Cultura

Amarello Song Contest

di Norman Zoia

Un duetto amicale irresistibile, lungo un’intera settimana lavorativa, sul palco e dietro le quinte. Una complicità che viene da lontano, da quella spumeggiante fucina di mastro Cecchetto, la stessa dove si sono formati - per restare in tema Festival 2020 - anche Sabrina Salerno, Nicola Savino, Sandy Marton rievocato con un accenno di balletto dai magnifici due e Jovanotti in bicicletta rifugiato nel Perù. Insomma, dal vecchio amaretto di Saronno agli Amarello di Sanremo, possiamo certificare che la grande kermesse canora e spettacolare l’hanno vinta soprattutto loro. Al netto di Diodato il quale ha fatto man bassa di riconoscimenti, di Gabbani che sfiora la sua terza vittoria aggiudicandosi comunque per la seconda volta il TimMusic, del bronzo per gli outsider Pinguini, del Premio della Critica agli Eugenio in Via di Gioia, record per l’eliminazione più veloce di sempre (pochi minuti tra esibizione e televoto), sostenuti però via Twitter dal Molleggiato, del resto via Gluck e via Melchiorre Gioia sono entrambe a due passi dalla Stazione Centrale di Milano. Ma cosa resta poi ancora di questa settantesima edizione? Indubbiamente parecchia roba, in primis molte belle quanto variegate canzoni; altresì tanti momenti riflessivi o divertenti: la sregolata genialità di Morgan per esempio, l’eccelsa interpretazione di Tosca (una teatralità misurata e profonda al servizio di un brano, firmato da Pietro Cantarelli, premiato quale miglior composizione). Notevole la grinta della Pavone in gara, dei riuniti Ricchi e Poveri e di Tony Renis tra gli ospiti, quasi a voler rimarcare che la musa Euterpe dispensa elisir di eterna giovinezza. C’è stato inoltre il primo rombante twerking all’Ariston di una Lamborghini forse un po’ troppo su di carrozzeria. E via via l’intervento coraggioso di Benigni, il toccante monologo di Rula Jebreal (che si è avvalsa del sostegno letterario di uno speciale team capitanato da Selvaggia Lucarelli). E c’erano tre giganti: quello che piange nella commovente dedica alla figlia da parte di Paolo Jannacci, il protagonista del pezzo di Pelù e il superbo Duca Verde Achille Lauro. Disseminato in uno stuolo di nomi, spesso senza cognomi, ecco pure il discusso cantante mascherato che a sorpresa mostra la faccia da bravo ragazzo; chissà se lo farà pure Myss Keta? Nel complesso share travolgenti e abbonamento alle ore piccole. Ci dispiace solo per una, chiamiamola così, innomination, citando i Promessi Sposi. Forse due parole andavano spese per Giampiero Artegiani, coautore di Perdere l’amore riproposta da Ranieri in coppia con Ferro; il quale Artegiani, scomparso giusto un anno fa il 4 febbraio, stesso giorno d'inizio del Festival, aveva scritto musica e testo di quella Billy Blu battuta dall’Otto marzo di Tecla proprio nella Giornata mondiale contro bullismo e cyberbullismo.

(Sopra, Amadeus e Fiorello amici più di prima)

Ultimo aggiornamento: 24/05/2020 11:16