Cultura

Carboni ardente

di Norman Zoia


E intanto Luca non sbaglia un disco, per citare gli esordi a proposito di Dustin Hoffman. Questa nuova pop song estiva messa a punto dal cantore di Mare mare ti entra dentro fin dal primo incontro, per conquistarti sempre un po’ di più a ogni ascolto successivo. Le sonorità mantengono il mood che lo caratterizza, specie autobiografico come in quel Luca lo stesso (scritto con Faini e Paradiso cinque anni fa), contrappuntando la dolce spensieratezza di una raggiante preadolescenza con una delicata malinconia di fondo. C’è l’ambivalenza della plastica, nella pistola giocattolo e nei bicchieri usa e getta; e quando il tormentone è squisitamente d’autore ecco che si affrontano temi dove il piombo di certi anni si mescola al miele di altri anni, più verdi e selvatici.

Un lampo di rossa luna / nel grigiore del porto (pare di vederlo Luca, maglietta lino e cotone, la chitarra adagiata fra le sartie, pronto a veleggiare in mezzo a nuove tempeste). Così lo omaggiavo nella mia raccolta lirica «passi perversi» in relazione a La mia isola, sua hit del 2006.

Ultimo aggiornamento: 22/09/2020 22:32