Cultura

Il lirismo politico di Seccafien

di Norman Zoia

Dopo la forma canzone (scritta, composta ed eseguita), dopo il verso e e la prosa segmentata, la ricerca saggistica, il fumetto e l’estro al servizio del sociale, Giacomo Seccafien affronta il romanzo Lo fa col suo alter ego Jackeff Habibi, accompagnando le pagine dell’opera con una dozzina di brani alle stesse pagine riferiti. Una delle tracce del cd allegato al libro racconta di Talmud, il giudeo che già quattro millenni or sono si schierava apertamente dalla parte della donna, e lo faceva in quella parte del mondo dove ancora oggi le pari opportunità lasciano molto a desiderare; di questo e delle sante lacrime femminili si parla anche nel video che apre il lavoro dell’autore veneziano, presentato in anteprima con un evento in rete il prossimo 15 gennaio, ventiquattro ore di fila. (Sopra, Debora Gusson «Selma la Strega» nel ruolo di odalisca in scala di grigi, ripresa da Marco Sharko Pasqual, da un frame del girato). Una narrazione orbicolare alle soglie del 2020 dove gli ultimi son sempre più emarginati, a dispetto di un ostentato cattolicesimo delle classi medio alte; contestualmente a una storia d’amore fra due infermiere che si svolge tra Chioggia, San Donà di Piave e Padova, città cui è dedicata una delle intense ballads abbinate al volume.

Jackeff Habibi / Lo stagno, l’angelo e la neve nera / Logopeditore // 100 pagine in formato doppio

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Ultimo aggiornamento: 18/03/2019 21:19