Cultura

Se contrappuntando...

di Norman Zoia

Quell’attacco in levare che colora di indolente amoreggiare e di immaginaria salsedine il capolavoro di Paoli. O quelle tre note tre, così ben alternate e congegnate nel gioco stesso che è la musica, in Metti una sera a cena. Per non parlare di quella partitura per due barattoli relativa alla canzone di Gianni Meccia (colui per il quale è stato coniato il termine cantautore), che pare abbia contribuito a salvare dal fallimento la storica casa discografica RCA. Non si contano i suoi impeccabili arrangiamenti leggeri per Mina, Morandi, Edoardo Vianello, i succitati Paoli e Meccia… Da non scordare inoltre le sue collaborazioni in campo jazzistico o la composizione a quattro mani con Roger Waters, basso, voce e mente dei Pink Floyd. E tutto questo non rappresenta che una produzione minore, quasi messa giù con la mano sinistra. A consegnarlo alla storia della disciplina cara a Euterpe e nel contempo a quella della decima musa è soprattutto quel fantastico mezzo migliaio di colonne sonore: melodie e armonie ormai classiche, tutte diverse eppur tutte altrettanto riconducibili a un estro che non ha eguali nel panorama contemporaneo. Così raffinato ma che ha sempre saputo toccare le corde più popolari, le sue arie sono per tutti, addetti ai lavori e profani. Un maestro che ha rivoluzionato il commento musicale dei western, dei gialli, dei film di costume e di denuncia. Una cifra espressiva sostenuta da un talento smisurato e da una altrettanto sconfinata preparazione tecnica. Ascoltare la sua opera è come avventurarsi oltre la siepe di Leopardi, è come inerpicarsi lungo il fraseggio che sale e sale e ancora sale in Se telefonando. Domani i giornali riporteranno un anomalo necrologio, redatto anticipatamente da lui stesso, a voler ribadire la sua natura schiva, il suo legame con ciò che più conta, dai figli alla compagna di una lunga vita densa di sacrificio e di grandi Premi. Se contrappuntando potessimo arrivare a un decimo della geniale eccellenza che ha contraddistinto Ennio Morricone, saremmo a cavallo. Magari uno di quei cavalli che galoppavano nelle pellicole di Sergio Leone, accompagnati da uno scacciapensieri, un fischio, un’ocarina, un gorgheggio lirico, un colpo di frusta, un ululato di coyote… insomma da tutte quelle originali trovate di un Musicista che ha saputo onorare la cultura italiana nel mondo.

Ultimo aggiornamento: 10/08/2020 16:56