Italia

2 Giugno 1946: l’esilio dimenticato di Re Umberto II

di Emilio Del Bel Belluz

Il 2 giugno 1946, ottant’anni fa, nasceva l’Italia repubblicana. Il 2 giugno 2026 ci saranno grandi feste, grandi celebrazioni, e grandi bandiere tricolori. Ma nessuno ricorda che ottant’anni fa, dopo il referendum tra monarchia e repubblica, un Re fu mandato in esilio. Si chiamava Umberto II di Savoia. Il risultato del referendum fu a favore della repubblica, ma lo scarto dei voti fu minimo e bisogna tenere presente anche l'ipotesi di brogli elettorali. 

A seguito di ciò, il Re fu mandato in esilio. Partì il 13 giugno 1946. Mi commosse una donna che gli si avvicinò quel giorno per dargli un pugno di terra italiana, con la speranza che potesse alleviare il suo dolore. Quella terra forse la mise ai piedi di un albero, in Portogallo. Un grande albero che oggi, dopo quasi ottant’anni, sarà cresciuto. La storia può nascere anche da un pugno di terra. De Gasperi gli aveva detto che si sarebbe trattato di qualche settimana, al fine di calmare le acque e di evitare una guerra civile. Il Re si fidò delle parole del grande statista. Ma non tornò più. Chiese di rientrare, più volte. Non gli fu permesso. 

Trascorse in esilio trentasette anni da vivo,e quarantatre da morto. Questo è ciò che la Repubblica il 2 giugno festeggia orgogliosa. Quale Repubblica? Quella della democrazia? Una democrazia che esclude un sovrano, sia da vivo che da morto, può chiamarsi ancora democrazia? Gli italiani che lo hanno amato non lo dimenticheranno mai. Ma la Repubblica ha sempre cercato di annullare tutto ciò che di buono aveva fatto un Re dal volto gentile. E sicuramente, se avesse potuto continuare ad essere Re, tante cose le avrebbe compiute. Esiliare una persona è una cosa terribile. 

Oggi viviamo in un mondo dove non si fa altro che parlare di valori. Ma quali valori? Il valore della libertà dovrebbe essere garantito a tutti. A Re Umberto II non si possono addebitare colpe che non ha mai avuto. Per gli ottant’anni dalla nascita della Repubblica pensavo che potesse esserci il ritorno di Re Umberto II e della Regina Maria José al Pantheon. Questa è l’Italia repubblicana. Il 2 giugno esporrò, come faccio ogni anno, il tricolore con lo stemma Sabaudo, in onore del mio Re che non ho mai dimenticato.

Ultimo aggiornamento: 10/07/2026 17:52