Firmato da: marcolanaro.
Appello alla coscienza di chi ne ha ancora una.
Mi chiamo Matteo Lanaro e sabato 28 Novembre ero assieme agli infaticabili Alpini del gruppo di Cividale del Friuli - Centro, davanti al supermercato, per la colletta Alimentare.
Premetto un piccolo pensiero: “dedicare del tempo LIBERO agli altri non è mai uno spreco ma è sempre un dono, e come tale richiede un sacrificio, che si fa prima di tutto a se stessi, perché ti permette di capire tante cose e di diventare un po’ più grande, e poi a chi, in quel momento, si trova nella necessità di essere aiutato”.
Quando i “Veci” (che sono gli Alpini più esperti) mi hanno detto; “Quest’anno è andata male: siamo riusciti a raccogliere solo poco più di 700 chili fra pasta, omogeneizzati, latte, legumi, tonno e carne in scatolo e altro”; io sono rimasto un po’ interdetto: “700 chili mi sembra proprio una cifra considerevole per quello che posso saperne io: ovvero nulla“. Allora loro mi hanno risposto:“L’anno scorso abbiamo raccolto 10 TONNELLATE: “da qui a li non ti muovevi tanti scatoloni che c’erano”.
Quindi, quest’anno siamo riusciti a raccogliere solo 1 decimo di quanto abbiamo raccolto l’anno scorso: menomale che la crisi è solo psicologica perché altrimenti sarebbe andata peggio di così.
La sera sono arrivato a casa con due sentimenti nel cuore: ero rattristato e arrabbiato, in primis con me stesso, perché mi sono lasciato illudere dalle grosse bugie che tutti i politici ci raccontano e dal mondo irreale che dipinge la televisione, ma anche dalla avidità di molti benestanti, architetti, avvocati, professori universitari, tutta gente con uno stipendio o una pensione invidiabile, che, nell’arco di 6 ore, ho visto entrare, indifferenti e un po’ seccati dalla nostra richiesta e uscire con la loro grossa spesa ma senza nemmeno un pacco di pasta per chi, a differenza loro, si trova nella miseria: evidentemente fra le tante banconote non hanno trovato qualche spicciolo, cosa che è riuscita benissimo ad un immigrato che di pacchi di pasta ce ne ha portati tre!
Per non parlare poi della grave indifferenza che provano i giovani: li vedi sfilare, neanche fossero su una passerella di moda, fumare, sculettare e, magari, schernire un “povero cristo” affetto da problemi psichici perché non sanno come far passare il tempo.
Ma chi vive veramente la crisi non sono ne i benestanti ne i giovani che hanno le spalle coperte dai soldi di mamma e papà; sono i giovani che hanno dovuto fare i loro sacrifici per poi trovarsi su di una strada e che sono abbandonati a loro stessi e ai loro problemi, con la solita scusa che usano a loro piacere i burocrati, “perché sono Italiani”; infatti Passava li una mamma con un bambino piccolo e alla ingenua domanda di partecipare con un piccolo gesto di solidarietà è scoppiata a piangere e ha detto che aveva solo 10 euro per fare la spesa per lei e suo figlio.
Menomale che la crisi era solo psicologica e che gli italiani sono tutti pigri, tutti ricchi e che diventano pazzi per fare i regali di Natale.
A parte avere visto la realtà cosa porto via da questa esperienza?L’idea che, grazie a questo mio piccolo sacrificio, quella mamma che piangeva magari sorriderà quando col suo piccolo mangerà la pasta che l’immigrato ci ha donato sorridente e la certezza di aver fatto qualche cosa di utile per aiutare chi è nel bisogno e non trova sostegno in nessuna di quelle autorità, civili e non, che fanno sempre proclami e moralismi su tutti i mezzi di informazione.



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