Trentino A.A.

Merano Winefestival

di Luciano Cescon

Si è svolta il primo weekend di Novembre nelle sale della prestigiosa Kurhaus di Merano la 24 edizione del Merano Wine Festival, appuntamento e punto di riferimento ormai tradizionale per gli appassionati ed i professionisti del settore; infatti alla manifestazione si possono trovare i migliori vini di produttori, sia conosciuti e sia emergenti, per cui ciò che il visitatore trova in esposizione e ha il piacere di degustare non è altro che il massimo della qualità.
Gli espositori presenti, selezionati da una giuria di esperti altamente qualificati, e pronti a far provare le loro eccellenze provengono oltre che dall’Italia anche da Argentina, Austria, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Macedonia, Moldova, Romania, Slovenia, Spagna, Sud Africa e Turchia; quest’anno per la prima volta c’è stata la presenza di alcuni produttori dell’Armenia, paese
dove si da per certa l’ origine della vite, della Crimea e della Repubblica Ceca. In definitiva c’è stata la presenza di 450 cantine e 100 artigiani del gusto italiani, 100 produttori vitivinicoli internazionali e 120 Merano Wine Award ( nuovi produttori che considerato oramai saturo lo spazio a disposizione delle aziende, erano a catalogo con i vini selezionati e presenti in un desk dove le degustazioni erano curate da un gruppo di valenti sommelier della Fisar - Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori).
La manifestazione si è svolta in più giorni iniziando da un convegno, tenutosi il 5 ed il 6 novembre, avente quale tema: “ il cambiamento del clima e l’incidenza sulla qualità del vino” al quale hanno partecipato esperti meteorologi, agronomi, produttori e giornalisti ( dove malauguratamente per i produttori vitivinicoli è stata prospettata da parte di uno scienziato americano la sparizione, nel lasso di tempo di una trentina d’anni, di gran parte della superficie storica coltivata a vite ), per continuare sempre il 6 novembre con Bio & dynamica manifestazione dedicata alla produzione di vini biologici, biodinamici e naturali (un settore in forte e continua crescita) e la prima edizione di Cult Oenologist dove 10 enologi italiani di fama internazionale hanno presentato e fatto assaggiare vini prodotti seguendo la loro filosofia.
La manifestazione vera e propria si è sviluppata nei giorni 7, 8 e 9 novembre con un grandissimo afflusso di pubblico sempre più interessato e selezionato, infatti quest’anno continuando il trend di crescita costante che si stà manifestando da qualche anno si è registrato il record di presenze.
Il 7 e 8 novembre presso la sala Pavillon des Fleurs presentati dall’ Union des Grands Cru de Bordeaux si potevano degustare i vini prodotti a Pomerol ( Rossi inimitabili a base di Merlot ), nel Medoc e Pessac-Leognan ( classici tagli bordolesi con Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot in percentuali variabili da produttore a produttore) oltre ad alcuni vini da meditazione, i Sauternes. Lunedì 9 novembre al Pavillon des Fleurs sono state presentate le New Entries, un gruppo di aziende che presentavano per la prima volta i loro vini.
Martedì 10 novembre si è svolto il CATWALK Champagne, un’intera giornata dedicata alla degustazione delle “ nobili bollicine francesi “ con la presenza di grandi marche presentate dai rispettivi importatori.
Nell’ambito delle giornate dedicate alla manifestazione da non sottovalutare l’appuntamento, nella tensostruttura “ Gourmet Arena “ con il salone della Culinaria dove si potevano degustare moltissime specialità alimentari, dai prosciutti e salumi ai formaggi, dagli aceti balsamici agli olii  d’oliva e ai sott’oli, dai prodotti da forno alle confetture, dalle salse alle praline di cioccolato, ai distillati e poi il “ Beer Passion “ ossia la degustazione di birre di grande livello prodotte da piccoli birrifici artigianali e la presentazione dei vini da parte di alcuni Consorzi di tutela.
Durante il periodo della manifestazione si sono tenute, in collaborazione con alcuni produttori famosi, degustazioni guidate di grandi vini a scopo benefico: le “ Charity Wine Master Classes 2015 “ il cui ricavato è stato destinato per il progetto “ un pozzo per la vita, aiutiamo l’Africa in Africa “ ; quest’anno queste degustazioni sono state 14 ed hanno compreso i classici italiani dall’Amarone al Brunello, dagli Internazionali Sauvignon e Chardonnay alle variabilità geografiche del Riesling per finire con le bollicine Italiane e Francesi.
Dopo un anno di assenza per improrogabili impegni di lavoro all’estero, quest’anno non potevo mancare a questo appuntamento iniziando come di consueto con la degustazione delle bollicine italiane, quasi tutti gli Champagne, i vini bianchi di produzione estera e considerando che sono arrivato al Merano Wine Festival la domenica, quindi ultimo giorno utile, i vini presentati dall’associazione dei Grand crù di Bordeaux.
Come prima giornata posso dire che ho avuto un’ottima impressione, vini davvero eccellenti; la sera poi, dopo la cena e breve passeggiata nel centro storico di Merano, mi sono ritirato in un bell’albergo sulla collina dove la mattina seguente, alle prime luci dell’alba, ho potuto apprezzare la
bellezza che la montagna offre in questo periodo dell’anno quando i colori virano dal verde all’arancione, al giallo ed al rosso.
Il lunedì ho ripreso il mio lavoro da degustatore iniziando ancora con qualche bollicina, i vini dei produttori altoatesini e friulani, per finire con i vini rossi piemontesi e toscani.
In conclusione devo dire che sono rimasto entusiasta delle due giornate passate al Merano Wine Festival perché oltre alla bontà ed eccellenza di ciò che i molti espositori hanno proposto, quest’anno abbiamo avuto la fortuna che Giove Pluvio era ancora in vacanza ed il tempo è stato ottimo per tutto il periodo, considerando anche il fatto che la manifestazione si svolge a novembre, e sicuramente mi preparerò per la prossima edizione, la 25a, che si terrà dal 4 al 7 novembre 2016 .
Luciano Cescon

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Ultimo aggiornamento: 17/07/2019 16:13