Cultura

Rockertracks

di Norman Zoia

Nove, come le muse, le tracce che scorrono lungo i solchi dell’ultimo lavoro firmato da un musicista di razza; così come scorrono direttamente in quel suo sangue blues, in un tragitto denso di riferimenti sociali e armonici passaggi. Giulio Kaliandro è singerwriter, strumentista, arrangiatore, produttore sulla piazza da oltre mezzo secolo, una Piazza San Rock attraversata da tante eccellenti collaborazioni, dai piccoli club ai palchi dei grandi raduni. In Non toccate i bambini (uscita ufficiale domani) la proposta è alquanto muscolare, sostenuta da una vena compositiva di prim’ordine e da lunga esperienza professionale. Brani cantati in italiano nei quali si sussegue un florilegio di lampi ascrivibili alla poesia melica, ovvero a quella melodia mediterranea che nulla ha da invidiare alle ballads di anglosassone fattura. Si parla di alienazione, riferita a tutti noi Bisonti in alto mare e di controllo mediatico. C’è il problema dell’avvelenamento ambientale (in particolare relativo all’ex Ilva di Taranto, città natale di Kaliandro) e il problema dell’infanzia negata raccontato in due pezzi: la title track e la rilettura di Gamines (già a suo tempo presentata da Pino Scotto in un duplice duetto, con Aida Cooper e AmbraMarie); in questa nuova incisione va rimarcato l’assolo di Andrea Braido che come una meteora ci piomba addosso quando il pezzo pare invece concluso. Da sottolineare anche quell’Assonometria che apre il disco e Gli amori più importanti, una sorta di toccante preghiera che affronta il tema degli affetti familiari e dell’introspezione. Per poi mettere l’accento su State attenti dove vengono tolti parecchi sassolini dalla scarpa (o, per meglio dire, dallo stivaletto); qui ce n’è per tutti, dai fighetti della musica preconfezionata a certi politicanti, a destra o a sinistra indifferentemente schierati. In scaletta altresì una favola, la traccia più lunga, Principessa, registrata in diretta al Moon Recording di Brugherio con la collaborazione di Maurizio Vandelli, il Principe dell’Equipe 84. Copertina semplice, contenuto molto articolato per un’opera che vede anche il mio sentito contributo letterario in quattro canzoni (le due dell’attacco, quella intermedia e quella che chiude il progetto inneggiando alla Ribeltà). Oltre al succitato Braido vi hanno suonato Luigi Schiavone, Ricky Belloni, Marco Pappolla, Antonello Balata, Daniele Perini, Cesare Capone (accreditato anche per la grafica) e Rocco Lanzo (coautore in Principessa). Registrato e mixato al Pappol Studio di Cernusco sul Naviglio per le edizioni Divinazione Music (tranne le tracce 2 e 6 rispettivamente Nar International e Nar / Mocchi), e distribuito da Terzo Millennio Records. Di Tarant nuestr e di Non toccate i bambini sono stati realizzati due video. Il ricavato, per espressa volontà dell’autore, sarà devoluto alla ricerca sul cancro.

(sopra, particolare elaborato da uno scatto di IsoSim 2018)

Ultimo aggiornamento: 10/08/2020 16:56