Cultura

Dik Dik Picnic

di Norman Zoia

Un’immagine (qui sopra) che parla di campeggio, boy scout, déjeuner sur l'herbe. Che richiama il vecchio sogno americano e passeggiate a piedi nudi nel parco. Che ricorda quella libellula inseguita da Battisti in un prato, forse lo stesso prato lombardo dove Pietruccio Montalbetti, amico storico di Lucio, raccogliendo l’invito di alcuni presidi di scuola media, ha cantato e raccontato le sue avventure di viaggio. Viaggio di un poeta (composizione di Riccardo Zara e Maurizio Vandelli), giusto per stare in tema con una delle innumerevoli hit con le quali i Dik Dik hanno costellato la storia della canzone italiana degli ultimi undici lustri. Uno speciale picnic nel quale è la musica giustappunto a esser cibo per l’anima; senza tralasciare altre narrazioni ovvero quelle che Pietruccio, con immancabile copricapo d’ordinanza, ha poi messo nero su bianco in cinque libri: soffermandosi nelle Ande argentine, tra gli indios dell’Amazzonia, scalando il Kilimangiaro, girovagando per la nativa via Stendhal in quel di Milano o scorribandando sui barconi che trasportavano la sabbia dal Ticino a Porta Genova, talvolta insieme al giovane e ancor sconosciuto autore di Dolce di giorno, Vendo casa, Il vento e tantissimi altri pezzi scritti per lui, Lallo & Co, colonna sonora evergreen oltre ogni scarto generazionale.

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Ultimo aggiornamento: 20/05/2019 18:10