Treviso, Conegliano, Opitergino Mott.

A Oderzo il ricordo dell’eccidio presso gli argini del Piave e del Monticano nel 1945

di Alessandro Biz

Nel giorno del Primo maggio si è rinnovato a Oderzo il ricordo dei tragici fatti avvenuti lungo il fiume Piave tra il 28 aprile e il 1° maggio 1945, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, avvenuta il 25 aprile.
Al centro della memoria l’eccidio che coinvolse giovani della Repubblica Sociale Italiana, legati alla scuola sottufficiali ospitata all’epoca nel Collegio Vescovile Brandolini.

Secondo le ricostruzioni storiche più diffuse e le testimonianze locali, si trattava di ragazzi e docenti che dovevano fare rientro nelle proprie case a seguito della fine del conflitto, erano partiti disarmati a seguito di un accordo da parte delle locali autorità con i partigiani, concordando con questi che non ci sarebbero stati atti di violenza.

I fatti andarono diversamente (come documentato da Don Romualdo Baldissera, all'epoca cappellano a conoscenza diretta delle trattative), i partigiani, venendo meno agli accordi, sequestrarono gli ex allievi ufficiali della RSI, gli caricarono su camion, legandoli mani e piedi, e uccidendogli con violenza e ferocia indescrivibile, alcuni a Oderzo e poi la maggior parte di loro a Ponte della Priula. Le vittime furono 126.

A dare un segno concreto alla memoria, a Oderzo, è la stele commemorativa, presentata durante una santa messa nel duomo di Oderzo alla presenza della sindaca Maria Scardellato, della parlamentare Marina Marchetto Aliprandi, del Generale Guido Spada e della cittadinanza, a cui è seguita a marzo la sua collocazione in una chiesa della città. 
Importante ricordare anche che Oderzo un tempo ospitava il convento dei frati Cappuccini guidati da Padre Marco d’Aviano, salvatore dell’Europa cristiana.

Lungo l’argine del Piave, in prossimità del cippo commemorativo dedicato agli stessi fatti, sempre su iniziativa del cav. Perin alcuni anni fa venne posto un cartello informativo con scritti tutti i nomi dei 126 ragazzi massacrati. Questo cartello un paio di giorni fa è stato imbrattato da ignoti.

Lodevoli l’iniziativa di Perin e dei suoi collaboratori e la disponibilità del parroco nel trovare una collocazione della stele a Oderzo. Oggi quei ragazzi hanno almeno la dignità di un nome e di una memoria condivisa.


Ultimo aggiornamento: 11/05/2026 19:33