Italia, Politica, Belluno

Intervista all’on. De Carlo, segretario della Commissione Agricoltura

di Alberta Belussi

Luca De Carlo, sindaco di Calalzo al terzo mandato e deputato di Fratelli d’Italia da giugno 2018 eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione di Veneto 1. Lei è stato anche assegnato il ruolo di segretario della Commissione Agricoltura.
Cogliamo l’occasione di questa intervista per fare un po’ il punto del mondo agricolo italiano e in particolar modo di quello veneto che, nelle ultime elezioni politiche, gli ha dato la fiducia a rappresentarlo. Nella sua attività politica, di cui apprezziamo la sua presenza oltre il 90% delle sedute parlamentari, si possono trovare davvero un gran numero di interrogazioni, mozioni, proposte di legge e interventi a favore del mondo agricolo. Ma alle persone comuni, credo interessi capire, che si fa nelle commissioni parlamentari, cogliamo l’occasione per chiederlo a lei.

Quali sono le battaglie che come parlamentare ha portato avanti nella Commissione Agricoltura di cui è segretario?
In questo anno e mezzo di legislatura le battaglie più importanti sono sicuramente la mozione sui dazi, la mozione sui fitofarmaci, sul lupo, sui prodotti semaforo, sui prodotti a Km 0 e sul biologico.

1 - mozione unitaria sul corretto uso dei fitofarmaci votata all’unanimità.
Siamo riusciti a far adottare al Governo una mozione che ha vari punti che sono importanti nell’ottica di una riduzione dell’uso dei pesticidi e di un uso consapevole che coinvolga i vari attori di una comunità e di uno Stato. Nella mozione lo stato si impegna nei seguenti 6 punti:
1) ad adottare iniziative per finanziare un programma di ricerca di lungo periodo che consenta di avere i dati sperimentali necessari, perché le società produttrici di prodotti fitosanitari abbiano interesse a registrare nuove molecole a basso impatto ambientale e per la salute umana, anche di origine naturale;
2) a richiedere, in sede europea, una maggiore trasparenza nelle procedure di autorizzazione dei prodotti fitosanitari, anche mediante l'adozione di un registro pubblico che renda accessibili i dati degli studi sperimentali effettuati per la registrazione dei fitofarmaci;
3) a porre in essere iniziative volte a sostenere la promozione dei consistenti controlli di qualità a cui sono sottoposti i prodotti italiani, garanzia di qualità a paragone delle altre filiere agroalimentari europee, nel quadro di una promozione del settore agroalimentare italiano e del sistema del made in Italy che contempli efficaci controlli sull'uso dei prodotti fitosanitari;
4) ad assumere iniziative volte a rafforzare e potenziare i controlli nell'ottica di una maggiore tutela del consumatore finale;
5) ad assumere decisioni volte alla tutela del cittadino, nella piena considerazione delle più evolute conoscenze scientifiche disponibili, basandosi su pareri di autorità preposte e prendendo le distanze da possibili influenze ideologiche;
6) a rafforzare ulteriormente i controlli sui prodotti di importazione per tutelare la filiera produttiva e garantire alti standard di qualità.

2- mozione sui dazi
“Il volume di esportazioni verso gli Usa del comparto agroalimentare italiano ammontano a circa 4 miliardi di euro; l'Organizzazione mondiale del commercio ha autorizzato gli Usa ad apporre dazi su merci di provenienza europea per 7,5 miliardi di euro; i dazi sono applicati in ritorsione per l’affair Air Bus che coinvolge Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna; nonostante l'Italia sia assolutamente estranea alle infrazioni commesse dagli Stati europei sopracitati. I dazi del 25 per cento a carico dei prodotti europei colpiscono i prodotti di eccellenza italiana di derivazione lattiero casearia come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Gorgonzola, i salumi come il salame e la mortadella ma anche i prodotti del mare come crostacei, molluschi agrumi o i succhi e liquori, amari e il limoncello che costeranno alle aziende italiane circa 500 milioni di euro. In questo comparto alimentare made in Italy ha registrato una crescita dell'8,3 per cento nei primi 8 mesi del 2019 nonostante i prodotti italiani abbiano subito la concorrenza sleale dell’italian sounding per un valore di oltre 24 miliardi di euro. La mozione ha impegnato il Governo ad adottare iniziative in sede europea affinché sia assunta la gestione della crisi con un intervento decisivo volto a scongiurare le perdite economiche conseguenti dall'imposizione dei dazi anche sui prodotti agroalimentari italiani; ad adottare iniziative per attivare un fondo rischi europeo con una dotazione straordinaria volto all'assorbimento delle perdite economiche a carico del settore agroalimentare italiano del tutto estraneo al contenzioso che ha generato l'applicazione dei dazi in questione; ad avviare una contrattazione con le autorità statunitensi circa la revisione del provvedimento in direzione favorevole al mercato italiano, con particolare riferimento al settore agroalimentare, al fine di evitare che a pagare la compensazione siano indistintamente tutti gli Stati membri dell'Unione europea piuttosto che i Paesi coinvolti nel contenzioso Air Bus e, più in generale, affinché sia applicato sempre un criterio di giustizia diretta e sanzionatoria coerente con le responsabilità nei fatti scatenanti.

3 - mozione sul lupo   
In Italia il lupo è stato considerato specie protetta a partire dagli anni settanta, e il regime di protezione ha permesso alla specie una rapida espansione, favorita anche dall'assenza di nemici naturali e di grande disponibilità di animali selvatici, rappresentata soprattutto dal patrimonio di ungulati, frutto di una oculata gestione da parte del mondo venatorio e dalla presenza degli animali da allevamento nei periodi di alpeggio; in applicazione di tale articolo, alcuni Stati membri dell'unione europea, come ad esempio la Spagna, la Francia e la Svezia hanno implementato dei piani di monitoraggio e gestione del lupo, arrivando anche agli abbattimenti nei casi in cui la consistenza delle popolazioni di selvatici andava oltre la capacità portante del territorio, oppure creava ingenti danni alle attività antropiche come l'allevamento. Gli agricoltori, gli allevatori e chi a vario titolo vive ed esercita le sue attività nelle nostre montagne percepisce una sconfortante sensazione di abbandono da parte delle istituzioni.
La mozione ha chiesto al Governo di assumere iniziative per adottare con urgenza un piano di gestione del lupo, così come previsto dalle direttive comunitarie, che preveda il monitoraggio delle popolazioni, il censimento su basi scientifiche e il contenimento, anche tramite gli abbattimenti, dei soggetti in esubero tramite personale specializzato ed esplicitamente autorizzato dalle autorità competenti.

4 - mozione sui “prodotti semaforo”
Nel giugno 2018 l'Organizzazione mondiale della sanità ha presentato il report «Time to deliver», contenente una serie di raccomandazioni agli Stati membri per ridurre l'impatto negativo di alimenti ricchi di grassi saturi, sale e zuccheri e migliorare la regolamentazione degli stessi. In data 12 novembre 2018 si è riunita la seconda commissione dell'Assemblea generale dell'Onu nella quale è stata presentata una risoluzione sottoscritta dai sette Stati del gruppo che ha promosso l'iniziativa «Global health and foreign policy», Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia; tale risoluzione «esorta gli Stati membri ad adottare politiche fiscali e regolatorie» per indurre i Paesi membri a frenare il consumo, anche tramite l'utilizzo di etichette «a semaforo» da apporre ai prodotti, degli alimenti e delle bevande con le caratteristiche sopra citate; tale indirizzo colpirebbe un prodotto agroalimentare italiano esportato su tre, con effetti gravissimi sull'economia nazionale; la stessa Onu riconosce il valore della «dieta mediterranea», tanto da averla dichiarata patrimonio dell'umanità, suffragata da numerosi studi scientifici che hanno dimostrato come essa sia la dieta che garantisce in assoluto la miglior valenza salutistica. Il Governo si è impegnato con la mozione ad assumere le iniziative di competenza, in tutte le sedi opportune, per la tutela e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane, al fine di evitare che ad esse vengano applicate sovrattasse o etichette che ne scoraggino il consumo presso il più vasto pubblico.

Quali sono le proposte su temi ambientali? 
Il Progetto di legge per il ripristino del Corpo Forestale dello Stato perché la militarizzazione del corpo nei Carabinieri si è rivelata un fallimento e non ha portato i risparmi sperati ma la cosa peggiore è che ha privato quel territorio più fragile e pieno di criticità come la montagna e rurale di un corpo che non ha fatto solo repressione ma nato per fare consulenza e essere di supporto con un altissimo valore di prevenzione e di conoscenza del territorio.

Ho presentato una risoluzione che chiede che su tutti i prodotti venga indicata in etichetta l’origine delle materie prime e che ogni prodotto venduto in Europa porti da bandiera stampata dello stato da cui proviene.

Dopo i fatti di Venezia ho proposto con il mio gruppo parlamentare una mozione per fare una legge speciale su Venezia che consideri tutte le criticità del nostro capoluogo con lo scopo di trovare una risoluzione definitiva a questa emergenza climatica. In questa mozione abbiamo pensato di rendere i veneziani e chi ci abita custodi di un patrimonio dell’umanità unico al mondo.

Quali sono le criticità che state trattando nella Commissione Agricoltura di cui è segretario?
La prima sicuramente è una criticità legata alla mancanza di risorse infatti nella prossima PAC verranno ridotti i fondi per gli agricoltori ed è un elemento questo che ci preoccupa e per il quale abbiamo presentato delle risoluzioni.
Alla luce di ciò che sta accadendo sul territorio italiano, un altro punto di criticità sul quale si gioca la vera scommessa dell’Agricoltura è trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dell’ambiente e quelle dell’agricoltura. Non sempre è facile e ci vorrebbe più dialogo tra Ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura in un’ottica condivisa e unitaria. Non sempre è facile e ci vorrebbe più dialogo tra Ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura in un’ottica condivisa e unitaria. 

Quale sarà l’agricoltura del futuro?
L’agricoltura è e, sarà sempre, un settore fondamentale per la vita dell’uomo e di uno Stato. Secondo me bisogna iniziare a cambiare un po' la visione classica di questo settore. Per ridare un futuro serio e importante all’agricoltura, va rimessa al centro della nostra economia. È chiamato, da sempre, settore primario ma ora non riveste più quel ruolo di primato che le spetta. Una nuova visione di questo mondo parte dal presupposto che ci sono più agricolture e ognuna con le sue caratteristiche e tipicità. C’è quella estensiva che va bene in aree ampie e e poi c’è un’agricoltura specifica, di nicchia, basata sulle eccellenze più legata al territorio (radicchio, frutti di bosco, formaggio di malga, asparagi, ecc.) che rivestono un ruolo importante perché ben si coniugano con il turismo verde e sostenibile. 

Lei ritiene che l’agricoltore sia il custode del territorio o no?
In un momento di grandi cambi climatici e sconvolgimenti del paesaggio per il dissesto idrogeologico del territorio, l’agricoltura ha un ruolo importante; infatti laddove si fa agricoltura sia in montagna che in pianura lì si riesce a contrastare il dissesto. L’agricoltore è, in questo senso, davvero il custode del territorio; è la prima sentinella: lavora la terra, la conosce, la vive quotidianamente. Quando il territorio è lasciato andare, abbandonato, incolto è lì che si creano grandi aree di dissesto e di trascuratezza.

Il bilancio della sua esperienza politica dopo un anno e mezzo di opposizione?
Un bilancio soddisfacente di un politico che è riuscito a portare avanti delle battaglie con dei risultati come la firma con una presa di posizione di tutto il Parlamento nei confronti dei pesticidi, la mozione sui dazi a protezione dei prodotti italiani. Certo che una persona come me che fa il sindaco da tre mandati preferirebbe stare al Governo e avere delle vie più dirette per agire, il sindaco è l’uomo del fare, ma all’opposizione e nella Commissione Agricoltura, di cui sono segretario, cerco di essere di stimolo a portare le nostre idee per migliorare e per concretizzare. Non abbiamo preclusioni nei confronti delle buone idee degli altri da qualsiasi fronte politico arrivino e se è per il bene dell’Italia le abbiamo sempre appoggiati e sostenuti e continueremo a farlo; infatti la legge sul biologico e la legge a K.0 l’abbiamo votata anche se non partiva dal nostro gruppo politico. In commissione agricoltura c’è quasi sempre unanimità di intenti e di voti; abbiamo lavorato molto e molte pratiche si sono inceppate al Senato ma il bilancio è sicuramente positivo anche se si può fare molto di più per riportare questo settore al centro. Il mio obiettivo, e non solo, è quello di portare l’agricoltura al centro dell’economia, nel ruolo dignitario che le spetta, con un occhio di riguardo alle produzioni italiane che sono state un po’ schiacciate da una politica europea che non premia la produzione di qualità dell’Italia e con un grandissimo occhio di riguardo all’ambiente di cui l’agricoltore è da sempre esperto conoscitore e custode.

Intervista a cura
di Alberta Bellussi

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Ultimo aggiornamento: 11/12/2019 22:10