Cultura, Opitergino Mott.

La guerra nelle frazioni

di Norman Zoia

Magari si fosse trattato invece della guerra vissuta e riproposta da Pergaud, ovvero quella dei bottoni! A ogni modo proseguono le presentazioni del volume che Enrico Flora ha redatto per ricordare l’invasione austro-ungarica nel centro storico di Motta e nelle sue frazioni per l’appunto. Ne abbiamo giusto riferito la settimana scorsa. Ci pare interessante un richiamo, collegandoci a una delle appendici in calce al libro, firmata dal prefatore Emilio Del Belluz. Lo scrittore liventino riporta fra l’altro uno stralcio narrativo del letterato Mario Puccini; vi si descrive la ritirata dei soldati italiani a Villanova dopo la rotta di Caporetto, uomini e ragazzi stanchi, sfiduciati, i volti segnati dalla fatica e dal tormento. La paura di finire in mani straniere era tanta, sottolinea Del Bel Belluz; c’era inoltre da lottare contro le malattie e la fame, contro il peggio che forse doveva ancora arrivare...

(Sopra, nella figura 52 da pagina 119: Villanova di Motta. Civili e soldati insieme davanti alla sede del Comando della Dodicesima "Infanterie Division" / ph A.L.S.)

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Ultimo aggiornamento: 12/12/2018 18:16