Conegliano

Inaugurata l’Antica Fiera di Godega

Prosecco e autonomia: sono i due temi su cui il governatore Luca Zaia è intervenuto dal palco dell’Antica Fiera di Godega, questa mattina, nel suo discorso prima del taglio del nastro.

Tra le autorità presenti, il prefetto Maria Rosaria Lagana, il comandante dell’Arma dei Carabinieri di Conegliano Salvatore Gueli, il maresciallo Maurizio Pederiva, comandante della stazione dell’Arma di Godega, il comandate della Guardia di Finanza di Conegliano, l’europarlamentare Giancarlo Scottà, i senatori Giampaolo Vallardi e Sonia Fregolent, i consiglieri regionali Sonia Brescacin e Giampiero Possamai, il presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, il presidente di Coldiretti Giorgio Polegato, decine di sindaci e amministratori comunali, i rappresentanti del mondo civico e del volontariato del paese. Sul palco anche il giovane bibanese Matteo Del Puppo l'autore del video-parodia di "Soldi" di Mahmood, fresca di vittoria a Sanremo.

Sul prosecco, il Governatore ha invitato a trovare un equilibrio tra le ragioni della produzione e quelle della salute e del rispetto dell’ambiente, ribadendo i suoi punti fermi: no all’«odio sociale» verso i viticoltori, no alla piantumazione di vigneti in zone sensibili, basta agli impianti di glera, impegno verso una viticoltura sostenibile (discorso completo in calce).

Sull’autonomia Luca Zaia ha ricordato l’importanza di aver indetto il referendum del 2017, ha fatto cenno ai 4-5 punti della bozza di intesa su cui il Veneto non è d’accordo e ha rivendicato per la nostra Regione la gestione delle concessioni autostradali e delle sovrintendenze (discorso completo in calce).

Dal palco sono intervenuti, anche il sindaco di Godega Paola Guzzo, l’assessore all’Antica Fiera Paolo Attemandi, il presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, il parroco don Celestino che, come da tradizione, ha benedetto i presenti.
Le celebrazioni per l’inaugurazione dell’Antica Fiera sono proseguite con la visita delle autorità a tutti gli stand ed espositori in mostra.
Anche domani, domenica 3 marzo, secondo giorno di Antica Fiera di Godega, sarà ricco di appuntamenti. L’area fiera apre alle 8.30 e chiude alle 20.

Le dimostrazioni di cucina e le degustazioni al Salone Terra Nostra inizieranno già domani mattina presto. Alle 9.00 gli espositori del Salone “Terra Nostra” con i loro prodotti saranno presentati uno per uno dal giornalista enogastronomico Giampiero Rorato, curatore del Salone; seguirà alle 10.00 la presentazione e degustazione di pizzalonga con farine di grani antichi, preparata dal Campione del Mondo Angelo Silvestrini; alle 16.30 è prevista la degustazione del formaggio Montasio DOP a cura del Consorzio Tutela Formaggio Montasio.

Proseguiranno per tutto il giorno le attività ludico-didattiche con gli asini di Asinomondo e con i cavalli: i pony del Centro Ippico Articolo V, pronti per il battesimo della sella, i cavalli da tiro pesante rapido di Ass. Attacchi CAI TPR, i purosangue spagnoli di Cavallo&Company. Tutte e tre le compagnie offriranno spettacoli equestri in diversi momenti della giornata.
Tra le attrattive di quest’anno BiblioHUB e la Mostra degli Antichi Mestieri.
Rimangono attivi per tutti e tre i giorni i due punti di baby parking 0-10 anni, a cura di Mary Poppin’s House e I Tigrotti.

Nell’ambito della rassegna FuoriFiera, presso il Ristorante della Fiera, dalle 8 alle 10, sarà degustabile la “colazione contadina” con sbatudin al caffè o al marsala, pan buro e sucaro, trippe, pan e saeame. Dalle 11, lo spiedo misto. Su prenotazione: 327.4145141 (Luca).

L’Antica Fiera domani rimarrà aperta al pubblico fino alle 20, per poi riaprire lunedì mattina alle 800. Ingresso e libero e gratuito tutti e tre i giorni.


INTERVENTO PRESIDENTE LUCA ZAIA SU PROSECCO

«Il prosecco oggi è un valore per il territorio, son 540 milioni di bottiglie, è il vino a denominazione che fa la più grande produzione al mondo, supera lo champagne, cresce ancora anche a doppia cifra in giro per il mondo, è un vino facile, è un vino che se voi immaginate di avere la bacchetta magica e far sparire tutto ciò che è prosecco dal nostro territorio ci sarebbe desolazione soprattutto in agricoltura; in agricoltura quei due soldi che si fanno, si fanno con il vigneto oggi, oltre a tutto l’indotto. Se quelli del prosecco fossero “quattro sfigati” che non guadagnano soldi nessuno si preoccuperebbe di loro. In Veneto abbiamo 52 denominazioni di vini ma sembra che il prosecco sia la causa di tutti i mali. Ho l’impressione che un po’ di odio sociale di sia: siccome il mio vicino di casa sta facendo fortuna bisogna cominciare a “bombardare”. Chi fa prosecco ha una responsabilità pubblica, civica, che è quello di rispettare l’ambiente, il territorio e dare il buon esempio anche per quelli che non fanno bene, a loro deve essere riconosciuto questo ruolo, di indicare la via, e quindi di pensare a un agricoltura sempre più sostenibile. Ai cittadini di capire che non è che se il povero del paese diventa ricco allora quello è uno che ha rubato, molto probabilmente è uno che si è dato da fare, nessuno si ricorda dei contadini quando si spaccavano la schiena e non guadagnavano soldi, andate a vedere sulle colline le condizioni in cui lavorano questi agricoltori, ci vuole anche un po’ di rispetto per chi lavora. Ai produttori chiediamo un altro impegno: non piantate glera perché altrimenti vi rimane sulle piante. Evitate di far progetti di nuovi vigneti vicino alle case, vicino alle scuole, vicino agli asili, vicino agli ospedali perché andate a farvi male, è inutile poi che vi lamentiate perché nasce il comitato. Bisogna trovare una soluzione di equilibrio».



INTERVENTO PRESIDENTE LUCA ZAIA SU AUTONOMIA

«Intanto grazie. 2 milioni 328 mila voti al referendum del 22 ottobre 2017 vuol dire che il Veneto ha risposto bene. Qualche lazzarone diceva in quei giorni che io sbagliato a fare il referendum perché costava troppo ed era inutile, bastava scrivere una lettera a Roma. Invece ogni volta che vado a Roma a parlare di autonomia, vi sono stato anche l’altro giorno, dico sempre guardate che dietro di me ci sono 2 milioni 328 mila veneti che vogliono una risposta da voi, e allora li vedo preoccupati perché cominciano a pensare ai voti che perdono. Quello che ieri sembrava impossibile, oggi è possibile. Siamo partiti da un momento in cui sembrava impossibile fare il referendum; a quelli che oggi mi dicono che è impossibile ottenere l’autonomia dico: “Andate a leggere sui giornali quello che dicevano quanti non credevano che avremmo mai fatto il referendum”. Noi siamo veneti e siamo abituati alle fadighe e a far le battaglie. Siamo andati in Consiglio dei Ministri con una bozza di contratto da firmare con il Veneto, ci sono 4-5 punti sui quali non siamo assolutamente d’accordo. Noi vogliamo le concessioni autostradali, tanto per capirci. Se uno gira in Veneto, paga il pedaggio che resta in Veneto, non mi pare un’eresia, le strade sono nostre, il territorio è nostro, punto. E così come altre cose: le Sovrintendenze. Perché in Sicilia possono gestirsi le Sovrintendenze e quindi avere un progetto di tutela del loro patrimonio artistico e in Veneto no? Il progetto c’è, è giusto che vada in Parlamento e che ci sia il dibattito, alla fine dobbiamo arrivare “al vedo”. La Costituzione è chiara, noi non ci siamo inventati nulla: la Costituzione elenca le 23 materie che abbiamo chiesto e la Costituzione dice anche qual è la procedura. Alla fine si deve firmare l’intesa per l’autonomia, che è un contratto, come quello che ha firmato la Provincia autonoma di Trento nel 1972. Cosa sta accadendo di nuovo che adesso si vede timidamente? Abbiamo 20 regioni in Italia, 5 sono già autonome, ne restano 15; delle 15 12 hanno chiesto di avere l’autonomia, tre no: la Calabria, la Puglia e la Basilicata. Dodici più 5 fa 17: 17 regioni su 20 di questo Paese chiedono o hanno già l’autonomia. Come si può pensare, come qualcuno va a dire in giro, che l’autonomia non va data ai territori? Nei prossimi mesi questo sarà il dibattito, Mandiamo ogni anno 19 miliardi di euro di tasse a Roma, non vogliamo spaccare l’Italia, fare la secessione dei ricchi, tutte queste “scemenze” che leggo, ma vogliamo essere padroni a casa nostra, è giusto che governiamo a casa nostra. Dicono che non siamo in grado di gestire l’autonomia, però siamo in grado di curare 5 milioni di veneti e li curiamo bene. Se fosse un’unità di misura la qualità della sanità, noi dovremmo essere come il Brunei. Quando i veneti hanno qualcosa da gestire, guardate i nostri Comuni, noi lo facciamo bene perché quando mi dicono che autonomia significa “responsabilità” io rispondo con un motto veneto: “L’ocio del paron ingrasa el caval”».

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Ultimo aggiornamento: 20/05/2019 14:13