Economia

La prima coperta con il rame

Il Lanificio Bottoli, non è nuovo nel campo della sperimentazione e ricerca. Nel 2009, alla luce dell’ aumento esponenziale dei telefonini e dei pc, realizzò un tessuto che schermava il corpo dalle radiazioni elettromagnetiche da radiofrequenze (telefoniche, antenne, Tv) e da campi magnetici (luce e apparecchiature elettriche).
Questo tessuto in disegno gessato fu chiamato “James” in onore del celebre 007.
Oggi, dopo mesi di studio favorito anche dal periodo di lock down, il Lanificio Vittoriese forte della sua pluriennale esperienza nei tessuti ecologici senza tinture, ha messo a punto un tessuto per plaid/coperta con inserti di sottilissimi fili di rame, lega dalle note proprietà antibatteriche.
Il rame fin dalla preistoria è stato usato per combattere o inibire la crescita dei batteri: nel corso dei secoli è stato utilizzato dai Greci, dagli Egizi, dai Romani e dagli Aztechi. Ora grazie al Lanificio Bottoli, anche dai Veneti.
Questo metallo viene combinato in maniera ingegnosa con la lana, fibra naturale, che ha di per se una superficie che non trattiene i batteri ( al contrario di varie fibre sintetiche). La maestria del Lanificio è stata è quella di rendere quasi impercettibili i filamenti in rame e di ottenere un tessuto caldo e piacevole valorizzato dall’ utilizzo di lane non tinte.

PS.: Ci teniamo a sottolineare che non si tratta di un presidio medico (importante la distinzione in questi tempi) e che gli attributi ulteriori a quelli ben noti della lana, e dunque inerenti al sottilissimo inserto di rame, sono di storica attribuzione.

Ultimo aggiornamento: 20/04/2021 08:41