Conegliano, Turismo

L’antica chiesetta di “San Pierin” a Zoppè di San Vendemiano

di MONIA PIN

SAN VENDEMIANO - Quando si prende via San Pietro in località Zoppè di San Vendemiamo, poco lontano dalla rotonda di recente costruzione, non ci si aspetterebbe certo di trovare alla fine della strada una piacevole sorpresa che stupisce il visitatore di passaggio per la sua originalità e la sua inconsueta bellezza.
 
Mi è capitato di arrivarci in bicicletta di pomeriggio, un po’ perché da tempo non visitavo la zona dove ha origine parte della mia famiglia, ma soprattutto perché all’improvviso mi erano tornati alla mente i racconti che sentivo spesso da mia nonna materna riguardante un’antica chiesetta denominata familiarmente dai residenti “Chiesa di San Pierin”.

E’ un luogo che si raggiunge dopo aver percorso un breve tratto di strada incantevole immerso nella campagna dove colori, profumi e suoni della natura, soprattutto in questo periodo, rimandano il cuore e la mente a tempi lontani che altro non sono se non l’eco di una storia che appartiene ad ognuno di noi. Tutto sembra quasi preparare alla visione di questo piccolo gioiello che rivela il suo valore in quanto ennesima impronta di una memoria impressa nel ricordo degli anziani dei quali dovremmo farci portatori per le generazioni a venire. E’ uno di quei luoghi che rappresentavano il fulcro di una comunità che seguiva ritmi scanditi dalla natura, dal lavoro e dalla fede, una vita fatta di valori e sacrificio ma che esprimeva pur con semplicità il desiderio di lasciare ai posteri traccia del loro passaggio con queste testimonianze d’arte e religiosità sparse un po’ ovunque nei nostri paesi.
 
L’edificio è una costruzione quattrocentesca che fu abbandonata nel XVI secolo quando fu edificata la nuova chiesa parrocchiale. Chiusa da un cancello conserva ancora la parte finale dove fanno bella mostra di sé gli affreschi (precisiamo che si tratta di copie) che rappresentano il martirio di San Pietro, la consegna delle chiavi del Paradiso ed in cima appare la figura di Gesù Cristo, racchiuso all’interno di una forma ogivale che ricorda una mandorla, simbologia che probabilmente si rifa’ all’iconografia antica e che richiama al significato della nascita e della resurrezione. Gli originali degli affreschi sono stati staccati dalla Sovrintendenza e conservati al Museo Civico di Conegliano.

Sul lato sinistro è presente una torre campanaria.
Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo l’edificio non ha nulla di particolare, ha un aspetto abbastanza sobrio ed essenziale ma ciò che resta e che possiamo tutt’ora ammirare si deve all’impegno ed alla dedizione dei volontari che alcuni anni fa si sono prodigati per recuperare parte della chiesa e restituirla alla comunità cosicché non andasse perduta una parte del patrimonio culturale del paese. E’ un posto dove trova respiro anche la tradizione che si perpetua nella consueta festa di fine giugno dedicata appunto al patrono, San Pietro,

Se vi trovate in zona il luogo vale una visita cogliendo l’occasione per una passeggiata e soprattutto per rendere il giusto merito alle persone che hanno contribuito alla rinascita della chiesa di “San Pierin”, dimostrando, oltre al legame affettivo che la popolazione a con questo sito, anche la volontà di risvegliare l’interesse nei visitatori che ritrovano qui un altro importante tassello che compone il mosaico della storia millenaria del nostro territorio.

Monia Pin

Ultimo aggiornamento: 06/07/2022 17:31