Cultura

Armoniosi acrobatismi

di Norman Zoia

Lui, con i tasti bianchi e neri, sa al meglio unire con garbo il popolare al divino. La grazia di lei tiene il filo dei temi prescelti dipanandoli diligentemente. Ma da dove viene un domatore di note come Bollani? Da quel Pianeta Fresco della generazione beat, dalla Guerra dei mondi di Welles o da un blue hole di galassie ferite? Dalle perdute stelle raccontate da Dante, Sorrenti, Bennato… e filmate da Kubrik o da altri remoti infiniti? Di certo ha frequentato il monte Elicona con le sue Muse, Euterpe in testa. E per fortuna è caduto qui, come il Duca Bianco, come il Messia di una musica a 366 gradi, una parte per ogni giorno di un ipotetico anno bisesto tuttavia non funesto; un anno che ci potrà regalare una valigetta con 24 ore di poesia melica in più, forse anche 25, per darci cioè quel solo spazio-attimo possibile di tregua interiore. Secondo Silvia Boschero - capitana radiofonica di lungo corso e giornalista musicale - gli andrebbe affidato il Festivalone nazionale. Magari in coppia con Bergonzoni, aggiungiamo; a quel punto la kermesse sanremese non sarebbe solo una messa cantata, diverrebbe altresì una messa a fuoco sull’essenza stessa di quella disciplina che fin dall’origine del mondo - giusto per citare Courbet - ci accompagna nel dolore e nella gioia. Intanto però se non altro ce lo possiamo godere all’ora di cena, insieme alla compagna Valentina, attrice, cantante e inappuntabile padrona di casa. Già il loro incontro di innamorati sguardi basterebbe per farne un programma vincente. Ci si libra invece inoltre tra sessioni di jazz e stralci di Mozart, immortali canzoni napoletane, folk piemontese, arie brasiliane, cantautorato storico, filastrocche per bambini (da quella nobile di Rodari musicata da Endrigo è per altro mutuato il titolo della trasmissione) e via ancora di questo passo. Il tutto condito da argute considerazioni e gustosi aneddoti (per esempio quello del brano preferito dalla figlia Frida, avuta con Petra Magoni, ulteriore portento della musica nuda; la quale Frida a soli due anni andava matta per il Dalla di Disperato erotico stomp, ecco!). Il format si svolge nella ricostruzione di un grande salotto poco paludato dove eppur si respira al ritmo di una cultura senza schemi preconcetti. Nelle ultime settimane ci son passati, per dire, da De Gregori a Capossela passando per Bosso, Silvestri, Finardi, Checco Zalone, Irene Grandi, Nico Gori, Luigi Lo Cascio, Anastasio, Thony, la Vanoni… Tutti gli ospiti sempre rigorosamente accompagnati al piano da Stefano Bollani che chiude poi la puntata immancabilmente in duetto con Valentina Cenni seduta sullo sgabello accanto a lui mentre vanno i titoli di coda.

Tulle le sere tranne il weekend sul terzo canale Rai alle venti e qualcosa, subito dopo Blob // Progetto firmato dalla succitata coppia insieme a Fosco D’Amelio, Giorgio Cappozzo, Rossella Rizzi; scritto con Mario Verdura e Francesca Talamo. Regia di Alessandro Tresa, fotografia di Antonio Scappatura. Una produzione Rai3 Ballandi (produttore esecutivo Rai: Rita Russomanno, produttore esecutivo Ballandi: Luca Catalano)

Ultimo aggiornamento: 20/04/2021 08:41