Mondo, Cultura

Great Greta

di Norman Zoia

Greta Thunberg, insieme ai sempre più numerosi ragazzi che quasi ovunque la seguono, contribuirà a salvare forse anche i figli di quanti oggi puntano il dito contro di lei insultandola, guardandoselo compiaciuti quel dito, dimenticandosi giocoforza della luna. E della terra. Tra questi cosiddetti haters ci sono purtroppo noti miracolati, come per esempio la cantante Rita Pavone in odor di sovranismo, la giornalista e saggista (mica tanto saggia nel caso) Maria Giovanna Maglie e il pluridirettore Vittorio Feltri dai ragionamenti talvolta un po’ infeltriti; giusto per restare in casa nostra e non scomodare il presidente Trump l’oeil che invece, a dispetto di un auspicabile colpo d’occhio, la nostra eroina l’ha tronfiamente ignorata in diretta tivù. Il fatto è che lei ha sgretolato tutte le nostre scuse più improbabili. Pertanto non lasciamo domani un’altra ipotetica Greta a immalinconirsi sul greto… sul greto di un fiume spossato dalle troppe secche o dalle troppe piene. Per quanto mi riguarda, cosa dire? Dovrei sentirmi africano visto che la Grande Adria, il continente perduto che ha dato origine alle meravigliose Alpi, si trova in pratica sotto i nostri piedi, dalla punta dello stivale alle tre Venezie. Sono nato nella Marca dove, dopo oltre trent’anni all’ombra della Madonnina, son tornato. Beh, la pianura padana è la zona più inquinata d’Europa. Strettamente al Veneto inoltre ci facciamo belli con le colline del prosecco patrimonio dell’Unesco ma la Regione negli ultimi due anni è quella che più ha cementificato il proprio territorio. Ed è proprio qui che fin dal vecchio millennio raccolgo rifiuti d’ogni genere davanti a casa. Certo coloro che li abbandonano non sono stati stregati da Greta, mannaggia!

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Ultimo aggiornamento: 11/12/2019 22:10