Cultura, Opitergino Mott.

Skating in the sky

di Norman Zoia

Per la serie rotelle & grandangoli. C’è chi ha un’appassionante predisposizione a cantare la propria città, che nel nostro caso è quella dei due fiumi e della Madonna dei Miracoli. A raccontarla, a suon di scatti ben diretti, è Carlo Verardo, figlio di questa terra e ad essa particolarmente legato. Ormai sono un must territoriale i suoi scorci del centro storico o della campagna circostante, così come la sua firma inconfondibile viene da qualche anno a rimarcare iniziative culturali o sportive e manifestazioni di piazza. Spesso correda le sue immagini con brevi commenti storici o di scienza naturale a seconda del soggetto fotografato, sia esso il dettaglio di un fiore o una pietra votiva. Talvolta si spinge anche più in là, postando per esempio integrali narrazioni dello scrittore liventino Del Bel Belluz, considerato soprattutto che questi, uomo d’altri tempi, non frequenta i social. E, a proposito della famigerata diceria dell’autore e di quel sacrosanto recupero credits, diamo pure a Cesare, ovvero a Carlo, ciò che gli spetta. Come in relazione alla doppia variazione monocromatica qui sopra: Motta vista dall’alto, introdotta dalla pattinatrice Sofia Lazzarotto poi andata a scintillare sul manifesto dell’Italian Show. Giusto così, a onor del vero. E del Verardo.

Ultimo aggiornamento: 26/09/2020 20:40