Mondo

Il Brasile e la Sovranità perduta

di Bontempi Gian Pietro

Secondo alcuni economisti, il Brasile diventerà un paese di poveri.
Sembra che nella storia scritta del Brasile, nessun presidente come l’attuale, abbia realizzato tante riforme in un periodo tanto breve. Tutto in uno spazio di circa dodici mesi. Ma perché tante riforme in un anno? Quali pressioni hanno indotto i nuovi parametri economici e sociali? In effetti, proprio in questi giorni, è stato elaborato un nuovo “Statuto del lavoro” che prevede la giornata lavorativa di dodici ore, la frammentazione delle ferie e un programma di “terzerizzazione”. Nello stesso tempo, si sono poste le basi per un piano di privatizzazioni che include la vendita di giacenze petrolifere, di materie prime, di aeroporti, di industrie meccaniche, chimiche e altro. Vaste regioni del territorio sono poste in vendita a Stati stranieri e l’Amazzonia sta diventando preda di alcune multinazionali interessate al commercio dei legnami, delle essenze vegetali e trafficano persino con il sangue degli indigeni. Altri provvedimenti saranno imposti con metodi coercitivi, senza peraltro il parere di studiosi o esperti, indipendenti dalla atutale amministrazione governativa. Bisogna dire che il Brasile aveva tutti i requisiti per diventare in breve, una delle più forti economie del mondo. In primis, per le illimitate risorse naturali. Per la produzione alimentare che già fornisce alimenti a varie parti del globo. Inoltre questo paese fa parte dei BRICS e collabora nel commercio internazionale con Cina, Russia,India e Africa del Sud. Questa gigantesca struttura avrebbe potuto nel 2020, controllare quasi il cinquanta per cento del commercio mondiale. Con il consolidamento dei BRICS, sarebbe stata diffusa una nuova moneta comune che avrebbe indebolito il valore del dollaro americano. A questo punto il governo americano non poteva rimanere inerte e rinunciare alla propria egemonia commerciale e finanziaria. Doveva al più presto intervenire per invertire la crescita economica e sociale del Brasile. Pertanto, nello scorso 2016, la CIA americana appoggiò un golpe che destituì la legittima presidente Dilma Rousseff, continuando nella destabilizzazione del paese; opera iniziata ancora quindici anni fa, con le intercettazioni telefoniche e web, con il controllo della pubblica informazione, dei conti correnti, dei movimento dei capitali, appoggiando i partiti dell’ opposizione e una parte del sistema giudiziario. L’obiettivo era quello di impedire lo sviluppo di un paese dove la classe media stava crescendo, la povertà era in via di estinzione e i ricchi aumentavano le proprie risorse. Dove i poveri potevano pranzare e cenare con cibo a volontà in locande e ristoranti. Dove i più ricchi potevano permettersi di comprarsi una casa a Los Angeles o alcuni appartamenti a Miami. Necessitava ripristinare la relazione con l´FMI per nuove erogazioni di crediti, con il pagamento di nuovi tassi di interesse. (Relazione che fu interrotta dall’ex Presidente Inácio Lula da Silva, qualche anno dopo la sua elezione). Serviva insomma uno strumento per bloccare la crescita del Brasile e dare accesso alle compagnie nord americane allo sfruttamento delle risorse naturali e specialmente alla riserva di petrolio del Pré –Sal. Lo strumento si chiamò “Golpe” di Stato. In questa circostanza Michel Temer assunse la presidenza. Il Presidente in carica, Temer, fu costretto a dare al Brasile una nuovo profilo politico e innanzitutto, una nuova linea filo-americana. Se questo non fosse accaduto, gli Stati Uniti avrebbero imposto delle sanzioni economiche come dazi, imposte sulle importazioni o addirittura l’embargo dei beni commerciali. Gli americani avrebbero fatto quello che fecero in Cuba con un prolungato embargo della durata di cinquant’anni. Avrebbero usato le stesse sanzioni che trasformano tuttora il Venezuela, il maggior produttore mondiale di petrolio, in un paese che non ha accesso al mercato Internazionale e non può importare quanto necessita alla sua industria. Concludendo, Il Presidente Temer, nonostante venga accusato di riforme impopolari, imposte in modo coercitivo, fu indotto a realizzare una differente politica economica e sociale per soddisfare gli Yankees e evitare quindi, quanto di peggio poteva accadere nel suo paese. E tutto questo, a causa della ingordigia e dell’ egoismo del neo-colonialismo nord americano.

Gian Pietro Bontempi
Professore e Giornalista indipendente


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Ultimo aggiornamento: 18/07/2019 18:28