Alla luce dell’accaduto…quali banche scegliere ora?
di Oreste Steccanella
Direttamente o indirettamente siamo noi tutti creditori verso le banche! Perché creditori? Perché depauperando la liquidità dei comuni, delle province, degli enti e delle aziende, la banche hanno contribuito ad impoverire le tasche di tutti.
Ben 31.122 aziende accusano perdite sui prodotti derivati, 5.000 miliardi perduti! Il Nordest è l’epicentro di questo salasso; ben 2.213 aziende sono coinvolte per un totale di oltre 2 mila miliardi!
Il caso Cirio, Parmalat, i titoli argentini, i derivati, gli swap, i titoli “tossici” e tutte le ingegnerie finanziarie costruite in buona o mala fede dai colletti bianchi non sono passate inosservate ed hanno lasciato un segno indelebile.
Ma la lezione non è servita perché la gente non sa con chi prendersela: infatti c’è ancora chi se la prende con gli impiegati che stanno dietro il bancone della banca, perfino coi i travet e non già con i grandi imbonitori che stanno al vertice, i quali serpeggiano indisturbati e compaiono come paladini emeriti dell’alta finanza. C’è un proverbio napoletano che dice “O pesce fete da capa” ossia… “il pesce puzza prima dalla testa”.
Ora la gente ha capito che entrare in banca non è come entrare i chiesa! La gente ha capito che le maggiori banche, proprio quelle che hanno strutture sofisticate e spese strutturali fisse fuori da ogni logica, hanno dovuto, per sopperire ai costi divenuti ormai incontenibili a creare ingegnerie gestionarie o finanziarie tali cha hanno messo in discussione la loro stessa credibilità; ma che importa… già “Pecunia non olet”….
I poveri cristi del bancone che sono stati obbligati a vendere fumo anziché arrosto e che hano mal sopportato le ingiurie dei clenti traditi sono stati promossi e spediti in altre filiali ma non devono preoccuparsi perché per loro verrà riservato un posto al sole… questo è un metodo per fare carriera!
La banche minori (banche popolari, di credito cooperativo…) che sono più vicino alla gente, che hanno minori spese strutturali, quelle il cui modello business rimane saldamente ancorato al territorio, hanno maggior pregio e meritano maggiore considerazione. Su questo standard queste unità, adottando un modello già collaudato si stanno sviluppando velocemente.
Ma le banche non hanno mai obbedito alle leggi! già 150 anni avanti Cristo troviamo scritto nel Curculio platino (dedicato al banchiere Lycone): “Voi siete molto uguali a questi leoni questi almeno si espongono in luoghi occulti, voi invece con gli interessi ed i cattivi consigli. Il popolo ha votato molte leggi a causa vostra, che voi una volta approvate violate; trovate sempre il modo di frodarle; voi credete che le leggi siano come acqua fresca che fluttua!”
Le banche non obbediscono alle direttive del governo tendenti a finanziare le aziende (Tremonti Bond). Attualmente le aziende stanno cadendo una ad una come birilli. Le banche purtroppo stanno seguendo la stessa strategia del Generale Cadorna, ottimo soldato ma pessimo condottiero divenuto famoso per aver adottato la guerra di posizione. Ritenendo che le forze austriache fossero più deboli delle nostre, costrinse i nostri fanti a stare fermi in trincea o passeggiare lungo i camminamenti, sicuro che il logoramento del nemico avrebbe portato alla vittoria… e fu Caporetto!
Speriamo proprio che le banche escano dal loro immobilismo onde evitare… Caporetto!
Oreste Steccanella



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