Cultura

Moonight

di Norman Zoia

Appollaiato con la dodici corde sul dondolo di una piccola pensione a Riccione. Lavorando su un’idea di Chano Franchi avevo appena ultimato Suite per Brian Jones, quasi sette minuti di canzone dedicata al polistrumentista fondatore degli Stones venuto tragicamente a mancare, forse assassinato, qualche settimana prima (una ballata che avrei eseguito di lì a pochi mesi in uno dei grandi spettacoli off di Geri Palamara, maestro di plexidiane, blue holes, isole transtemporali e altrorealismo). Mi trovavo da quelle parti insieme al referente e responsabile Roberto Landini contestualmente alla promozione della nuova batteria Hollywood 2000 messa sul mercato dalla Meazzi. L’avevamo fatta provare un po’ in tutta la zona: alla Locanda del Lupo di Mulazzani a Miramare (New Trolls, Mal, Mario Tessuto, Patrick Samson Set, Al Bano) o all’Altro Mondo (Battisti e la Formula Tre, ospite d’eccezione l’annunciatrice Mariolina Cannuli; ricordo con affetto il drummer del trio Tony Cicco il quale mi regalò dei suoi calzoncini da bagno), passando da Misano o dall’Eden Rock di Gabicce Monte (Caterina Caselli, Dik Dik, Don Backy coi suoi Fuggiaschi), perfino allo stadio di Rimini durante un concerto di Celentano insieme a Jack La Cayenne... Ma quella sera la musica veniva in seconda battuta, compreso il provocante successo della stagione sussurrato dalla coppia Jane Birkin-Serge Gainsbourg. Aspettavo con crescente trepidazione, come milioni e milioni di occhi in tutto il pianeta, il momento magico in cui Armstrong avrebbe posato il piede sul remoto suolo selenico. Poco dopo le 22 ora italiana, Tito Stagno con Andrea Barbato da Roma e Ruggero Orlando da Houston ci avrebbero fatto vivere doppiamente l’attimo cruciale grazie a quella manciata di metri di scarto: Ha toccato! No, non ha toccato… Ripensandoci oggi, tutti siamo stati sulla luna. Con la fantasia, con la speranza, con i versi di Leopardi e Shakespeare, grazie a un intimo sogno ricorrente o seguendo per l’appunto la diretta di cinquant’anni fa, da quei televisori in bianco e nero che avevano però dentro tutti i colori. Quindi, alla faccia del complotto che descrive l’allunaggio come la più grande fake news della storia, noi là ci siamo stati eccome! Se mai l’unico cruccio è questo: pare che il primo uomo lassù abbia anche abbandonato i primi rifiuti spaziali. Eh già, nessuno è perfetto. Ci sarebbe da riflettere. Va beh... Ma che splendida gran notte di luna!

(Qui di seguito il link al brano compendiato nell’immagine sopra: https://www.youtube.com/watch?v=EtlWI7q1HrA Per chi volesse inoltre ascoltare lo scalcinato provino-omaggio a Brian Jones, basta cercare sul maledetto benedetto Tubo il canale Maridarbi)

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Ultimo aggiornamento: 18/08/2019 16:53