Sport

Ultracycling Dolomitica: pedalare per mettere alla prova se stessi

di Alberta Bellussi

Mario Ulian
Luca Viol
Denis Antoniol
SARMEDE - L’Ultracycling Dolomitica 2018 è stata SPET-TA-CO-LA-RE, un vero successo sotto tutti i punti di vista…l’organizzazione, gli atleti, il meteo, il presentatore Marco Formicone, la cornice di Sarmede, Paese delle Fiabe…e si è svolta il 6, 7 e 8 luglio.
È questa una delle più impegnative gare di bicicletta mondiali che si svolge, ormai, da 5 anni nel nostro territorio; è una competizione famosa in tutto il mondo un po’ meno in Veneto, il detto dice Nemo propheta in patria.
La gara, che si colloca all’interno del Campionato Italiano e Internazionale, è stata fortemente voluta dalla direzione di Ultracycling Italia (www.ultracyclingitalia.com), rappresentata da Roberto Picco e Paolo Laureti.
L’evento Ultracycling Dolomitica nasce nel 2014 da un’idea di Roberto Picco, anima e cuore della gara, che, già dalla prima edizione, decide di dedicarla al ricordo di Vito Favero, ciclista locale degli anni ‘50, per una promessa fatta all’amico nel letto di morte.
Roberto Picco con entusiasmo che traspira da ogni sua parola afferma: “L’ultracycling Dolomitica è una gara estrema e come tutti gli sport estremi l’atleta si mette alla prova. La gara è un po’ una metafora della vita salite- discese, albe-tramonti, gioia-dolore. L’atleta è solo con se stesso: la sua testa e la sua resistenza fisica. Queste competizioni estreme sono la riprova che se credi in te stesso, se sei determinato a raggiungere un obiettivo tutto è possibile. Pierre de Coubertin diceva: “Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla”.
L’Ultracycling Dolomitica ha un grandissimo valore aggiunto il meraviglioso sfondo paesaggistico delle Dolomiti, nella quale si svolge, che la rende ancora più prestigiosa e unica.
La gara di quest’anno la si può paragonare a un grande puzzle colorato e pieno di tasselli che sono andati tutti al loro posto, uno per uno, in modo armonico e perfetto.
L’edizione 2018 si è articolata su un percorso di 675 km con 16.000 metri di dislivello attraverso 16 passi dolomitici da percorrere in bici ininterrottamente; il primo valico, il passo La Crosetta, e poi Passo San Boldo, Monte Grappa, Cima Campo, Passo Manghen, Passo Valles, Passo Duran, Forcella Staulanza, Passo Fedaia, Passo Sella, Passo Gardena, Passo Valparola, Passo Giau, Forcella Cibiana, Passo Sant’Osvaldo, e Piancavallo.
I cronometri hanno iniziato a girare, venerdì mattina, con 29 atleti alla partenza e, già, sabato pomeriggio sono arrivati alla spicciolata i primi ultracycler. La gara più dura del mondo, quest’anno è stata vinta da Mattia De Marchi, classe 1991, di Mirano.
Mattia è il numero 1, ma ci sono ben altri 28 eroi che hanno pedalato in questa difficile competizione e solo 5 si sono ritirati, dopo aver superato più di metà del percorso, per problemi fisici. Chi decide di partecipare a queste gare ha una spinta motivazionale in più degli atleti tradizionali; ha prima di tutto la voglia di vivere la sfida più difficile, quella con se stesso e con i propri limiti. Sono atleti che hanno il fisico allenato e la mente fortemente motivata a raggiungere un obiettivo prefissato tanto che la fatica fisica viene quasi messa in secondo piano.
Quest’anno erano presenti molti ciclisti italiani ma anche una nutrita presenza straniera; alcuni sono ultracycler per scelta di vita e altri per mettersi alla prova; rimane che alla fine sono tutti degli atleti con caratteristiche eccezionali.
Le 4 donne presenti hanno concluso tutte la gara con tempi di tutto rispetto.
Luca Viol, ha corso tutte le edizioni della meravigliosa Dolomitica e ci rivela: “ cinque anni fa avevo sentito parlare di questa competizione e non sapevo davvero cosa fosse. La prima volta mi sono iscritto perché mi incuriosiva, da un lato, capirne la dinamica ma soprattutto vedere dove il mio fisico mi portava. Strada facendo mi sono reso conto che tutto parte dalla testa, dal cuore e dalla volontà di terminarla. Già la prima volta sono riuscito ad arrivare alla fine e da lì mi sono appassionato e ho capito che la forza di volontà ti può far fare qualsiasi impresa. Per me la Dolomitica è parte della mia vita, così come il mio staff di appoggio composto da mio figlio Sebastiano, che la prima volta che mi ha supportato aveva solo 8 anni, e mia moglie; nei momenti di crisi durante la gara fanno davvero la differenza. Ogni edizione della dolomitica ti lascia un segno sia positivo che negativo che porterai con te per sempre. L’arrivo nel palco è sempre una nuova emozione perché vuol dire che ci sei riuscito e subito senti un senso di nostalgia e non vedi l’ora che arrivi la prossima. L’Ultracycling Dolomitica ha qualcosa di speciale... il bello di questa gara è che alla fine siamo tutti vincitori e c è molta solidarietà sia tra ciclisti e staff sembra un’unica grande famiglia unita da passioni e emozioni. Non è una gara ma un’esperienza di Vita che ti fa migliorare come persona”.
Denis Antoniol di Fontanelle, che non è nuovo a queste avventure con la sua bici, ha partecipato in team con Massimo Morandin e ancora con l’adrenalina palpabile di chi ha vinto la sua sfida personale afferma: “a volte ci sono fatiche che vale davvero la pena di vivere. Maggiori sono le fatiche e più grandi sono le emozioni che si provano”.
Anche il Team Eagles (Mario Ulian, Rudy Fattorel, Simone Perin, Andrea Tomasella- staff Toni Antoniazzi, Daniele Zamuner, Gianluca Sonego, Gianpaolo Bazzo) , un gruppo di amici della zona con la passione della bicicletta, è stato una grande rivelazione con il secondo tempo assoluto della competizione 31 ore e 3 minuti; una sfida dura e una condivisione di momenti di vita che unisce ancora di più. Sicuramente questa scommessa vinta ha aperto la strada a nuove sfide.
Gli atleti si staranno già preparando per una nuova sfida perché sono quelle con noi stessi le più difficili. Piccole o grandi che siano, l’importante è vincerle! Riuscirci significa migliorare tutta la nostra vita.
Gli Eroi del ciclismo del passato quello romantico sono tornati in queste competizioni.

Classifica finale
Under 50
1° Mattia De Marchi 30 ore 26 minuti
2° Edward Fuchs 32 ore 12 minuti
3° Andrea Baretemucci 34 ore 54 minuti
4° Emanuel Schinnerl 35 ore 14 minuti
5° Nico Mausch 36 ore 38 minuti
6° Gabrio Santin 36 ore 48 minuti
7° Enrico Scudeller 40 ore 9 minuti
8° Luca Viol 44 ore 28 minuti
Over 50
1° Jean Marc Besson 35 ore 20 minuti
2° Martin Bergmeister 36 ore 24 minuti
3° Edoardo D’Orsogna 38 ore 58 minuti
4° Michi Hange 41 ore 11 minuti
Self supported
1° Daniel Polman 35 ore 38 minuti
2° Mauro Casanova 40 ore 36 minuti
3° Silvano Incensi 41 ore 17 minuti
Donne
1° Daniela Genovesi 40 ore
2° Valentina Tanzi 41 ore 16 minuti
Team 2
1° Cinquini- Bukhanska 36 ore 11 minuti
2° Antoniol - Morandin 39 ore 26 minuti
Team 4
Team eagles: Ulian, Fattorel, Perin, Tomasella 31 ore 3 minuti

Alberta Bellussi

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Ultimo aggiornamento: 12/12/2018 18:16