Cultura

Bèdda Poetry!

di Norman Zoia

«Un salto nella sconfinata solitudine / con occhiali da luna e cornamuse / in questo sabato del villaggio globale (Noi tutti curvi ed errabondi e marginali, dal far west ai versanti medio orientali)». Questo l’omaggio all’immenso Leopardi vergato dal sottoscritto nel 1971 e riportato oltre quarant’anni dopo a pagina 12 di «Passi perversi». Già sul finire dei favolosi sixty avevo a mio modo celebrato il genio letterario di Recanati contestualmente al sottofinale di una lunga ballata, affiancandolo ad altre figure di riferimento per la mia formazione artistica e spirituale, da Pasolini a Ginsberg passando per Dylan, Paganini, Gesù Cristo o la musa Euterpe. Quando sento recitare L’infinito mi commuovo sempre, anche quando in tivù passano, come da una settimana in qua grazie a un’iniziativa Rai-Mibact, 22 voci della musica d’autore italiana le quali si sono suddivise altrettanti frammenti dell’immortale opera. Volti e nomi non sono stati svelati, per lasciare l’intera scena al bicentenario dello strapopolare Idillio e al suo creatore; pare tuttavia abbastanza facile riconoscere perlomeno la Pausini, Zucchero, Renato Zero, Paolo Conte, Ligabue, Guccini… giù giù fino alla chiusura con Mina. Un’articolata quanto speciale maniera per concludere l’anno dedicato a quel dolce naufragar e a quell’ermo colle già, ahilui, inglobato sulla schiena stessa del maggior Poeta regalatoci dal nostro ottocento.

Ultimo aggiornamento: 26/09/2020 20:40