Cultura, Opitergino Mott.

Arie di Lu' per un requiem alla gioia

di Norman Zoia

MOTTA DI LIVENZA. Andrea Luca Haydn? O fors'anche Wolfgang Van Luchesi?... Non sembri così irriverente. Il fatto è che talune partiture firmate da Mozart, Beethoven e Haydn (un requiem, un inno e qualche altra aria) contengono particolari passaggi, specie discendenti, riconducibili alla cifra espressiva dell'allora maestro di cappella a Bonn, il veneto Andrea Luca Luchesi. Questi grandi, insomma, avrebbero per certi versi attinto dal repertorio trascurato del musicista nato sulle rive del fiume caro alla Madonna dei Miracoli. Lunghe ricerche storiografiche e un attento esame grafologico hanno convinto il professor Giorgio Taboga a impegnarsi per la riattribuzione delle suddette opere. Sostenuto in prima battuta dalla responsabile musicale della biblioteca estense di Modena Alessandra Chiarelli e dal direttore d'orchestra Agostino Granzotto che ha trascritto e revisionato le composizioni in questione Taboga, con dedizione e ostinato furore, ha spinto la sua missione fino a colpire il cuore dell'ambiente accademico. Senza l'apporto appassionato dei suddetti studiosi e di quanti altri hanno poi preso a cuore la faccenda, chi saprebbe oggi, per esempio, che un grappolo di biscrome o giù di lì, scaturito dalla vis creativa del nostro conterraneo, sarebbe stato trasformato, magari inconsciamente, dal suo giovane allievo Ludwig nel contesto del tema centrale di quell'ode alla gioia divenuta altresì ufficiale Inno Europeo? Organista, compositore, kappellmeister e librettista Luchesi nasce nel 1741 - nella città che nel prossimo fine settimana lo ricorda con la seconda edizione di un Festival a lui dedicato - il 23 maggio (come mio padre) alle tre di notte (come mia figlia); forse anche grazie a questa doppia coincidenza ho pensato di omaggiarlo, tanti anni fa, con un ritratto dell'anima in bianco e blu: un'opera su tela presentata in anteprima a Milano nel contesto di tre eventi in suo onore, al Conservatorio, presso gli Amici del Loggione Alla scala e al Rock Planet. Ricordo con particolare commozione la registrazione di un Concerto in Basilica nei primi anni novanta, insieme all'allora assessore alla cultura, la compianta Barbara Grassato; si percepiva la presenza del Maestro tra le navate. Ripenso alla sua dimora natale, demolita in seguito all'alluvione del '66, situata nella piazza centrale, adiacente il vecchio Stallo (sopra, l'edificio al centro). Fa molto piacere, a cittadinanza e appassionati, che si continui a celebrare un nostro figlio tanto a lungo dimenticato. Grazie pertanto all'attuale assessore di riferimento Ilario Daneluzzi e al presidente della Fondazione Giacomini Stefano Ervas, il quale oltre a militare, insieme alla compagna, nell'orchestra sotto citata, si occupa di bestiame da latte, proprio come suggerisce la stessa immagine a corredo dell'articolo; quasi una quadratura del cerchio predisposta a coniugare materia e spirito. Nell'eco di una romanza che ondeggia lassù / Do Re Mi Fa Sol Lu'...

2° Festival Luchesi // Gruppo Vocale Gocce d'Armonia di Marostica / Sabato 25 luglio, Duomo di San Nicolò - Orchestra di Fiati della Livenza con Orkestrani, direzione di Walter Bonadè / Domenica 26 luglio, Parco Giacomini // Ingresso libero

Ultimo aggiornamento: 10/08/2020 16:56