Cultura

Meeting in the dark

di Norman Zoia

Un attacco secco. Col silenzio che piomba di colpo. Si apre così il primo romanzo di Omar Battiston, un passaggio alla prosodia dopo le raccolte liriche in rima baciata e gli aforismi. Se è vero che la vita è l’arte dell’incontro, poi l’incontro andrebbe anche raccontato. Battiston lo fa scavando nel profondo, cercando di coniugare il risvolto ironico insieme a quello liturgico. Rifacendoci al titolo mutuato da una vecchia hit di Springsteen, ecco che il romanzo si srotola nell’introspezione come una danza nel buio dove però la luce è là, dietro l’angolo, pronta a esplodere in tutta la sua calda meraviglia. L’io narrante si porta avanti, anche rispetto alla ritualità televisiva marzulliana come viene riportato a pagina 101, nel suo confronto con il Sempiterno. Un libro che, oltre a leggere, si ascolta, pur tra gli scampoli di quel silenzio - non solo d’ordinanza - irrinunciabile, come succede in ogni partitura musicale che si rispetti. Contestualmente a una vicenda che va chiudersi all’insegna di quel capoverso in più elaborato da ogni singolo lettore; di quell’impronta filosofica che va a sciogliersi nell’anagramma di un sinonimo con le stesse coordinate alfabetiche dell’autore friulano.

Omar Battiston, L’incontro // Albatros Editrice // 172 pagine, € 13,90 // 17 capitoli, prefazione a cura di Letterio Scopelliti, QRCode con audio-anteprima in quarta di copertina.

Ultimo aggiornamento: 22/10/2021 08:46