Cultura, Conegliano

Presentato il calendario delle celebrazioni per il 60°anniversario della Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene

CONEGLIANO/VALDOBBIADENE (TV) - La Strada del Vino più antica d’Italia fa Sessanta. Era il 10 settembre 1966 quando Italo Cosmo, Bepi Mazzotti e Giuseppe Schiratti (vedi biografie), figure di rilievo del panorama culturale dell’epoca, fondarono quella che oggi chiamiamo Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene. L’associazione, guidata da Isidoro Rebuli, per celebrare degnamente l’importante anniversario ha predisposto un programma di iniziative diffuse: “Abbiamo pensato di allestire, in collaborazione con IPA e con la Città di Pieve di Soligo, una mostra fotografica davvero unica per il materiale che siamo riusciti a recuperare e di produrre un docufilm che raccoglie testimonianze inedite e preziose. Una ricorrenza che non è solo simbolica, ma che rappresenta un momento di riflessione sul futuro dell’enoturismo e di orgoglio per un territorio che ha saputo coniugare paesaggio, cultura e un’eccellenza produttiva riconosciuta in tutto il mondo”.

Quella che sessant’anni fa nasce come Strada del Vino Bianco, che dal 2003 diventa Strada del Prosecco e Vini dei Colli di Conegliano Valdobbiadene e che oggi è denominata Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene, detiene il primato di Strada del Vino più antica d’Italia:
“Siamo fieri e consapevoli – ha proseguito Rebuli – di essere depositari di una grande responsabilità, dettata dalla visione illuminata di tre tra i più importanti intellettuali della nostra terra. Siamo loro profondamente grati, perché seppero intuire quello che oggi è assodato e che rappresenta la nostra cifra a livello turistico; vale a dire la stretta connessione tra prodotto e paesaggio”. Rebuli ha ricordato gli eventi di punta organizzati dalla Strada, la 100Miglia e WeekCantina: “Eventi che conferiscono valore aggiunto al territorio e che assumono ulteriore importanza grazie all’autenticità e alla professionalità delle persone che accolgono i turisti”. L’associazione conta 250 soci e si pone storicamente come il primo concreto esempio di marketing territoriale d’Italia.

L’intervento del presidente Isidoro Rebuli è stato preceduto dai saluti del sindaco di Conegliano Fabio Chies e della dirigente della Scuola Enologica Mariagrazia Morgan, i quali hanno posto l’accento sull’importanza del fare rete tra enti locali e tra strutture ricettive, che trovano nell’Associazione Strada un qualificato collante, ma anche sul fondamentale contributo offerto da scuole, come il “Cerletti”, per la formazione dei giovani; un aspetto sul quale è imperativo continuare ad investire.

Ha suscitato grande interesse l’excursus storico sulle origini della Strada con la relazione del professor PierAntonio Val, docente all’Università IUAV di Venezia. Un’occasione per ripercorrere e riscoprire i valori fondanti di un progetto - suggerito da Italo Cosmo, direttore dell’allora Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e messo in atto dal farmacista Giuseppe Schiratti di Pieve di Soligo con la collaborazione di Giuseppe Mazzotti allora direttore dell’ Ente Provinciale per il Turismo - che diede il via in Italia a tutti quei percorsi che furono allora definiti “itinerari del turismo gastronomico”, oggi ampiamente noti come Enoturismo.

“Il contesto culturale da cui è germogliato il progetto – ha spiegato il professore Val – è vasto e composito e coinvolge molti personaggi in diverse forme, direte o indirete: sullo sfondo, a distanza, l’economista Giuseppe Tognolo e Giovanni Battista Salvioni, primo professore di statistica sociale all’università di Bologna (entrambi zii di Schiratti e attivi frequentatori dei luoghi). Naturalmente ne è parte in forma diretta Giuseppe Mazzotti insieme la provincia di Treviso, l’intera scuola enologica, in particolare il prof Italo Cosmo, e in tempi diversi il prof. Tullio De Rosa, il Consorzio di Tutela dei Vini del Piave e del Prosecco. Ne fa parte sostanzialmente il mondo letterario di Andrea Zanzotto e ne è protagonista attivo Giuseppe Schiratti, tenace presidente del Comitato esecutivo della Strada del Vino Bianco. Schiratti è stato a servizio di un sogno innovativo: poter replicare meglio, sia in forma che a misura del territorio della sinistra Piave, un progetto (sperimentato negli anni 30 in Germania) di promozione e valorizzazione del vino, strettamente integrato con la promozione complessiva del territorio, coniugando qualità enogastronomica e qualità territoriale nella sua interezza”.

Lungo i 90 chilometri della Strada sono sorte nel tempo 33 Botteghe del Vino (oggi ne sopravvive poco più di una manciata). Qualche anno fa l’IPA Terre alte della Marca Trevigiana ha incaricato l’università Iuav di Venezia di fare una ricerca e una pubblicazione analizzando la situazione e ipotizzando alcune strategie per un rilancio e una rigenerazione della Strada del Vino che facesse leva sull’originario sistema radicato e diffuso di valorizzazione territoriale per un incremento del turismo sostenibile.

Risultato: la Strada del Conegliano Valdobbiadene “rigenerata e implementata nel tracciato e nelle botteghe può essere la spina dorsale di un museo diffuso e innovativo del paesaggio, dove le botteghe sono un’articolata sequenza di stazioni di sosta che coniugano insieme, promozione culturale ed economica del territorio. Le botteghe per le loro notevoli differenze costituiscono una sorta di prezioso e canonico zibaldone dell’architettura minore del paesaggio”.

Angelo Facchin, consigliere della Camera di Commercio di Treviso e Belluno, ente sostenitore della Strada del Vino fin dalle sue origini, ha messo in evidenza l’importanza che l’Associazione riveste a livello locale, riuscendo a lavorare in sinergia con tutti gli attori del territorio. Concetto condiviso da Teresa Grava, rappresentante di Banca Prealpi SanBiagio, la quale ha sottolineato il valore delle persone, della comunità.

Federico Della Puppa, direttore dell’Associazione Colline UNESCO, Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo e presidente IPA e Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene hanno posto l’attenzione sulla preziosa eredità lasciata dai fondatori, autentici e generosi innovatori, che hanno saputo guardare oltre il limite del loro presente, immaginando le sfide alle quali sarebbero state chiamate le future generazioni. Il presidente della Fondazione Mazzotti, Andrea Simionato infine, ha ribadito l’importanza di ricordare e celebrare le origini e l’evoluzione della Strada del Vino, tenendo sempre lo sguardo rivolto al futuro e alle esigenze dell’enoturismo moderno.

Prossimi appuntamenti:
Mostra fotografica, documentale, oggettistica, allestita presso i locali di Villa Brandolini a Solighetto: “STRADA DEL CONEGLIANO VALDOBBIADENE, UNA STORIA INNOVATIVA, per promuovere Paesaggio, Cultura ed Eccellenza del territorio”. Inaugurazione venerdì 18 settembre alle ore 18:00.

Un’esposizione di immagini d’epoca, documenti, manifesti, bozzetti e oggetti che dai primi anni ‘60 hanno accompagnato l’attività della Strada del Vino Bianco. Un viaggio immersivo che racconta un’epoca relativamente recente ma che si è evoluta rapidamente.

Sabato 26 settembre, escursione di quasi 6 chilometri, della durata di due ore. Una camminata escursionistica sull’Anello del Moncader nel Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene alla scoperta di curiosità culturali uniche, accompagnati da una guida d’eccezione: Giovanni Carraro, l’ideatore del Cammino.

Ottobre, presentazione del docufilm ADAGIO ADAGIO che propone uno sguardo sul territorio del Conegliano Valdobbiadene, attraverso un viaggio “on the road” lungo il tracciato storico della Strada del Vino. Un video-racconto in 6 tappe: la storia, l’arte, il paesaggio, gli antichi mestieri, la gastronomia, il vino.




Ultimo aggiornamento: 11/10/2026 21:17