Italia, Cultura

"Razza Piave" storie di chi ama non arrendersi e non arrendendosi, ama

di Diego Fiorin

Prima edizione: Luglio 2014; ultima edizione: Dicembre 2017. Grazie ai numerosi successi della prima pubblicazione, “razza Piave” ritorna con una rinnovata pubblicazione con nuovi personaggi che sostituiscono o si aggiungono ad altri già presenti; un riciclo che testimonia il continuo emergere di uomini di valore che meritano di essere ricordati.
Gianluca Versace nasce a Monfalcone, in provincia di Gorizia, l’11 febbraio 1963 Istruzione classica, laureato in giurisprudenza. Dott. Versace è professionista del giornalismo radiotelevisivo, è tra i volti più noti dell'emittenza televisiva privata nazionale, conduttore di un talk show televisivo intitolato “notizie oggi” in onda su Canale Italia; mestiere che gli ha permesso di avvicinarsi a molti personaggi illustri. A diciott’anni pubblica il suo primo romanzo, “Il teatro degli gnomi”. Nel 2014 per Publimedia esce questa raccolta di articoli “Razza Piave”, ristampata più volte per il grande successo riscosso. In coppia con l’economista Eugenio Benetazzo pubblica i pamphlets “Neurolandia”, “Eurocracy” e “Apocalypseuro”. Con il thriller “Il Domatore del Fuoco” (Mazzanti), nel 2012 vince il “Pre- mio Internet Cortina d’Ampezzo”. Nel 2015, a quattro mani con Franco Trentalance, Ultra-Castelvecchi pubblica il thriller "Tre giorni di buio". A inizio 2017 esce la sua prima raccolta di poesie, “I docili rumori delle offese” (Publimedia). Nel 2018 è in programma la pub- blicazione del suo nuovo thriller “Le origini delle tenebre”, ancora in coppia con Trentalance (Ultra-Castelvecchi).
Il titolo del libro: “Razza Piave” invoca il fiume Piave, fiume che attraversa la zona settentrionale della regione Veneto, accostandolo ad una parola dall’elevato significato selettivo: “razza”. Partendo dal titolo si può già intendere che l’obbiettivo del libro di Versace è quello di mettere in risalto una delimitata area geo politica occupata da un determinato popolo. Il termine “razza” ha assunto nel corso della storia, un significato “negativo” che mira ad escludere l’uguaglianza genetica far gli individui; questa mistificazione potrebbe far pensare ad una volontà discriminatoria dell’autore, tuttavia il termine “razza” per Versace mira ad inglobare si una certa categoria di individui, ma individui con “attributi”, quindi di “razza”, che hanno avuto la capacità di influenzare la cultura ed il pensiero di altri, senza distinzioni religiose o etniche: individui che meritano di essere ricordati. Il sottotitolo: “storie di chi ama non arrendersi e non arrendendosi, ama” potrebbe sembrare un verso di Shekspiriana memoria, esso sta a sottolineare la forza interseca delle “storie” narrate fra le pagine del libro. Di fatto “Razza Piave” condensa il capitale storico-culturale derivante da singoli contributi di uomini di “razza” dell’area occupata dalla regione Veneto. Come suggerisce il Presidente della Regione Luca Zaia, il fiume Piave è un attento osservatore e silenzioso testimone del patrimonio umano di queste terre. Il Veneto è da sempre una regione economicamente florida, oltre che suggestiva per i propri paesaggi, che da molti anni vorrebbe riconoscersi indipendente rispetto all’integrità territoriale ed economica italiana; il titolo del libro richiama l’attenzione anche su quest’ultimo aspetto, sottolineando la singolarità culturale della regione strumentalizzata al fine di ottenere la tanto ricercata autonomia “etnico”-economica.
Il libro “razza Piave” è una selezione di articoli giornalistici di Gianluca Versace, che hanno come oggetto personaggi illustri, che raccontandosi, hanno contribuito ad accrescere la cultura locale. Si può dire che il libro riassume il meglio della pluridecennale attività giornalistica dell’autore, un viaggio attraverso i racconti personali di uomini “autoctoni” per così dire, personalmente analizzati dal talento giornalistico del dottor Versace. Attraverso uno stile prettamente giornalistico, “razza Piave” narra personali storie con protagonisti: politici, giornalisti, filosofi, sognatori accomunati dal solo fatto di essere definiti uomini di “razza” dall’autore. Di fatto, i racconti non hanno una scansione cronologica ed i protagonisti non appartengono a generazioni sovrapponibili (vedi Hernest Hemingway 1899-1961); tuttavia, la caratteristica più interessante dei protagonisti è che essi non sono tutti provenienti o residenti della regione Veneto ma molto di loro erano o sono solo di passaggio e con le loro storie da forestieri hanno contribuito ad accrescere il capitale culturale veneto. Grazie a questo aspetto, “Razza Piave” assume connotati multiculturali diventando così un “apri-strada” verso l’apertura della regione, che per mentalità è ancora tanto chiusa.
Shorsh Surme L’articolo “Le orme sulla neve” dedicato al giornalista curdo Shorsh Surme (nato ad Arbil, capitale Regione autonoma del Kurdistan iracheno, trasferitosi a Padova 32 anni fa) ed al suo popolo: i Curdi. è senz’altro l’emblema del carattere multiculturale del libro di Versace. L’articolo in questione è un inno alla solidarietà ed al rispetto verso il prossimo, qualità caratterizzanti del protagonista Shorsh che, come racconta l’articolo, egli ha sempre messo a disposizione per la “causa Kurda” diventando un portavoce per il suo popolo, vittima di crimini internazionali molto spesso taciuti dai notiziari nazionali e locali. La “questione curda”, come sottolinea Shorsh, è inevitabilmente legata alle sorti dell’intera regione mediorientale, con ciò l’ammontare di conoscenza che ha apportato il nativo di Arbil raccontandosi e narrando le questioni geo politiche relative al popolo curdo raddoppia di valore, per poi triplicare grazie alla signorilità, all’eleganza e alla sobrietà con le quali vengono raccontate dal nostro protagonista. Shorsh viene descritto come un fratello dall’autore, il suo “fratello orientale”, un fratello che porta l’esempio senza imporre a nessuno di seguirlo; con questo articolo Versace vuole dichiararsi, dicendo a chiunque che quell’esempio da lui e da molti altri è stato colto e sta lasciando il segno, proprio come orme sulla neve pronte per essere seguite da chi verrà dopo di lui.

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Ultimo aggiornamento: 12/12/2018 18:16