Cultura

Baia Desnuda

di Norman Zoia

Se la frazione destinata all’allattamento va preservata, almeno con delle stimolanti trasparenze, e se il lato B, in questo caso celato, può essere poesia fatta carne, è da sempre l’incrocio dei vagiti d’ogni razza il fulcro della storia umana. Proprio là sta il vero centro di gravità permanente, là convergono le pulsioni dell’intero universo e da là ripartono i singulti di nuova vita. Una modella di serie A sa come suggerire tutto questo con quella classe che non è acqua santa. Lo fa in tono quasi dimesso, defilata a bordo scena, con un atteggiamento apparentemente indifeso; tuttavia il messaggio è chiaro: io sono qua, virginale o cortigiana, pronta farmi prendere… ma solo con chi scelgo io, e solo se mi va, quando mi va. La posa di Francy Torino, fermata da uno tra gli innumerevoli obiettivi che l’hanno incrociata contestualmente ai suoi ricercati shooting, appare così calda e lucente davanti a uno sfondo marrone scurissimo, forse il colore più difficile da manovrare in pittura e nelle arti in genere. La controprova - come quella con cui Courbet ha immortalato l’origine del mondo su tela - di quanto possa essere complessamente elementare la quadratura delle orbite celesti e di rigeneranti speranze, fra le banchine di un porto franco dove tutti i nudi vengono al pettine.

Ultimo aggiornamento: 22/10/2021 08:46