Cultura

Uccidersi dolcemente e rinascere

di Norman Zoia

Lirica. Visionaria. Autobiografica. Profonda. Originale. Malinconica autodistruzione che si fa salvifica. Davvero una canzone con i controcolori. I versi a chiusura del pezzo poi sono poesia pura, là dove l’uomo diviene tutt’uno con la natura cosmica che lo sovrasta. Una sostanziosa struttura melodica completamente rinnovata pur senza tradire la riconoscibile e immaginifica cifra espressiva che ha fin qui sorretto l’artista riminese. Dopo sette anni di compositivo silenzio ecco una song che a ogni successivo ascolto dà altri sussulti. A tratti quasi la versione post moderna del Meraviglioso testo scritto da Riccardo Pazzaglia per l’indimenticato Mimmo nazionale. Mi immedesimo per esempio in quella scena con l’ombrello che non si apre più ma che non viene buttato in quanto può tornare utile per tante differenti situazioni. E poi quella licenza fonetica, quegli scampoli di suono che spiovono dall’etimo per prenderti alla gola con una carezza: sipario, serramanico, acqua di fosso, bestemmie di marmo… parole come fleurs du Graal, così letterarie e altrettanto teatrali insieme, che ti sanno scavare dentro senza troppo ferirti. L’ennesima perla di Samuele Bersani sempre più in stato di grazia.

Qui in calce il link alla traccia di questo primo singolo tratto dall’album Cinema in un video pensato dall’amico Pacifico, sceneggiato, montato e diretto per Borotalco.Tv da Giacomo Triglia.

Ultimo aggiornamento: 27/11/2020 22:22