Treviso

Il ricordo a Bibano (Godega di Sant’Urbano) di Don Dionisio Ragazzon

di Monia Pin

GODEGA DI S.U. - Mi è capitato di fermarmi presso la Chiesa di Bibano, un po’ perché nutro per questo luogo una sorta di attrazione un po’ perché alla fine di una bella camminata una sosta ed una preghiera certo non fanno male.
 

Ed ecco che all’interno dell’edificio religioso, sulla sinistra è stata allestita una bella ed interessante mostra su Don Dionisio Ragazzon, sacerdote mancato nel 1982, indimenticabile parroco del quale anche mio padre conservava una viva memoria. 

Visto l’interesse e la cura con la quale sono stati esposti cimeli, libri, paramenti e soprattutto fotografie che ripercorrono la sua vita di sacerdote si comprende subito che seppe entrare nel cuore dei suoi parrocchiani grazie ad una semplicità e ad una capacità di esprimersi da raggiungere agevolmente ogni anima che si avvicinasse a lui.
 

Mi ha colpito la macchina da scrivere posta su di un banchetto insieme ad alcuni libri di preghiera, una Olivetti M40 sul quale si srotola ancora un foglio dove capeggia una frase che fa riflettere e non poco “Fratelli perdonate, perdonate sempre! Non solo a quelli che vi chiedono perdono, ma anche a quelli che non ve lo chiedono!”
 

Perdonare a volte risulta tanto difficile ed è un passo importante verso gli altri ma soprattutto nei confronti di sé stessi, una tappa fondamentale per continuare nella vita, ci insegna a non serbare rancori e convogliare la rabbia o l’acredine verso qualcuno in un’energia che possa portare a qualcosa di costruttivo, verso opere di bene atte ad invogliare anche gli altri verso la costruzione di una società migliore. E deve averne portato molto di bene Don Dionisio, tanto che molti si stanno adoperando per onorarne la figura, cercando foto, documenti, testimonianze che possano trasmettere alle generazioni presenti e future il suo passaggio e l’eredità dell’amore che ha dato e lasciato ai suoi parrocchiani.

Colpisce la cronologia che segna i vari passaggi della sua vita terrena, le tappe di un’esistenza che tra l’altro lo ha visto ricevere gli ordini minori di accolito ed esorcista nel 1940, come altrettanto significativo è il manifesto che ci dice chi era quest’uomo e questo pastore, elencando le sue doti tra cui spicca quella di predicatore eccezionale in quanto le sue omelie lasciavano sempre il segno.

Perciò se siete del luogo ed avete foto o quant’altro riguardi Don Dionisio o vi troviate anche per pochi minuti a passare davanti alla chiesa di Bibano non perdete l’occasione di conoscere una personalità così ricca di umanità e così disponibile verso il prossimo, un sacerdote che quasi sembra essere stato un padre per la parrocchia di Bibano tanto è l’affetto che a distanza di quarant’anni le persone dimostrano ed esprimono, raccontando aneddoti, ricordi, con gli occhi un po’ lucidi e l’aria commossa di chi non ha dimenticato una figura emblematica che ha lasciato tracce indelebili nei cuori e nelle anime di chi lo ha conosciuto. In parrocchia cercano ancora qualsiasi testimonianze riguardi Don Dionisio, troverete all’interno ogni nominativo e recapito delle persone che si stanno occupando di questa interessante iniziativa e raccolta di informazioni ai quali potrete rivolgervi.
 

A volte i nostri paesi si possono conoscere attraverso le opere d’arte, gli edifici storici, i percorsi naturalistici, ma capita che una località rechi impresso ancora il segno di personalità eccezionali che qui hanno vissuto donando sé stessi interamente alla comunità, e questo è uno di questi ultimi casi. 

Don Dionisio Ragazzon non lascerà mai Bibano di Godega di Sant’Urbano perché la memoria del cuore si sa è eterna, come il ricordo di chi ha dedicato la propria vita al benessere e alla gioia dei propri concittadini e parrocchiani. E ogni persona qui fa di tutto perché Don Dionisio non sia dimenticato, ma anzi resti e sopravviva come esempio di buon pastore che ha saputo comprendere, accogliere e coinvolgere tutti nell’essere comunità viva, cosa di cui ora abbiamo estremo bisogno per ripartire e sentirci di nuovo una società consapevole, forte e viva.


Monia Pin

Ultimo aggiornamento: 18/05/2022 16:09