Economia

Quale futuro per Asco TLC? Se uscisse da Asco Holding per entrare in Ascopiave?

di Enrico Anzolin

Questi i fatti: a metà aprile 2022 compare nella Gazzetta Ufficiale la comunicazione che ASCO HOLDING indice una procedura per la vendita della società partecipata ASCO TLC e pubblica nel proprio sito ufficiale un “avviso recante invito a presentare manifestazione di interesse” per questa società.
Si tratta però di una vicenda, quella della vendita di ASCO TLC, che va avanti ormai da anni e che coinvolge una galassia di società, quella del gruppo Ascopiave, partecipata da 78 Comuni del Veneto.
Si può legittimamente affermare che ASCO HOLDING rappresenta una parte importante del Veneto.

ASCO TLC è una società per azioni partecipata per una quota del 91% dal colosso ASCO HOLDING e si occupa di telecomunicazioni gestendo una rete a banda larga su fibra ottica nel Veneto.
L’azienda di telecomunicazioni presenta la necessità di effettuare rilevanti investimenti per reggere la concorrenza del mercato.
Nata per fornire ai cittadini e alle aziende del territorio della Provincia di Treviso e delle zone limitrofe la possibilità di usufruire di una rete di fibra ottica anche nelle zone scoperte poiché ritenute antieconomiche, ben presto è diventata un’azienda modello.
Ora però è a un bivio: investire consistenti risorse o vendere.

E nel corso di una riunione del Cda di ASCO HOLDING tenutasi il 18 giugno 2018 si è deciso di procedere all’alienazione della partecipazione del 91% della società che ne garantisce de facto il completo controllo.
Decisione ratificata in seguito dall’assemblea dei Comuni soci del 15 settembre 2021 e a questo punto divenuta esecutiva.
Il termine per la manifestazione di interesse era il 17 maggio 2022.
L’invito a presentare interesse non è andato a vuoto perché, evidentemente, l’azienda è meritevole di essere acquistata.

Dunque la vendita di ASCO TLC si farà ma chi sarà il compratore?
Potrebbe essere la stessa ASCOPIAVE, quotata nella Borsa di Milano, ad acquistare ASCO TLC.
ASCO HOLDING detiene il 91% di ASCO TLC e il 51,157% di ASCOPIAVE.
Così facendo si troverebbero agevolmente dalla Borsa le risorse straordinarie con cui dotare la società di San Vendemiano, sede di ASCO TLC, a costo zero per ASCO HOLDING dando a quest’ultima un incremento di patrimonio e attuando un vecchio progetto, finito male, di fondere Ascopiave in ASCO TLC.

Se così fosse però si configurerebbe però una manipolazione del mercato: si utilizzerebbe una società quotata in Borsa per bypassare l’iter di convincere tutti i Comuni soci di ASCO HOLDING, e sono ben 78, il che vuol dire 78 consigli comunali più o meno accesi dove potrebbe potenzialmente cadere il Sindaco in caso di aut aut, di sborsare denaro per acquistare una società di telecomunicazioni che già è stata ritenuta da molti degli stessi Comuni non strategica, e quindi non acquistabile per la legge Madia.

Sorge spontanea una domanda: è strategica per i Comuni soci o per qualcheduno all’interno di ASCOPIAVE?
Si rifarebbe lo stesso errore che era costato caro ai Comuni soci di ASCO HOLDING che dovettero sborsare decine di milioni di euro per tacitare le esigenze di privati?
Enrico Anzolin

Ultimo aggiornamento: 03/10/2022 21:31