Cultura

Sim Sala Bim! E il programma sparisce

di Norman Zoia

Rai di tutto di più. Nel senso che se ne vedono e se ne sentono di cotte e di crude però. Dai sottotitoli, quasi sempre una presa in giro per gli ipovedenti (tranne che nelle vecchie pellicole, negli episodi de L’Ispettore Coliandro e in qualche altro sporadico caso) a quella diceria dell’autore che taglia i crediti di coda e perfino la canzone portante a chiusura di un film, interrompendo ex abrupto il filo della commozione. Per non parlare dei servizi sull’emergenza sanitaria privi di contradditorio, del volume che si alza di colpo contestualmente ad alcuni promo atti a catturarci anche mentre ci rechiamo in bagno o di quello strizzare l’occhio al gioco d’azzardo nascondendo poi il braccio, col sasso già tirato, dietro alle solite controindicazioni sulla dipendenza. E, dulcis in fundo - o in cauda venenum - taglia le ultime due puntate (su cinque) di Voglio essere un mago. La Rai meglio di Silvan. Fa sparire in un lampo lui, gli altri maghi e aspiranti tali con un’arrogante magia nera. Mancando di rispetto al succitato Silvan, a Raul Cremona, Eleonora Di Cocco, gli altri prestidigitatori, illusionisti, mentalisti, ai concorrenti e al pubblico. Praticamente meno di 400.000 telespettatori sono troppo pochi per la logica del business pubblicitario; e qui ci sarebbe da aprire una parentesi su quanto fasulla sia questa pochezza dei followers, visto che nel cast c’erano ben quattro influencers con milioni di seguaci (va da sé che tuttavia non seguivano). Comunque, al di là di ciò, ognuno di quei quasi quattrocentomila si è più o meno appassionato all’intreccio delle sfide tecniche e delle prove di sbarramento; a ognuno di loro viene trattenuta una rata del canone nella bolletta per l’energia elettrica (trovata luminosa di Messer Renzi); e ognuno di loro non è stato nemmeno avvertito. Pensare che per la comunicazione dei primi tempi Covid e ultimamente per il passaggio alla nuova tivù digitale ad alta definizione le varie reti di pertinenza non hanno certo lesinato in continue interruzioni battenti le quali, oltre a interrompere, hanno altresì rotto i cosiddetti. Altro che Mamma Rai! Se mai matrigna. Giusto per non dire mammana. (Sopra, Matilde Carioli, la più giovane tra i partecipanti al talent-reality soppresso senza tante cerimonie dai vertici della più grande azienda culturale del BelPaese. Tanto che quel dieci di cuori in primo piano si è trasformato in due di picche).

Ultimo aggiornamento: 01/12/2021 21:22