Pordenone, Friuli V.G., Turismo

La Santissima a Polcenigo, santuario di fede e natura

di Monia Pin

POLCENIGO - Ci sono luoghi dove decidi di andare quasi inconsapevolmente, come se sentissi un richiamo atavico echeggiarti dentro finché non raggiungi la meta. Allora diventa un silenzio abissale e così ricco di ogni sfumatura che l’anima vi trova una pace che sembra emergere dalle sue più insondabili profondità, dirigendo lo sguardo ben oltre il visibile come se esplorasse sé stessa e l’ambiente e si ritrovasse ad essere un tutt’uno nel nome di una meraviglia che osanna superbamente la vita.

C’è un senso in questo insieme di emozioni che cogliamo solo quando sul posto lasciamo andare ogni pensiero e ci lasciamo travolgere dall’onda di una quiete che ci fa sentire solo il nostro respiro ed il palpito del cuore ed in quell’intermezzo si palesa una gioia che brilla quanto il sole che ama far scivolare la sua luce sulla superficie dell’acqua.
Tutto questo ho colto durante una camminata a Polcenigo, presso la sorgente della Santissima che alimenta insieme a quella del Molinetto e del Gorgazzo la Livenza. Sarà la presenza dell’acqua, elemento fautore della vita, saranno le sue tonalità turchesi e a volte quasi verdeggianti che le fanno assomigliare più ad un paesaggio onirico che ad un luogo reale o forse il formarsi del fiume, la sua nascita sotto i nostri sguardi increduli di fronte a tanta magnificenza, una visione che accompagnata dal lieve rumoreggiare delle acque celebra egregiamente la sacralità della vita in ogni sua forma.

Non può certamente mancare la visita al santuario presente fin dal XV secolo, tuttora meta di pellegrini che solitamente vi si recavano pregando per la fertilità e contro la siccità. Era usanza, fino a tempi non troppo lontani e come mi hanno raccontato alcuni anziani, che la gente si recasse in processione anche dai paesi del vicino Veneto al fine di partecipare alle celebrazioni delle messe per invocare la pioggia.
Le sorgenti sembrano siano state da sempre fulcro di devozione, infatti furono nel tempo probabilmente zona di culto paleocristiano e preromano proprio per la presenza dell’acqua che qui ha una sua peculiarità, infatti pur emergendo per pochi metri dal livello del mare il fiume offre una portata tale da essere subito navigabile.

Secondo una leggenda qui apparve la Santissima Trinità all’Imperatore Teodosio nel V secolo D.C. e questi convinse Papa Sisto III ad erigere qui un primo sacello, mentre la costruzione del santuario risale al XV secolo. Visto l’enorme afflusso di fedeli si decise di affidarne la custodia ai francescani nel XVI secolo i quali apportarono alcuni cambiamenti strutturali, quali il portico antistante la chiesa che aveva la funzione di fornire un riparo ai pellegrini che si fermavano durante la notte e la costruzione di un convento, oggi non più esistente. L’interno dell’edificio presenta un’unica grande aula che certo non manca di offrire qualche preziosa perla d’arte a partire dal magnifico altare maggiore ligneo seicentesco, opera attribuita ai Ghirlanduzzi da Ceneda. Tra fregi e decorazioni potrete notare un’ancona lignea dipinta da Domenico da Tolmezzo alla fine del XV secolo ed ammirare l’austero quanto ricco monumento funebre che ricorda il conte Giovanni Battista di Polcenigo, condottiero che si distinse per il suo valore sottolineato in maniera egregia con fregi di elmi, corazze e cannoni sormontati dallo stemma della famiglia.
 
Le opere da elencare sarebbero molte, per esempio gli affreschi naturalmente a tema religioso databili al XVI -XVII secolo ed opera di autori rimasti anonimi che raffigurano Mosè, Davide e le Sibille oppure le scene che rappresentano alcuni episodi della vita di Gesù Cristo nelle lunette del presbiterio. Da visitare la cripta con la scultura del Cristo morto risalente tra il XIX e XX secolo che ha sostituito una precedente statua lignea e le Tre Marie di incerta datazione, sculture sempre di notevole pregio che consiglio di vedere non solo per il valore artistico quanto per quell’aura spirituale che aleggia nel posto e coinvolge il fedele nella profondità della contemplazione e della preghiera. Sempre le figure di Cristo e delle Tre Marie si ritrovano in sagrestia, curiosamente abbigliate con vesti di foggia chiaramente orientale.

Ce ne sarebbero molte altre di opere da elencare, una su tutte merita un’ultima chiosa, la statua della Madonna Immacolata comunemente chiamata Madonna del Latte, presumibilmente risalente al Settecento presso cui si recavano per invocare una grazia le donne che avevano difficoltà nella fase di allattamento.
Di meraviglie trabocca la chiesa e l’area intera, in un connubio di fede e natura, devozione e meraviglia che basterebbe a saziare il cuore e l’anima per affrontare la china di ogni difficoltà che si presenti in qualsiasi ora dei nostri giorni.

Una volta usciti dal Santuario non dimenticate la visita al Capitello dell’Immacolata che contiene una statua della Vergine Maria di epoca moderna ma che alla sua entrata presenta una piccola sorgente di un’acqua che fin dai tempi remoti, precedenti al cristianesimo, è considerata miracolosa per vari disturbi, soprattutto riguardanti la fertilità e la vista. E uscendo dall’area non esitate a fermarvi presso il tempietto ottagonale che ricorda la figura mistica di San Francesco, struttura edificata nel 1639 come si legge sull’architrave della porta d’ingresso e che contiene una statua del santo di epoca recente. Secondo alcune informazioni avute sempre da anziani del posto le persone percorrevano sulle ginocchia la strada tutta in salita che dal capitello portava al Santuario per esprimere un voto e chiedere una grazia.

Proseguendo lungo il ciottolato il percorso raggiunge l’alveo della sorgente fino per condurci lungo la linea del fiume che fin dai suoi albori offre vedute quanto mai incredibili, paesaggi dove la natura fonde la vitalità dell’acqua con i colori delle foglie , piccole insenature dove lo sguardo indugia quasi seguendo le scie lasciate dai germani e da altri uccelli acquatici che sembrano voler portare la nostra attenzione lontana da ogni pensiero, tra i ghirigori che le onde disegnano suggerendo quasi versi di poesie antiche.

Il pomeriggio inoltrato fa affiorare un misto di leggerezza dell’animo che si mescola allo stupore fino ad accompagnarci con dei riflessi più tenui e dolci verso un tramonto che parla attraverso una lieve brezza, smuovendo i rami al ritmo di un silenzio che accompagna l’uscita di scena del sole per lasciare che l’aria suggerisca alla penna del cielo quale verso autentico inscrivere sulla pagina dell'imminente crepuscolo per introdurci all’imminente arrivo della sera.
Ecco Polcenigo e una delle sorgenti della Livenza, un percorso che sembra quasi un viaggio dentro sé stessi sulla scia di un mistero che attraverso la devozione e per mezzo della bellezza di una natura sempre fedele a sé stessa porta in noi il dolce balsamo di una gioia senza fine, in un tempo che si espande tra rivoli, baie, sentieri, affreschi, altari, pontili, scorci, capitelli, batter d’ali improvvisi, tonalità d’acque e cielo che si fondono e confondono fino a diventare pura magia e far balenare nel cuore la visione di un paradiso terrestre che fa sorgere spontaneo il desiderio di una preghiera semplice, in un ambiente che non potrebbe ispirare altrimenti.
 
Non esitate quindi a fermarvi qui, in località Coltura a Polcenigo dove non potrete sottrarvi a quest’angolo di quiete che ritempra l’anima e ristora la mente dalla frenesia della vita quotidiana e fa riassaporare i ritmi ancestrali di un passato che diventa qui di nuovo presente, in un luogo dove si manifesta chiaramente la grazia che Dio ha concesso a piene mani in questa piccola oasi magnificamente incorniciata tra i profili dei monti ed un fiume che qui inizia a raccontare parte della sua storia, infinita quanto le emozioni che suscita in chiunque si soffermi qui ed inspiri l’immensità di un prodigio che non smette mai di ripetersi per offrire a tutti qualche momento di conforto, sempre con quell’immancabile venatura di mistero che rende tanto più soave quanto genuina ogni bellezza che ci circonda.

Ultimo aggiornamento: 03/10/2022 21:31