Cultura, Opitergino Mott.

Fonte del porto

di Norman Zoia

MOTTA DI LIVENZA. Ci scuseranno Schulberg (autore del libro) ed Elia Kazan per la straordinaria rilettura cinematografica con Marlon Brando. In questo caso di porticciolo trattasi, ma così ben ricondotto a un’analisi evocatoria, tanto che il fronte si fa sorgente e noi, per dirla col poeta Sal Passarella, possiamo dolcemente perderci nell’onirico vago. Siamo nel cuore fluente del centro storico. Dal buio sullo scorcio in alto a destra si può indovinare la presenza della Castella, primo insediamento fortificato della vecchia Città dei due Fiumi. Rifulge invece nella notte la facciata dell’Eccellentissimo, raffinato luogo di convivialità, già dimora dell’antiquario Franchi, allora adolescente, e di là a qualche anno del maestro Nicorelli. Per la miglior riuscita dello scatto - opera di Carlo Verardo, qui sopra accanto all’immagine - è stato necessario posizionare il cavalletto sul ponte che unisce Piazzetta dei Grani alla Riviera Scarpa, proprio là dove Europa e Asia si toccavano. Vi ci sono passato l’altra sera, nel corso dei preparativi; non si vedeva quasi niente, ma l’occhio attento del fotografo e quello della sua strumentazione hanno colto e raccolto comunque il fuggevole attimo.

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Ultimo aggiornamento: 19/11/2018 09:47