Friuli V.G.

La storia dei Bulfon di Anita Salvador

di Monia Anna Andri

San Martino di Codroipo, 22 luglio 2019  - “Spero che questa mia ricerca sui parenti Bulfon… permetta a chi porta questo cognome di approfondire la conoscenza delle proprie radici”.

L’opera edita a giugno presso Litografia Ponte-Talmassons.

Ecco dunque l’ultima fatica letteraria di Anita Salvador, “Una scrittrice contadina” e “una importante “messaggera”. Una scrittrice che è “onorata di raccontare”.


La presentazione è avvenuta nella splendida cornice della Canonica di S. Martino di Codroipo a pochi chilometri dalla storica Villa Manin di Passariano. Ad aprire la serata Don Plinio Donati e la Dott.ssa Tiziana Cividini.

Ed è proprio da qui che comincia il viaggio dialogando con l’autrice di fronte ad un pubblico particolarmente partecipe.

Le origini del paesino vengono esaustivamente relazionate dal dott. Gabriele Tonizzo. “A testimonianza della fama di Martino, il suo culto è attestato anche in Friuli… gli vennero dedicate numerose chiese, tra cui quella di un piccolo paese posto tra Codroipo e Varmo, nominato per l’appunto S. Martino.” E ancora un intreccio affascinante fra storia e tradizioni.

I Bulfon. Una famiglia che vive gli accadimenti quotidiani e che attraversa la Storia per arrivare fino ai tempi nostri. Si propaga oltralpe e oltreoceano. Dal manoscritto di don Guerrino Bulfon si evince che si tratta di una “Antica famiglia che trae la sua prima origine da Udine ove fu ascritta alla classe dei nobili”.

Questo libro inoltre conclude una trilogia con i Burba e I Salvador.

Un’opera certosina che oltre ai ricordi dell’autrice e alla documentazione, si è arricchita anche di costruttivi apporti di altre persone, come ad esempio, la storia dalle Grandi Case alla Filanda a Tarcento.

S. Martino. La vita in campagna allora non era sempre una festa! “Le famiglie di una volta erano per la maggior parte composte da braccianti agricoli. E a fine stagione non sempre riuscivano a far quadrare i conti con il padrone…una tradizione legata all’11 novembre era quella di fâ S. Martin, ovvero traslocare con un semplice “carro con sopra tutti gli averi della famiglia…”

Per la sua ricerca fondamentale è la figura di Domenico Bulfon del 1796.

Seguono numerosi personaggi che impreziosiscono la narrazione.

Come il ricordo della bisnonna Anute, gli aneddoti del rapporto del nonno Antonio con la Bibbia, le vicende di Maria, Teresa o l’umiliazione di Regina.

E poi il trionfo dell’amore per Ottavio Luigi e la sua morosa con una vita alle spalle da migranti o la moderna Caterina.

Il libro inoltre è accompagnato da splendide foto. Un’ esempio è l’immagine di Anna Maria, “nonna Anute”. La vediamo elegante dal piglio severo, “aveva…un bel portamento.” Qui “una ragazza, a sedici anni”.

Don Ermanno. E proprio durante la presentazione ha portato una toccante testimonianza diretta la sorella Gianna, in visita in Friuli. Da S. Martino poi in Canada, senza mai dimenticare la sua amata terra. Un legame che trapela anche dalle sue poesie come Il miò Paî o La mê cjase, volutamente riprese da Anita con altre nel suo libro.

Fra i Bulfon dunque anche consacrati, “nell’arco di 57 anni… 5…. In realtà tra i Bulfon del mio ramo, ci sono altri due parroci…”. E si chiede l’autrice “Le radici… partono da S. Martino. Che sia stato il santo di Tours ad illuminare la difficile e importante strada… che questi giovani Bulfon … hanno intrapreso?”

Ai lettori dedico le preziose parole di Don Plinio Donati, “sono stato accerchiato… dalle emozioni, per i ricordi di un tempo solo sfiorato, ma che mi riempie ancora di nostalgia” E il rimando è d’obbligo agli scrittori Bartolini, Giacomini e Turoldo.


Monia Andri


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