Cultura, Opitergino Mott.

Requiem alla gioia

di Norman Zoia

Organista, compositore, Kappelmeister, librettista, direttore teatrale. Figlio di Domino Pietro, grossista di granaglie, e di Madama Catterina Gottardi, Andrea Luca Luchesi nasce a Motta di Livenza il 23 maggio 1741 alle tre di notte; la sua casa, demolita in seguito all’alluvione del 1966, si trovava di fronte al Municipio e adiacente il vecchio Stallo. Discende dai nobili Lucchesi ma a venticinque anni rinuncia alla doppia ci e con il nom de plume Luchesi firma l’opera d’esordio L’isola della fortuna al Teatro di corte di Vienna (l’opera sarà poi replicata a Venezia e Lisbona). Mozart rimase talmente conquistato da un suo concerto al punto da farlo in qualche modo suo. Sembra che anche Haydn abbia utilizzato per suoi lavori alcuni passaggi del nostro illustre concittadino. E addirittura il geniale Beethoven (allievo di Luchesi) avrebbe inserito una breve sequenza del maestro liventino nel celebre Inno alla Gioia. Considerazioni queste, ben argomentate nel volume «Andrea Luchesi / L’ora della verità» che Giorgio Taboga ha dedicato a un inappuntabile creatore di armonie troppo a lungo dimenticato dai posteri. Non sembri così irriverente il fatto che talune partiture firmate da Mozart, Beethoven e Hayd (un Requiem, un Inno e qualche altra aria) contengano particolari passaggi, specie discendenti, riconducibili alla cifra stilistica dello stesso Luchesi. Lunghe ricerche storiografiche e attenti esami grafologici hanno portato a un sacrosanto impegno di Taboga per la riattribuzione delle suddette opere; sostenuto in prima battuta dalla responsabile della biblioteca estense Alessandra Chiarelli e dal direttore d’orchestra Agostino Granzotto il quale ha trascritto e revisionato le composizioni in questione. Ora, la città che gli ha dato i natali, allora prediletta della Serenissima, celebra Luchesi con la prima edizione di un Festival. Lo fa nell’ultimo fine settimana di giugno con un duplice omaggio: sabato 29 in Duomo grazie al Coro a lui intitolato e il giorno dopo in piazza con l’Orchestra di fiati della Livenza. Entrambi gli appuntamenti sono in programma alle 20.45 con ingresso libero. Il tutto organizzato da Fondazione Giacomini in collaborazione con l’assessorato alla cultura. Interventi di Renzo Toffoli, curatore del fondo Granzotto. La Compagnia della Caneva leggerà brani di Enrico Flora, Agostino Taboga e del sottoscritto.

(Sopra: un personale doppio ritratto, pittorico e letterario, ispirato al maestro, nato nello stesso giorno e nello stesso mese di mio padre e alla stessa ora di mia figlia)

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Ultimo aggiornamento: 18/08/2019 16:53