Cultura

Il suono del colore e delle forme

di Norman Zoia

Vernici sonore di un breakformer. Era questo l’occhiello di Blues 3000, multiplo d’arte su impianto multimediale realizzato nel ‘98 dal sottoscritto. Allora le opere musicali venivano definite con gli standard di quelle pittoriche, sostituendo le misure bidimensionali con quelle canoniche della durata. Così un brano rock diveniva un autoritratto informale o un affresco notturno mentre magari una ballad tendeva a mostrarsi come nudo a sanguigna o gouache. L’autocitazione è motivata dalla mia appartenenza, seppur in secondo piano, al nuovo post spazialismo teorizzato dal caposcuola Vanni de' Conti (qui sopra il particolare da un suo omaggio a Nietzsche) grazie altresì a una riflessione filosofica di Alberto Re. Nel contesto dell’esposizione in Fiera sarà lui stesso, insieme a Lina Zenere della Galleria Studio Elle, a rappresentare la corrente ispirata a un dopo Fontana liquido. Stavolta la voce dei dipinti verrà decifrata da un’accorta lettura delle scansioni, una nota della scala diatonica per ogni pixel, il tutto ricondotto in un secondo tempo a un vero e proprio colorato concerto mediante adeguato arrangiamento.

Dal 15 al 19 novembre ad Arte Padova. Presentazione in anteprima nel corso della conferenza ufficiale in programma alle 16 nel giorno dell'inaugurazione.

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Ultimo aggiornamento: 18/11/2019 17:37