Friuli V.G.

Premiazione Concorso APPI

di Monia Andri

PREMIO APPI - CORDENONS 5 SETTEMBRE 2019

Premio Appi, X edizione. “Un anello fra passato e futuro.”

E’ Liana Tarussio di Tricesimo la vincitrice della decima edizione del Premio internazionale di poesia intitolato a “Renato Appi”.

Appi, indimenticato cantore della friulanità, poeta, scrittore, musicista, drammaturgo, già vicepresidente della Società filologica friulana e dell’Ente Friuli nel mondo. Evento organizzato dall’associazione Ciavedal, presieduta da Paolo Dalmazi, e dal Comune di Cordenons.

Tarussio ha partecipato al concorso con una poesia scritta dalla madre, recentemente scomparsa, Clorinda Menean dal titolo “Peneladis di marcjat” (Pennellate di mercato).

Due i secondi premi ex aequo che, in base alle indicazioni unanimi della giuria, hanno ottenuto lo stesso punteggio: Nicolina Ros di San Quirino con “Penac’us ta i Magrets” (Penac’us sui Magredi) e Aldo Rossi di Reana del Rojale con “Preiere di autun” (Preghiera d’autunno).

Tre, inoltre, le menzioni speciali: ad Anellina Colussi di Casarsa della Delizia con la poesia “La pavea” (La farfalla), Egle Taverna di Gorizia con “Il bearc” (Il cortile) e Giuseppe Mariuz di San Vito al Tagliamento con A Sanaa, in memoria di Sanaa Dafani, la diciottenne barbaramente uccisa dal padre il 15 settembre 2009 a Montereale Valcellina perché troppo “occidentale”.

Infine, quattro le segnalazioni che la giuria ha inteso attribuire alle composizioni di Francesco Indrigo (“Un puin di minuts prin”, “Un pugno di minuti prima”) di San Vito al Tagliamento, Enrico Maiero (“Pignarul”, “Falò”) di Tricesimo, Giacomo Vit (“Par ‘na pitura sculurida tal mur”, “Per una pittura sbiadita sul muro”) di Bagnarola di Sesto al Reghena e Maria Fanin (con “Scure le gnot”, “Buia la notte”) di San Giorgio di Nogaro.

Autori in marilenghe e sue sfumature. Poesie che trasmettono emozioni intense. Antiche sagge parole riecheggiano vivaci nei loro versi. Una ricercatezza fine di vocabolario.

Ottime qualità che hanno messo a dura prova la giuria così composta: presidente Mons. Luciano Padovese, i Componenti, Guglielmo Cevolin – Università di Udine, Eros Cisillino – ARLEF, Elio De Anna – Ciavedal e Famiglia Appi, e Silva Gardonio – Comune di Cordenons.

E' stato sottolineato inoltre che al concorso sono pervenute ben 146 poesie.

Ha presieduto anche la famiglia Appi che ha ricordato la dedizione dello scrittore per il suo operato “si sentiva la macchina da scrivere di notte o la mattina presto”.

Ha allietato inoltre la serata la Corale Cordenonese che ha proposto alcuni brani della tradizione tra cui l’immancabile “Al paèis pi biel del mondu”, musica e parole di Appi. A seguire grande performance del tenore Adriano Turrin, accompagnato dalla maestra Patrizia Avon con la celebre “Suspîr da l’anime”.

Numerose le autorità che hanno partecipato alla serata, con la giunta comunale quasi al completo guidata dal sindaco Andrea Delle Vedove, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e i rappresentanti di Efasce, Arlef, Friuli nel mondo, Società filologica friulana, Bcc e Università di Udine. A presentare la serata, Fabio Scaramucci.

L’appuntamento è per la prossima edizione, con l’impegno di riuscire a coinvolgere sempre più le giovani generazioni affinché la lingua friulana e le sue varianti, tra cui si annovera il folpo cordenonese, possano essere conosciute e parlate ancora.

In quest'ottica è stata proposta anche una possibile collaborazione con la “Catalogna”, Comunità con una particolare attenzione alla politica linguistica, con il “Venezuela e i nostri emigranti”.

Monia Andri


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