Cultura, Opitergino Mott.

Uno sguardo sul ponte

di Norman Zoia

Capovolgendo in parte il punto di vista raccontato nel noto dramma di Arthur Miller possiamo anche in questo caso riferirci alla fotografia cruda e nostalgica di una delle tante facce lasciateci dalla grande guerra. Lo scatto qui sopra* è preso da pagina 135 del volume che Enrico Flora ha curato per Editoriale Programma contestualmente alle commemorazioni del centenario, con la prefazione di Emilio Del Bel Belluz. Un lungo lavoro di ricerca, denso di immagini d’epoca, supportato dai diari di Padre Ciganotto sull’occupazione austro-ungarica a Motta. Punto focale quell’otto novembre 1917 allorché, come recita l’occhiello di copertina, ci addormentammo italiani e ci svegliammo austriaci. Col sostegno di OndulKart e di Cedos. Col patrocinio della Città dei due Fiumi e di Laboratorio Livenza, l’associazione culturale presieduta dallo stesso Flora.

*Il ponte ricostruito dopo i bombardamenti per collegare Piazzetta dei Grani alla Riviera Scarpa. Tre le corsie: ai lati il doppio senso per i carri, al centro la passerella rialzata per i pedoni, dietro la quale si scorge lo storico Albergo Disarò. A destra, un piccolo scorcio di Palazzo Colussi-Buso affiancato alla dimora secentesca, lascito della Famiglia Giacomini, oggi sede della Biblioteca Civica (ph A.L.S.)

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Ultimo aggiornamento: 12/12/2018 18:16