Mondo

Brasile in "Offerta Speciale"

di Gian Pietro Bontempi

Senza alcun caso precedente nella Storia e Vittima di un’ Estorsione Internazionale.
Anche le persone meno informate ora riescono a comprendere il piano internazionale che nel 2016, attraverso un golpe di Stato, ha destituito la legittima presidente del Brasile, Dilma Rousseff. Episodio, frutto di una congiura nell’ambito del governo, con il sostegno degli Stati Uniti. Di fatto, il progetto di neo colonizzazione nord americana, contemplava la distruzione della economia del Brasile; paese trainante nello sviluppo sociale e economico di tutto il continente Latino Americano. Prima fase del piano Internazionale, che avrebbe dato seguito a una vera e propria occupazione coloniale. Quello appunto, che in questo momento si sta realizzando. Alienazione di beni pubblici, indiscriminata vendita di vastissimi territori, e innanzitutto, la cessione di beni essenziali per il paese come il petrolio, la produzione di energia elettrica e perfino dell’acqua potabile, a multinazionali straniere. Lo scorso 30 maggio,2018, la vendita all’asta della riserva di greggio del Prè-sal, ha consegnato a società straniere il 90 per cento della riserva nazionale: 30 per cento a Shell, 35 per cento a Total, 25 per cento a Repsol-Sinopec. Solamente il 10 per cento è rimasto di proprietà della brasiliana Petrobras. Come i precedenti governi avevano determinato, la vendita del greggio avrebbe dovuto beneficiare il sistema scolastico e la cultura in generale, la ricerca scientifica e indispensabili attività sociali. Non sappiamo invece come saranno investiti i circa sei miliardi di dollari, frutto della cessione del Prè-sal. Valore molto inferiore al valore reale della riserva che si stima in oltre tre miliardi di barili, di ottima qualità e di facile accesso. Bisogna sapere che per evitare la legge referente all’alienazione dei beni pubblici, dove la vendita inferiore al prezzo di mercato era proibita, il senato ha approvato in fretta, un decreto che autorizzava il governo a vendere in asta Internazionale la riserva di petrolio, ma con uno sconto inferiore del 90 per cento. Un vero e proprio vandalismo contro l´economia e un´ offesa alla sovranità nazionale. Come la vendita alla Banca Mondiale di tre milioni di ettari di foresta Amazzonica al prezzo irrisorio e simbolico di 60 reais a ettaro (circa 16 USD). Territorio in prossimità del confine con Venezuela e Colombia. Anche il bacino acquifero del Guaranì sarà venduto alle multinazionali dell’ acqua minerale e già alcune comunità del Mato Grosso lamentano la scarsità delle sorgenti dovuta alla produzione commerciale della Coca Cola. La società Embraer è già stata ceduta alla Boing americana, all’ ottanta per cento. Come si può osservare non si tratta di privatizzazioni, con le tradizionali quote del 51 per cento alla parte pubblica e il 49 per cento ai privati; si tratta di illegittime donazioni o perlomeno di vendite scandalose. In programma anche la vendita della produzione e della distribuzione di energia elettrica. Probabilmente l’energia elettrica sarà presto nelle mani di una società europea. Un danno enorme per la sicurezza del paese. Un rischio per l´indipendenza del Brasile che sussiste in base al possesso di fonti energetiche e al controllo di questi beni. Infine, Banca Mondiale e FMI stanno vigilando sull'economia nazionale, pronte a concedere prestiti bilionari. Ma alla condizione che il governo rispetti le direttive economiche, controlli la spesa pubblica, realizzi le privatizzazioni, conceda immunità diplomatica ai funzionari nord americani e innanzitutto, dia garanzie sulla devoluzione del prestito, con i dovuti interessi. Altro pericolo può essere rappresentato da contingenti dell’ esercito americano e di nazioni europee che potrebbero installarsi sul territorio nazionale per difendere petrolio e altre ricchezze, così come avviene tuttora in Medio Oriente e in alcune regioni dell'Africa.
Gian Pietro Bontempi- Giornalista Indipendente-Corrispondente dal Brasile-

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Ultimo aggiornamento: 13/10/2019 22:30