Cultura

Ottavi di finale

di Norman Zoia

E non per caso. Se mai più neri dei tasti di un pianoforte, fra quei quarti di tono (perfino ulteriormente dimezzati) che dai diesis o dai bemolle scendono o s’inerpicano fino alla nota piena. Un po’ come fa l’armonica a bocca o l’alterazione a mezzo slide da una Gibson nuova di pacca per inseguire del buon vecchio blues; un po’ come le particolari svisate, vocali e strumentali, nel muto canto mediorientale. In dirittura di certi accordi, eccedenti o diminuiti, che l’orecchio assoluto di Ciro Caravano (qui sopra col Coro Pop di Salerno da lui diretto) percepisce al meglio declinandoli poi all’istante. Pertanto altro che quarti di finale! Ben oltre. Qua siamo alla serata conclusiva dei Grammy, sul gradino più alto di un mondiale della Musica, medaglia d’oro nella disciplina cara a Euterpe. Con uno sguardo sonoro che abbraccia tutte le Muse.

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Ultimo aggiornamento: 23/04/2019 08:27