Cultura, Opitergino Mott.

Se non è pan bagnato...

di Norman Zoia

Mica è detto che sia semplice zuppa! Perlomeno non sempre. Prendiamo per esempio una ricetta trevigiana ormai mezza millenaria, proprio come l’Apparizione della Beata Vergine qui a Motta. Ci riferiamo alla sópa coàda, pietanza povera da prepararsi col piccione, allora specie non protetta, facilmente reperibile sia allo stato selvatico sia nell’ambito domestico. Ma ecco che ai margini del Veneto orientale, nella città dei due fiumi, legata al suo essere prediletta della Serenissima e di conseguenza forse meno costretta alla parsimonia, la variante prevedeva invece l’utilizzo del pollo, della gallina o del cappone. Riproponendo questa speciale rilettura la locandiera e chef Paola Disarò ha da sempre preparato il piatto, continuando la tradizione dello storico locale liventino. Lo farà ancora sabato prossimo, affiancando la proposta alle golosità autunnali con funghi e zucca, il tutto abbinato coi consueti vini del territorio, nobili e schietti. (Sopra, Paola & Chiara Disarò nella cucina a vista dell’albergo-ristorante in riva alla Livenzetta).

Motta di Livenza, chez Disarò, Riviera Scarpa 1 // 20 ottobre // Prenotazioni: 0422.280067

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Ultimo aggiornamento: 20/05/2019 14:13