Italia

Burocrazia-tecnologia-anziani: un mix dal risultato deleterio

di Franco Giuseppe Gobbato

La burocrazia è ormai permeata nella nostra vita. Ci obbliga a perseguire strade, a volte incomprensibili, per ottenere anche risultati tutto sommato semplici. Lo è nella vita quotidiana di tutti i giorni e lo è malauguratamente ancora di più quando ci si deve rapportare con le istituzioni o gli enti pubblici. I quali purtroppo, a loro volta, riescono, con la burocrazia richiesta, a complicarsi la vita fra loro.

Da anni è stata introdotta a livello statale una politica della così detta semplificazione. Questa avrebbe dovuto snellire la burocrazia e renderla alla portata del cittadino comune oltre ad evitare intoppi di competenza o ulteriori complicazioni.

Una delle strategie trovate e proposte per questa benedetta semplificazione è stata quella di affidarsi alla tecnologia. Tecnologia che al giorno d’oggi è in continua e affascinante crescita; vi sono novità a cadenza giornaliera che proiettano l’uomo verso un futuro inimmaginabile solo il giorno prima.

Tutto bene e bello se non fosse che la popolazione sta inesorabilmente invecchiando e, da un punto di vista statistico, risultasse che solo il 42% degli over 65 usa internet regolarmente e appena il 19,3%, di questi, possiede competenze digitali. E allora diventa un problema, per esempio, l’obbligo introdotto delle ricette elettroniche e i codici via sms, o l’uso del codice SPID, o il semplice fatto di non avere le benché minime competenze informatiche. Si rischia di essere tagliati fuori dal diritto alle cure o di perdere l’accesso a pensioni e diritti fondamentali o peggio ancora di essere emarginato dalla partecipazione sociale e dai nuovi modi di comunicare con gli altri. È vero che esiste anche una tecnologia progettata specificatamente per supportare le fragilità ma questa non è di grande ausilio a quello che disgraziatamente è il limite dettato dal superamento di una certa età al momento del subentro tecnologico.

Tutto ciò che hanno vissuto e visto gli attuali over 65 era analogico, cioè basato su processi che si potevano “vedere e toccare” perché scritti e codificati in modo, forse neanche tanto semplice, ma decisamente comprensibile. Insomma, il digitale, presente e adoperato ai tempi, era un supporto che non richiedeva strumenti estremamente fantascientifici. Strumenti che erano visti e forse agognati solo nei film. Il passaggio repentino è quindi stato vissuto come un futuribile quasi irrealizzabile e pertanto anche un po' esorcizzato dal quotidiano.

Oggi però si paga il conto di questa “superficialità” o forse di questo shock tecnologico. I limiti e i disagi provocati sono sotto gli occhi di tutti e quegli anziani che non sanno da che parte prendere se non hanno l’ausilio di un nipote o di un figlio o di qualche buon’anima sono in serie difficoltà. Considerando poi che la società sta inesorabilmente invecchiando la problematica si fa decisamente seria e forse anche vitale.

Filosoficamente parlando il vero limite non è stato lo strumento in sé, ma la mancanza di un metodo pedagogico adeguato che potesse mettere al centro non tanto solo la macchina ma principalmente la persona.

È oggi comunque una situazione che la tecnologia e l’apparato burocratico stesso devono affrontare e tentare di risolvere sia semplificando le procedure sia mettendo a disposizioni ausili tali da poter essere alla portata di tutti. In parte lo sta già facendo con i facilitatori digitali e gli sportelli fisici di supporto.

Non sarebbe male il ricorrere a meno burocrazia e ad una tecnologia veramente al servizio dell’uomo. Potrebbe essere un suggerimento la creazione di un percorso di alfabetizzazione digitale con la creazione di centri di ascolto e formazione per anziani; la creazione di interfacce delle PA progettate anche per chi ha difficoltà visive o cognitive; il riconoscimento del diritto all’alternativa ossia il poter accedere anche in modalità fisica/analogica ai servizi richiesti.

Tutto ciò al fine di tendere una mano nei confronti di chi ha contribuito con il proprio lavoro e sacrificio a costruire questa nostra nazione ed oggi ci chiede solo di essere supportato per continuare a vivere normalmente la sua quotidianità.


Ultimo aggiornamento: 10/07/2026 17:52