Cultura

Mezzogiorno di coprifuoco

di Norman Zoia

Dal rintocco delle dodici e fino all’una e mezza conviene starsene a casa. Se proprio si deve uscire, verificare che l’applicazione di riferimento sia attiva o portarsi almeno dietro una vecchia radiolina a transistor. Ché è l’ora dei Cervelli Veronesi... Non solo cuori quindi, sotto e sopra il verone immortalato dal Grande Bardo, ma altresì tutto ciò che è brainstorming mediato lungo il Tevere, risciacquato in Arno e infine risalito alle brumose rive atesine. Giovanni Veronesi e Massimo Cervelli da oltre un lustro danno vita in questa fascia oraria a uno spazio culturale e di intrattenimento davvero con i controcolori. Una strana coppia, tanto per citare due icone della cinematografia (Lemmon e Matthau), quella decima musa in cui Veronesi opera, al di là dei suoi calzanti e incalzanti monologhi. Monologhi che se ascoltati con attenzione sono meglio di interi anni di scuola, soprattutto non pallosi come taluni vaniloqui teatrali. Quelli del cineasta pratese hanno dentro la filosofia e la letteratura coniugate con saggezza e spontaneità al fascino del quotidiano. Cervelli così educatamente istituzionale, Veronesi così profondamente iconoclasta. IL primo che con la musica ci va a braccetto da tantissimi anni, il secondo, molto più esigente, che la musica per certi versi la ama, senza però farle sconti. Il programma, curato da Daria Ragazzini per la regia di Savino Bonito, che si avvale dei redattori Elisabetta Farina e Nino Giuliano, è un varietà sui generis con degli appuntamenti più o meno fissi. Nel giorno della luna assi degli sport perlopiù minori, in quello di marte le interpretazioni a chiave (ché chiamarle imitazioni sarebbe riduttivo) del superbo Max Tortora accompagnato al pianoforte dal maestro Scartocci; l’indomani è la volta di una splendida Margherita Buy, bellezza non sfacciata ma luminosa, colei che come la Magnani e Sordi interpreta sé stessa, pertanto è talmente credibile ed emozionale (sopra, tra i due conduttori); nel giorno sacro al padre degli Dei si parla della settima arte anche perché proprio il giovedì escono i film in sala, ospiti in studio registi e attori i quali dovranno inoltre giudicare il provino della settimana. Si chiude a sorpresa con l’Aphrodite Day, seguito dal meglio di il sabato dalle 11 alle 12. Da non dimenticare il padre di Basilicata coast to coast, ultimamente una presenza abbastanza assidua per via delle prove di Maledetti amici miei, una storia d’amicizia un po’ alla Germi-Monicelli, in prima serata ancora per tre puntate sempre sul 2 ma in tivù, insieme alla stessa Buy, a Rubini, Haber e al padrone di casa Veronesi. Parliamo naturalmente di un lucano predestinato, infatti quando era appena appena adolescente Scola dirigeva Mastroianni in uno sei suoi lavori forse meno noti: Permette? Rocco Papaleo. Malgrado un serio strappo muscolare Veronesi tornerà comunque domani in radio, magari per aggiungere al vecchio jingle di Ahi, la spalla... un bel Oh no, il polpaccio!. Solo su Radio duel / Non c’è duel senza trailer. Ché mica c’è solo il primo Spielberg. C’è pure lo sferzante compagno di Valeria Solarino. E se andiamo un po’ indietro, perfino Cervelli col quel defibrillatore difficoltoso da pronunciare.

Non è un paese per giovani // Rai Radio 2 // dal lunedì al venerdì a ora di pranzo

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Ultimo aggiornamento: 18/11/2019 17:37