Il Pd è crollato: Renzi sicuramente andrà a casa, rottamato. Finalmente. Ha distrutto la sinistra, quella di Togliatti, che nel tempo si è tinta di varie sfumature, da Berlinguer, Natta, Occhetto, e così via, pur mantenendo il rosso dominante. Ha vinto Salvini, il duro leghista, e più sotto Forza Italia (un po’ ridimensionata). Grillo, con l’impresentabile suo cavaliere, ha strapazzato tutti (oltre il 30%).
Ma in questo clima e nel contesto politico, come andrà a finire?
S’era già ventilata a priori la possibilità dell’ingovernabilità col Rosatellum, proporzionale e maggioritario, che brutta legge!
Adesso, il notaio presidente Mattarella che farà? Compito molto arduo il suo, atteso che un governo “M5stelle” da solo non avrà i numeri per governare, ancorché possa avere appoggi di Leu o +Europa e di altri, mah? A parte ciò, il presidente percorrerà solo due vie. Darà l’incarico a Salvini al fine di sondare, in via preliminare, il terreno per un governo di centro destra, anch’esso però senza numeri (col risultato raggiunto oggi, non definitivo).
Dovrà appoggiarsi al gruppo misto o ai molti movimentini, creati ad hoc per ottenere qualche poltrona. Se Salvini o altro candidato indicato dal centro destra (quanti voti ha ottenuto l’alfiere Tajani?) non avrà la fiducia, Mattarella incaricherà il suo leder per formare un governo non del presidente, come ventilato da più parti, ma di scopo o di unità per tirare avanti un annetto, periodo necessario a “rammendare” la legge elettorale.
Una specie di grande coalizione alla tedesca per dare stabilità non solo all’Italia, ai mercati ma anche all’EU.
Per la quale legge elettorale, personalmente darei mandato ai migliori costituzionalisti sulla piazza (non più di quindici) per abbozzare uno scheletro di legge elettorale atta a governare, e darla poi al Parlamento per definirla nel dettaglio, riducendo a 300 i deputati e a 150 i senatori (abolizione dei senatori a vita). Il presidente della Repubblica a fine mandato ridiventa cittadino, importante sì, ma civis comune (senza altro laticlavio).
C’è da rinfrescare anche la seconda parte della Costituzione, ormai anziana ed acciaccata: non dimentichiamolo. Si dovrà affidare al​ Senato una materia definita, distinta da quella della Camera dei deputati. Fatta e approvata la legge elettorale si tornerà alle urne, certi di un nuovo soggetto, che governerà un lustro. Almeno. La nostra speranza è la stabilità.

Il malpensante
Errevibi

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Ultimo aggiornamento: 12/12/2018 18:16